La nostra gatta nera non sta per nulla bene, già da un po’. Oggi Anna la riporta dalla veterinaria, ma la vedo male.
(Momo era stata trovata per strada dall’allora fidanzato di Anna ancora nello scorso millennio: avrà avuto sì e no due o tre giorni. Anna l’ha presa, allattata e fatta crescere. Ha sempre avuto qualche problema di equilibrio, le zampe dietro non erano molto stabili; in compenso aveva un imprinting umano, tanto che si è sempre lasciata pastrocchiare da Jacopo che vuole tanto bene agli animali ma non ha ancora capito che ci sono dei limiti)
Aggiornamento: (11:30) Secondo la veterinaria, on buona probabilità ha avuto un piccolo ictus. In questi giorni ha perso tre etti (me ne sono accorto ieri sera sollevandola), il resto dei parametri è ancora nella norma, ma probabilmente i dolori artritici le sono aumentati. Per il momento, cortisone: poi si vedrà (no, non le faremo una TAC, non avrebbe molto senso)
bussola d’antan
Occhei, oggi sono tutti a farsi la “bussola politica”.
Io l’avevo fatto dieci anni fa. Qualcuno sa dirmi se è cambiato qualcosa? No, perché avrei altro da fare…
Aggiornamento: (17 ottobre) ho perso dieci minuti di pausa pranzo per verificare se ero nato incendiario e morto pompiere. Dieci anni fa i miei risultati furono
Economic Left/Right: -5.62
Libertarian/Authoritarian: -6.56
ora sono
Economic Left/Right: -7.00
Social Libertarian/Authoritarian: -5.69
Decidete voi.
Torno a fare il cretino in radio
Se tutto va bene, dopodomani (venerdì 18, penso tra le 13:30 e le 14), nella trasmissione di Radio Popolare Big Fish – Storione per radio, andrò a trovare Disma Pestalozza e Giampiero “Jam” Kesten e tenteremo un esperimento: fare wiki per radio. Non so cosa succederà, ma perlomeno non mi si potrà tirare addosso pomodori marci.
Funerali
Marco Zamperini
Tecnicamente Marco non è mai stato “mio amico” su Facebook, per esempio: il che non significa molto, come molti dei miei lettori sanno. In realtà ci si incontrava spesso nelle varie iniziative internettare, l’ultima volta è stata in aprile a Bergamo al convegno sui tablet a scuola, dove mi aveva presentato come “uno di quelli bravi, nonostante lavori in Telecom” :-)
Ieri sera ha avuto un infarto ed è morto. Mi mancherà il suo buonumore, mi mancheranno le chiacchiere quando ci incontravamo. E mancherà a tutti la sua visione dell’internet.
Carnevale della Matematica #66: GOTO Il Post!
Questo mese gioco in casa, visto che il Carnevale l’ho ospitato io… solo che è sul blog matematico. Vista la mia cronica mancanza di tempo, mi sono anche bruciato l’ultima parola matematica scritta al volo stanotte, controllatevela da voi.
Quizzino: avete colto la citazione musicale iniziale nel Carnevale?
Quizzino della domenica: Disparità produttorie
Ho cinque carte, con i numeri dispari su di esse, disposte in due coppie di due agli estremi e una al centro. Voglio che il prodotto dei due numeri di due cifre formati dalle carte, meno la cifra in mezzo, sia un numero di quattro cifre uguali. Nell’esempio qui sotto ci sono andato vicino: (31×79)−5 = 2444 e non 4444 come avrei voluto. Riuscirò nel mio intento?
![[31 - 5 - 79]](https://i0.wp.com/xmau.com/quizzini/q133a.png?w=625)
(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p133.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema tratto da da Henry Dudeney, 536 Puzzles and Curious Problems (n. 103)
_I Shall Wear Midnight_ (libro)
Una volta c’era una distinzione tra i libri del Mondo Disco standard e i juveniles (pardon, “Discworld for younger readers”). Ora Pratchett ha deciso che la distinzione non c’è più: in questo trentottesimo libro della saga (Terry Pratchett, I Shall Wear Midnight, Corgi 2011 [2010], pag. 423, Lst. 6,99, ISBN 978-0-552-55559-3) i personaggi della serie principale qui non fanno solo da comparse, o per meglio dire ci sono personaggi di Ankh-Morpork che diventano coprotagonisti, oltre al ritorno in grande stile della protagonista di Sourcery. Quello che rimane della categoria juveniles è che la protagonista Tiffay Aching è un’adolescente (sedici anni) e l’idea che il libro debba spiegare – nella maniera del Discworld, ma quello uno se lo aspetta – le cose della vita. Il pensiero di Pratchett sulla stregoneria è sempre stato di due tipi diversi: da un lato c’è quella che lui chiama “headology”, cioè lavorare dal punto di vista psicologico, dall’altro quella che potremo chiamare magia per mancanza di una spiegazione scientifica. Questo vale anche per Tiffany, con la fregatura che una strega deve anche fare da medico e infermiere – ed è quello che porta via più tempo – e si trova comunque a essere odiata dalla gente che lei aiuta… per una ragione ben precisa. La storia si fa leggere bene, come al solito, anche se il finale è piuttosto ovvio.