Anche i secondi contano

La mia azienda ha deciso che tutti devono fare le quattro timbrature, perché pare ci fosse gente che facesse finta di nulla e si fermasse in ufficio meno del dovuto. Vabbè, tanto ci sono i tornelli e quindi tipicamente timbravo comunque a meno che mi portassi la schiscetta da casa.

La mia azienda ha anche deciso che bisogna specificare che le due timbrature di mezzo sono di inizio mensa e fine mensa, e non vengono prese così per default. Vabbè, in effetti a volte mi capita di fare cose strane. Con calma sto cercando di ricordarmi di cliccare al tornello inizio e fine mensa, anche se non sempre me ne ricordo. Ieri non me ne ero ricordato e quando sono rientrato il sistema mi ha detto “non puoi finire un intervallo mensa che non hai iniziato”: amen, qualcuno modificherà le timbrature.

La mia azienda, stante che l’intervallo è flessibile tra i 30 e i 60 minuti, ha deciso che non si può terminare l’intervallo mensa prima di 25 minuti dall’inizio. Notate: nessuno dice che un intervallo più breve viene considerato comunque di 30 minuti: semplicemente si sperava che fosse automaticamente settato anche in caso di intervallo più breve. Vabbè, c’è il trucco: si timbra normalmente per entrare e si aspetta nell’atrio lo scoccare dei 25 minuti per fare la timbratura di fine intervallo.

Oggi non c’era coda in mensa, io mangio sempre di corsa, e sono rientrato troppo presto. Vabbè, timbro per entrare e aspetto di indicare la fine dell’intervallo. Vedo che avevo timbrato l’uscita alle 12:46, erano le 13:08 e quindi erano solo tre minuti di attesa. Arrivano le 13:11, timbro, e appare ancora il messaggio: “INTERVALLO INFERIORE A 25 MINUTI”. Ora, in effetti avevo timbrato alle 12:46:18 e poi alle 13:11:12 o giù di lì: ma il nostro sistema di timbrature non considera i secondi e ce le visualizza al minuto (e dopo dieci secondi ce l’ho finalmente fatta). Ma volete proprio rendermi la vita difficile?

Hard disk miracolato?

Un hard disk si deteriora. L’unica speranza è che lo faccia abbastanza lentamente, e che l’utente si sia fatto un po’ di backup (su un altro hard disk, il che ci fa tornare al punto di partenza). L’hard disk del mio PC si è improvvisamente rovinato a febbraio, e il punteggio datogli da Hard Disk Sentinel è sceso da 100 a 66 praticamente di colpo. Nulla di trascendentale, mi diceva che c’erano 56 “settori deboli”, ma tant’è.
Il fatto è che ad aprile il punteggio è risalito a 71, perché i settori deboli sono scesi a 48. La domanda sorge spontanea: come ha fatto? (La seconda domanda a dire il vero è “come cavolo faccio a bloccare quei settori?”)

Domenica delle salme

Ieri, Domenica delle Palme, in Egitto c’è stata una strage in una chiesa copta. Stamattina un quotidiano, riprendendo il titolo di una canzone di De Andrè, titola in prima pagina “Domenica delle salme” per riferirsi alla strage. Nella rassegna stampa mattutina di Radio Popolare, Luigi Ambrosio si lamenta per quel titolo.
Sarà, ma a me rimane l’idea che se il titolo fosse stato pubblicato dal Manifesto la sua reazione sarebbe stata diversa: invece stavolta è stato Libero.

Non si sceglie più lo sconto

Ieri mattina siamo andati a fare la spesa all’Esselunga :Anna va ai totem del Scegli il tuo sconto (per chi non frequenta Esselunga, si può scegliere tra una serie di prodotti e avete uno sconto ulteriore su alcuni (fino a sei) e torna subito indietro, dicendo che c’era una scritta “Il servizio Scegli il Tuo Sconto non è più disponibile per scelta aziendale”. Controllo sull’app: stessa cosa.

Ho provato a cercare in giro e non ho trovato nulla al riguardo se non l’avviso sul sito e alcuni messaggi su Facebook. Mi chiedo solo come mai questa inversione di tendenza, nonostante altri (se non sbaglio almeno la Coop) li avessero seguiti in questo tipo di offerta che Esselunga aveva introdotto quattro anni fa. Si sono accorti che lo sconto “personale” si vedeva meno, e quindi i prezzi dei prodotti scontabili erano superiori alla concorrenza? L’iniziativa era usata troppo (oppure troppo poco)? Tanto anche senza la buonanima del Bernardo Caprotti mi sa che la segretezza in questi casi sarà totale, quindi potremo solo fare supposizioni.

Quizzino della domenica: i libri più venduti

Nelle classifiche di vendita dei libri che si trovano nei quotidiani, tipicamente si assegnano 100 punti al libro più venduto, e gli altri hanno punteggi relativi a scalare: per esempio un libro che ha venduto la metà delle copie del primo in classifica avrà 50 punti. I punteggi sono sempre arrotondati all’unità: non è però dato sapere se gli arrotondamenti siano per eccesso (quindi un punteggio relativo di 69,01 è arrotondato a 70) oppure all’intero più vicino (69,49 è arrotondato a 69, 69,51 a 70, e diciamo 69,5 anche a 70).
Una settimana i primi cinque libri in classifica avevano questi punteggi: 100, 99, 98, 96, 96. Qual è il minore numero di copie che può aver venduto il primo in classifica per rendere possibile questa classifica? No, la risposta non è “100”.

(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p248.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema originale)

_Famous Puzzles of Great Mathematicians_ (libro)

Non ci crederete, ma i matematici amano giocare con la matematica e creare e risolvere problemi. Ecco la logica alla base di questo libro (Miodrag S. Petković, Famous Puzzles of Great Mathematicians, American Mathematical Society 2009, pag. 325, $38, ISBN 9780821848142): partire dai matematici più o meno noti, ciascuno dei quali ha una microbiografia al termine del testo, e dedicarsi poi ai problemi più o meno classici che si trovano per la prima volta nelle loro opere. Un vantaggio collaterale di questo approccio è sapere finalmente da dove nascono certi problemi, cosa che in matematica non è mai così scontata. I problemi sono divisi in due parti: quelli spiegati direttamente nel testo e quelli per cui bisogna andare alla fine del capitolo per trovare la soluzione (oltre a un’appendice con problemi simili a quelli trattati ma senza soluzione indicata…). In definitiva, un libro che forse non dà nulla di nuovo ma è utile come opera di riferimento.

Poveri bulli

Tempo di gite scolastiche, e tempo dei soliti bullismi e piagnistei, perché l’episodio «È stato uno scherzo. Forse pesante, ma uno scherzo. Lo sbaglio è una punizione tanto severa», così dice una signora, che continua «Parlo a nome di molte delle mamme, anche se non ho figli al liceo» (e questo secondo me la dice già lunga) e che quanto è successo è una di «quelle cose cameratesche che si fanno in caserma.» (dove evidentemente ci è stata. Non avendo io fatto il militare non ho idea di cosa si faccia).

Ma la cosa che mi ha davvero sconcertato è l’accusa ritorta: «E poi vi siete chiesti perché i ragazzi erano soli? Un professore all’ultimo non li ha accompagnati.» Effettivamente quello che non capisco è perché non si sia semplicemente annullata la gita…

Trump e i missili

Al momento l’unica cosa che comprendo è che Donald Trump ha dato l’ordine di lanciare una carica di missili contro la base aerea siriana di Al Shayrat, senza chiedere l’ok al Congresso.
La cosa mi preoccupa non tanto perché non saprei dire chi sono i “buoni” e chi i “cattivi” – in quel contesto mi pare che la cosa più semplice da fare sia chiamarli tutti cattivi – quanto perché non riesco affatto a capire la logica dietro tutta la successione di eventi, dall’attacco iniziale con le armi chimiche a questa risposta. La mia sensazione è che le notizie che si leggono dicono tutto e il contrario di tutto, e la cosa mi disturba: lo so che la verità non è mai da una parte sola, ma in questo caso mi pare ce ne siano troppe di verità.