Bisogna mantenere le tradizioni :-)
(però questo filtro mi invecchia vieppiù, non è mica bello)
Lo stiamo facendo sbagliato
Oggi è uscito un libro che si chiama Age of Discovery. Ho visto un trafiletto sul sito dello Scientific American e ho provato a cliccare sulla pagina di Amazon.com. Questo è il risultato: la versione hardcover costa di listino 27,99$ ma ti viene venduta a 17,94$ mentre quella Kindle costa 21,10$. Notate che su amazon.it la versione Kindle costa – almeno mentre sto scrivendo – 11,67 euro, ed essendo in questo momento l’euro a 1,11 sul dollaro si spenderebbero meno di 13 dollari.
Qui ci vedo almeno due cose: la prima è che è una palla che i libri di carta costano perché c’è la stampa e la distribuzione, se è possibile avere un hardcover appena uscito con quasi il 40% di sconto sul prezzo di copertina. La seconda è che il monopolio Kindle è sempre più pericoloso, e può permetterti di chiederti un prezzo obbrobrioso per darti in licenza un testo (ma è anche vero che a nessun americano verrebbe in mente di avere un account su amazon.it).
Gianluca Comazzi, ancora una cosa
Caro Gianluca Comazzi, dopo averti risposto mi sono reso conto che forse non è stato corretto parlare senza guardare le telecamere: così, mentre riportavo i bimbi a casa da scuola (a piedi) ho guardato anche un po’ in alto in via Fiuggi, e ho visto due delle quindici telecamere. Una di esse è in una posizione che avrei probabilmente scelto anch’io, se fossi stato interpellato, cioè quasi all’angolo con via Murat. (Che poi sia anche vicino a un centro massaggi penso sia irrilevante). La seconda, invece, è stata posta nell’unico isolato dove non c’è nessun portone – i due palazzi hanno l’ingresso da un altro lato e lì c’è il giardino. Da casa mia si vede quel tratto di via e non mi è mai capitato che succedesse nulla di strano, anche se ammetto che la notte dormo e non scruto nella notte illuminata da quelle belle lampade a led.
La mia è una domanda seria, perché non ho alcuna esperienza nel campo ed essendo curioso vorrei imparare qualcosa; e non saprei chiedere ad altri che Te, che evidentemente questa esperienza ce l’hai. Chi ha scelto dove posizionare le telecamere? Esiste un allegato alla delibera che definisce tale posizionamento? Sono messe a caso (e/o a una distanza minima l’una dall’altra)? Sono certo che questo mio piccolo post finirà alla Tua attenzione, o magari qualcuno dei miei ventun lettori Ti conosce e può segnalarTelo. Attendo fiducioso.
Aggiornamento: (5 giugno) Mentre andavo con Anna al seggio ho visto la terza telecamera in via Fiuggi, o meglio all’angolo con via Trescore. A questo punto l’ipotesi che occorra una certa distanza massima tra le telecamere prende forza.
Attacco via querela fasulla
Oggi sta girando il messaggio che si vede cliccando nel riquadro qui a fianco (non temete, è un PNG, danni non fa).
Ora, immagino che solo un analfabeta elettronico può cliccare su un documento che è indirizzato a un generico “Sig. / Sig.ra”, e probabilmente questo analfabeta elettronico si prenderà un ransomware – almeno il file che apre ha come nome 29328841cb0f9fd7164411d6d5d1efd0.pdf. (Ah: ho scoperto solo ora che gmail NON mostra passando sopra il mouse su un link dove veniamo mandati, ma aggiunge un parametro data-saferedirecturl che è quello del primo link, che poi probabilmente dirigerà sul secondo).
Quello che mi stupisce è che l’anonimo phisher ha usato il nome e il numero di telefono di un studio legale davvero esistente (il fax è invece di un’officina salernitana). Chissà se per una volta si potrà sperare in un’iniziativa dell’Escopost. È vero che il messaggio è stato spedito da un server giapponese, ma chissà…
I numeri parlano chiaro
Al momento non è chiaro chi sarà il presidente austriaco: il voto alle urne dà in vantaggio il candidato di estrema destra Hofer con il 51,9% contro il 48,1% dell candidato estremamente ecologista Van der Bellen, ma ci sono ancora i voti spediti per posta, che sono molto più della differenza tra i due. (Poi diciamocelo: perché gli 800.000 voti per posta capovolgano i 144.000 voti di vantaggio, dovrebbero essere divisi 472.000 contro 324.000, cioè 59% contro 41%: improbabile, anche se non così improbabile da essere impossibile).
Repubblica però si spinge a fare raffinate analisi nel suo articolo (backup), spiegando come «Hanno pesato molto, nella crescita nelle urne dell’ultradestra, il tema migranti e la battaglia al Brennero. Nel Tirolo Hofer infatti ha ottenuto il 50,7% dei consensi». Notate nulla di strano?
Chi ha ragione?
BBC: “Fiat shares drop on report of sales ban” (secondo l’articolo, le autorità di controllo tedesche avrebbero trovato un software che dopo 22 minuti toglie il controllo sulle emissioni, e Fiat sarebbe stata “particolarmente poco collaborativa”)
Repubblica: “Le cedole frenano Piazza Affari” (non una parola sulla Fiat)
Strisce pedonali
Odifreddi e Wittgenstein
Ho finalmente letto il numero 1 di MATE (lo recensirò dopo avere letto il numero 2, mai dare un giudizio immediato), dove campeggiava un’intervista a Piergiorgio Odifreddi. Lasciamo perdere il virgolettato a pagina 16 in uno zoom «Abbiamo un premier e una maggioranza di governo mai eletta da nessuno», visto che la parte sulla maggioranza di governo non c’è da nessuna parte nel testo dell’intervista, e limitiamoci alla matematica.
Santino Cundari gli chiede «Eppure Wittengstein nel 1922 sosteneva che ogni qual volta ci proponiamo di quantificare il numero di gocce di pioggia che cadono durante un temporale, l’unica risposta possibile è “molte, molte gocce”. Esiste un numero esatto ma non possiamo conoscerlo?» e Odifreddi risponde «Credo si conosca già», continua dicendo che Wittgenstein si vantava di non studiare nulla di quello che avevano fatto gli altri e quindi alla fine ripeteva quello già detto dai filosofi del passato, e si lancia a spiegare che Archimede aveva calcolato il numero di granelli di sabbia che riempiono l’universo.
Ora io sono una capra in filosofia e ho sempre avuto dei votacci al liceo (dove del resto ci siamo fermati a Kierkegaard, con la scusa che erano miracolosamente uscite di nuovo scienze e fisica). Ma purtroppo o per fortuna con i decenni sono stato esposto almeno a un minimo di filosofia della scienza. Bene, Wittgenstein con quella frase intendeva che per dare una risposta numerica anche se in linea di principio a quella domanda occorre dare una definizione di “goccia” (una molecola d’acqua non è una goccia) e di “temporale” (quando inizia e quando finisce? qual è l’area dove si considera esserci o no il temporale?) Come dice un mio amico filosofo (ciao, Leo!) a cui ho chiesto qualche lume in più, «La questione è: a quali condizioni qualcosa può essere contato? e risponde: deve essere qualcosa di discreto; e deve avere una certa permanenza (deve durare nell’essere)» e Wittgenstein trova «che la cosa non è affatto semplice, appunto». Odifreddi avrebbe potuto tranquillamente rispondere dicendo appunto che basta dare delle definizioni coerenti e il numero è calcolabile, e non ci sarebbe stato nulla di male, almeno per la capra quale io sono: ha voluto invece dare una risposta formalmente corretta (si può trovare un limite superiore al numero di gocce di pioggia) ma assolutamente inutile, un po’ come nella barzelletta del duo che si è perso su un pallone aerostatico, passano vicino a un edificio, chiedono al tipo che li sta guardando dalla finestra “Dove siamo?” e si sentono rispondere “su una mongolfiera”. Il guaio è che così si perpetua l’idea del matematico che pensa solo alla matematica e vede tutto come matematica, il che non mi pare un bel biglietto da visita… ancor più in una rivista che dovrebbe incuriosire sulla matematica.