Statistiche del sito per maggio 2017

Sì, le posto sempre più tardi… gli è che non ci penso proprio.

Rispetto ad aprile l’emorragia di visitatori e di pagine si è arrestata, con rispettivamente 22.225 visitatori unici e 95.094 pagine; il numero di visite è invece ancora calato a 44.053.

I post più visti:

  1. Stupri di serie A e di serie B: 810 visite
  2. Perché mi sta sul gozzo: 742 visite
  3. Intercettazioni sospette: 498 visite
  4. Bartolomeo Pepe e le percentuali: 481 visite
  5. L’obbligo dei vaccini: 469 visite

ma la pagina con gli accordi ha fatto 1376 visite :-)

Per il resto, interessanti i sette hit con la stringa “^bnh^xdm066^ttab02^it” che mi sa sia qualche robaccia di ask.com, anche se non vedo risultati diretti sul mio sito, e i 31 download di Matematica liofilizzata.

E tu ti fidi di Lennon?

Nel saggio che sto leggendo, a un certo punto c’è questa citazione dalle Playboy interviews di John Lennon:

«Il Maharishi apparve, Brian [Epstein, il manager del gruppo] morì, apparve Yoko [Ono]. […] Sembra impossibile che tutto accadde nel 1966!»

La citazione è corretta, nel senso che è quello che Lennon effettivamente disse; peccato che Epstein morì l’anno dopo, nel 1967. Che John sbagliasse le date è assolutamente normale, ma magari se stai scrivendo un saggio sulla musica pop di quegli anni incentrato sui Beatles ci dai un occhio.
Peccato veniale dell’autore? Non proprio, visto che tutta la frase è la seguente:

Certo, per i Beatles, il 1966 fu tutt’altra cosa anche per ragioni personali. Lo rievoca Lennon: «Il Maharishi apparve, Brian [Epstein, il manager del gruppo] morì, apparve Yoko [Ono]. […] Sembra impossibile che tutto accadde nel 1966!». Questa accelerazione troverà il suo massimo contrasto nell’anno successivo, il 1967, così fitto di eventi che tutto sembrò rallentare: […]

Ora, capisco che tu hai una tesi e devi fare in modo di trovare esempi che te la corroborino. Ma almeno fatti furbo, e ritaglia meglio gli esempi!

Il coraggio delle proprie idee

Di cosa io penso del COISP ne ho già scritto in passato. Scopro oggi che ieri mattina hanno scritto un tweet con il testo

«Dire “non tutti i musulmani son terroristi” è come liberare 10 leoni in città e dire: “Tranquilli, solo 4 sbranano. Gli altri son innocui…»

Il tweet è stato prontamente cancellato da questi leoni, nonostante avesse raccolto un certo qual numero di commenti positivi in materia; sono sicuro che la cancellazione sia stata un errore, perché non mi sembra un testo così diverso dalle altre esternazioni di tale sindacato di polizia.

Nel caso non fosse stato così e al COISP abbiano pensato che forse era meglio cancellare certe tracce, mi pregio ricordare loro che esistono siti (di terze parti…) dove certe pagine “interessanti” vengono archiviate, proprio perché non si sa mai.

automatismi

Come sapete, questa settimana finiscono le scuole, almeno in Lombardia. Quindi ho iscritto i giovani al centro estivo comumale. La scorsa settimana ho pagato il bollettino c/c (continua a non essere possibile fare un bonifico, il comune di Milano ha dei grossi problemi), e ho inviato scansione dei bollettini.
Oggi tra le 15:22 e le 15:46 mi sono arrivati dieci messaggi che cominciavano con “Gentile Utente,
la documentazione pervenuta è completa.”, continuavano con gli altri documenti da portare il primo giorno (ma non fanno più in fretta a chiederli direttamente assieme al bollettino? Non dico quelli sull’eventuale separazione dei genitori, ma le scansioni delle tessere sanitarie sì…) e terminavano con “Si informa che tali mail vengono generate in automatico e che eventuali risposte alle stesse non verranno gestite” (senza punto).

Il vero guaio è che sono tutti e dieci con i dati di Cecilia. Jacopo non pervenuto.

meta-truffa

Quante mail al giorno ricevete dove vi viene detto che avete vinto non si sa quale lotteria, oppure che c’è qualcuno che ha bisogno di voi per spostare qualche milione di dollari di un pezzo grosso africano morto da poco? Queste truffe si chiamano “419 Nigerian scams“, dall’articolo del codice penale nigeriano che lo tratta: in effetti almeno all’inizio la maggior parte di queste mail arrivavano dalla Nigeria.

Bene. Ieri mi è arrivata una mail che comincia così:

Good day, I am Ms Carla Grasso, the new Scam Compensation Award Comity setup by United Nations and IMF of those people that took part in receiving Inheritance funds and Lottery funds/Consignment box,ATM compensation card, Bank check from European banks even from many lottery organizers few years ago and there payment still outstanding with United Nations Treasury Account, That has pay different fees while Trying to get there Funds from those banks and lottery organizers but all to no avail.

A parte l’inglese molto zoppicante, l’idea di fare una metatruffa mi ha fatto divertire :-)

_Il labirinto dei libri sognanti_ (libro)

Di Walter Moers avevo letto, e apprezzato tantissimo, La città dei libri sognanti, di cui questo libro (Walter Moers, Il labirinto dei libri sognanti [Das Labyrinth von träumenden Bücher], Salani 2015 [2011, 2012], pag. 464, € 12, ISBN 9788862569873, trad. Umberto Gandini) è il seguito. Troviamo il vermicchione Ildefonso de’ Sventramitis, ormai famosissimo scrittore zamoniano che però ha perso l’ispirazione, che dopo duecento anni ritorna a Librandia, spinto dalla stessa curiosità: un manoscritto che gli arriva per caso.
Il problema è che in realtà non succede nulla. Moers è bravissimo a creare scene fantasmagoriche, e i suoi disegni sono sempre favolosi: ma le pagine passano e passano senza che si scenda nei sotterranei di Librandia, come chi ha letto il primo libro si aspetterebbe. Avete presente i documentari “The making of”? Ecco. Il libro è fondamentalmente questo. Lo Sventramitis entra nelle catacombe nelle ultime pagine, e “Qui comincia la storia” è la frase che termina il libro, con un post scriptum del Traduttore che spiega che il materiale era troppo e così l’ha diviso in due tomi. Peccato che Il castello dei libri sognanti non è mai stato pubblicato…
Umberto Gandini come sempre fa un lavorone nel rendere i giochi di parole e i nomi dei personaggi zamoniani che spesso sono parodie di persone realmente esistenti: stavolta ha dovuto persino tradurre duwe quartine nello stile di Carlo Porta, pardon Karl Porton. Chissà cosa c’era nell’originale!

Regole

Da buon ciclista urbano, so che in molti incidenti in cui sono coinvolte auto e biciclette il ciclista non è affatto senza macchia; il concorso di colpa è l’ipotesi di partenza, e a volte l’automobilista non può davvero accorgersi del ciclista. Guardando questo video, però, è evidente che l’automobile ha tagliato la strada al ciclista senza avere messo prima una freccia. Intendiamoci: io parto sempre dal principio che quello che si fa male sono io e quindi avrei tenuto in conto la possibilità di vedermi tagliata la strada, ma questo è irrilevante nel contesto. Quello che non è irrilevante sono i commenti: «La maggior parte è a favore dell’automobilista. C’è anche qualcuno che dice: “I ciclisti non rispettano nessuna regola” o anche “rispettate il codice della strada”, “se tutti gli sportivi si comportassero come i ciclisti, in Italia non si circolerebbe più”. E infine: “La strada è per le auto non per i ciclisti, esistono le piste ciclabili”.»; commenti che mostrano come la gente ormai non ragiona sui fatti ma parte in quarta con i pregiudizi.

Ciò detto, visto che non è che io possa sprecare un pippone così, aggiungo un po’ di cose. La prima: perché Repubblica non ha messo da nessuna parte il link al post di Facebook?. La seconda: perché Repubblica ha rallentato il video originale, facendo sembrare che l’incidente fosse avvenuto ai 15 all’ora? La terza: è possibile che qualcuno scriva un post che comincia con «Questo è quello che succede hai nostri ragazzi 😡😡😡😡 come vedete sono infila indiana» e in tre giorni non ha sentito il bisogno di correggere quegli strafalcioni?