Investitore intermedio

Ho testè compilato il questionario sulla mia “adeguatezza bancaria”, anche perché a quanto pare se non lo facevo la banca se ne sarebbe lavata le mani e non avrebbe verificato se quello che facevo era o no congruo con le mie conoscenze. Nonostante non stia facendo operazioni da una vita, il risultato è stato “livello di rischio intermedio”, il che significa che potrei prendere roba tipo ALTRE OBBLIGAZIONI
COMPLESSE IN EURO oppure POLIZZE UNIT LINKED A FONDI INTERNI (senza “opzioni”) senza che nessuno sollevi un sopracciglio.
Peccato che io non sappia affatto cosa siano tali prodotti. (Mi stupisce che i warrant siano messi negli investimenti a rischio elevato assieme agli hedge fund e alle vendite allo scoperto. Mi sa che la mia adeguatezza sia minore di quanto appaia, un po’ come gli oggetti sullo specchietto esterno di un’auto sono più vicini di quanto sembri)

Alex Schwazer

Non sono generalmente un complottista: devo dire però che nella storia di Alex Schwazer, o perlomeno di come la storia è stata raccontata dall’italica stampa, c’è parecchio che non mi torna.

Premessa: non troverei nulla di strano a scoprire che un atleta già squalificato per doping continui a prendere sostanze illecite, anche a insaputa del suo allenatore. Non so se ricordate la storia di Riccò. Né mi stupisce che vengano fatte nuove analisi su vecchi campioni ematici: le tecniche si affinano, e si possono scoprire sostanze che un tempo erano indistinguibili. Di nuovo, non so se ricordate Lance Armstrong. Dunque, di per sé i fatti accertati sono assolutamente plausibili. Quello che però trovo strano sono due cose. La prima: perché sono state fatte delle seconde analisi (cosa diversa dalle controanalisi, che si fanno quando il primo laboratorio trova delle positività) a distanza di pochissimi mesi, quando si può immaginare che non ci siano state modifiche nella procedura? La seconda: perché nessun giornale, almeno a mia conoscenza, ha pubblicato i dati complessivi della presenza di testosterone nel corso dei vari mesi? Se per esempio scoprissimo che i valori erano sempre ai limiti della soglia massima accettata, pur rimanendo sotto, potremmo dire che probabilmente Schwazer pigliava davvero qualcosa, e quella singola volta l’organismo ha reagito in maniera diversa dal solito, superando la soglia. Altrimenti quei valori restano sospetti, ma per la ragione opposta a quella indicata dalla IAAF.

Come dicevo, non sono un complottista e non credo né a una campagna contro Schwazer né a un tentativo di delegittimare Sandro Donati. Ma non riesco a togliermi dalla testa che la IAAF, dopo tutta la storia sul doping russo, dovesse disperatamente trovare qualcosa per dimostrare che non era di parte: chi meglio che un ex dopato poteva fare da capro espiatorio?

_Single Digits_ (libro)

9780691161143Non sono rari i libri che parlano delle proprietà dei numeri piccoli. Così su due piedi mi vengono in mente quelli di Hodges, Odifreddi e Stewart. In questo caso, però, (Marc Chamberland, Single Digits : In Praise of Small Numbers, Princeton University Press 2015, pag. 240, $26.95, ISBN 9780691161143) il livello matematico è decisamente più alto. Non è trascendentale, intendiamoci: una persona curiosa riesce a seguire i risultati che vengono presentati. Sicuramente, però, si parla spesso di temi a livello superiore rispetto alle nozioni imparate alle superiori e poi più o meno faticosamente conservate. Questo a mio parere è un importante vantaggio: si può avere finalmente un’idea di quante cose ci siano in matematica oltre a quelle che si è costretti a imparare a scuola. Le spiegazioni sono molto chiare, e le curiosità, molte delle quali mi erano sconosciute, mostrano come la matematica riservi sempre sorprese. In definitiva, un testo altamente consigliato, e che sarebbe bello venisse tradotto in italiano.

Federica Pellegrini

Come persona, mi sta sulle palle da una vita. Ma come atleta, massimo rispetto. L’importante è non mischiare i flussi.

Cicciottelli

Andrea Riffeser Monti, editore di QS (Quotidiano Sportivo) ha “sollevato dal suo incarico” (leggi, “licenziato in tronco”) il direttore Giuseppe Tassi. Per chi fosse stato su Marte in questi giorni, tutto nasce da un titolo nell’edizione dell’inserto sportivo de Il Resto del Carlino, che per raccontare del quarto posto della squadra olimpica femminile di tiro con l’arco ha intitolato “Il trio delle cicciottelle sfiora il miracolo olimpico”, suscitando la concorde indignazione dei social, indipendentemente dalla ciccia degli sportivi da divano.
Devo dire di non essere d’accordo con Luca Bottura, che argomenta dando la colpa della defenestrazione ai social. Certo è vero che se quel titolo fosse apparso su Libero o sul Fatto non sarebbe probabilmente successo nulla; ma la mia sensazione, corroborata anche dai tempi, è che la vera ragione siano le scuse pelose di Tassi, che aveva scritto «Mi scuso se quel titolo ha urtato la sensibilità di alcuni nostri lettori ma l’intento di partenza non era né derisorio né discriminante.» Insomma, “siete voi che sbagliate, non io”. Posso dire che non è stata la miglior mossa?

i compleanni in ritardo di Facebook

Una delle notifiche di stamani di Facebook aveva il seguente testo: «Yesterday was XY’s birthday. Want to send him belated birthday wishes?» (Ho oscurato il nome del non-festeggiato per ragioni di privacy)

Caro Zuckerberg, che te ne importa se io ho fatto o no gli auguri di compleanno a XY? E soprattutto perché dovrei farglieli in ritardo? Lo so, la domanda è retorica. Più io uso Facebook per interagire, più tu guadagni soldi. E fare gli auguri il giorno dopo permette di allungare ancora più la vita utile di un thread.

Il vero guaio è però un altro. Non solo ho fatto gli auguri a XY, ma li ho fatti via messaggio privato con Facebook stessa, dal sito. (Non con Messenger, che non ho attivato da nessuna parte). Quindi dovresti saperlo bene, che io ieri ho interagito con XY. Non sei nemmeno capace a fare questi controlli?

Controlli antidoping ai dodicenni

Quando ho sentito che nel Varesotto (ma sarebbe potuto essere ovunque) hanno fatto dei controlli antidoping a sorpresa ai primi quattro classificati di una gara ciclistica per dodicenni, il mio primo pensiero è “hanno fatto solo bene”. L’articolo di Repubblica è un perfetto esempio di ipocrisia, tra l’altro. È costretto ad ammettere che non è stato fatto nulla di illegale, ma si lamenta perché «secondo il regolamento della Federazione ciclistica italiana si inizia a parlare di agonismo solo dai 13 anni» e perché se non fosse stata messa su una tenda della Protezione Civile «gli atleti sarebbero dovuti andare in un bar» per fare la pipì. A nessuno viene in mente che il problema non sono tanto i bambini ma i loro genitori, che sublimano la loro volontà di potenza sui figli preadolescenti pompandoli all’inverosimile? Spero che nessuno dei testati risulti positivo, ma non posso escluderlo a priori: e se già le sostanze dopanti sono pericolose per gli adulti, lo sono ancora di più per i ragazzi, il che mi fa pensare che sia molto meglio che sappiano subito che possono venire controllati e non cerchino di fregare gli altri sperando in un’impunità che non ci deve essere.

_Introduzione alla libertà_ (libro)

Lucifero-libertaQuesto libro (Roberto Lucifero, Introduzione alla libertà : la legge elettorale, Edizioni del Secolo 1944, pag. 161) è stato pubblicato alla fine del 1944, nella parte di Italia che al momento era sotto il controllo degli alleati anche se nominalmente retta dal Luogotenente Umberto, e che dopo vent’anni si apprestava ad avere nuovamente vere elezioni. L’autore era di famiglia nobile calabrese e cugino di quel Falcone Lucifero che per decenni è stato Ministro della Real Casa, fino alla morte di Umberto II, e tra le righe traspare la sua posizione politica di monarchico liberale, pur con interessanti aperture ai “nuovi” (nel senso di quelli degli anni ’40 del secolo scorso) accadimenti sovietici. Ma in questo saggio Lucifero non fa politica diretta, bensì discetta sui vari sistemi elettorali. Dal suo punto di vista il metodo migliore per un’elezione è quello del collegio uninominale, nel quale c’è un rapporto diretto tra elettori ed eletto, e quest’ultimo sa che dovrà rendere conto ai primi alla scadenza del mandato: non si preoccupa nemmeno di un eventuale cambio di casacca, proprio perché si vota la persona e non il partito. Ed è proprio il sistema proporzionale, dove sono i partiti “di masse” ad avere la mano libera a scapito dei candidati, quello che Lucifero ritiene il peggiore in assoluto. È probabile che lui ricordo quanto successo nel primo dopoguerra, con l’introduzione del suffragio universale (maschile) e l’affermarsi di socialisti e popolari, con don Sturzo che manovrava i parlamentari senza nemmeno essere eletto. Resta il fatto che è stato probabilmente il primo a parlare di partitocrazia, analizzando lucidamente – pur con troppe virgole per i miei gusti… – l’evolversi della situazione. Certo, parlava pro domo sua. Ma i rischi di allargare il suffragio senza prima formare il nuovo corpo elettorale si sono indubbiamente presentati, e ce li abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni.
Non sono certo di accettare tutti i suoi ragionamenti: però ho trovato la lettura molto stimolante.