Il concertone

Da quanto ho capito, lo scopo principale del Concertone del Primo Maggio è permettere ai commentatori di Facebook di lamentarsi di quanto sia brutto, e ai metacommentatori di lamentarsi perché la gente continua a guardarlo se è così brutto. Quest’anno devo dire che si è raggiunto un livello ulteriore, con l’ufficio stampa di Edoardo Bennato che si è lamentato (sempre su Facebook, non so se anche altrove) perché la Rai ha inopinatamente tagliato l’ultimo dei quattro brani della sua performance per mandare in onda la pubblicità.

Io non entro in queste dinamiche: non avendo mai seguito il Concertone non saprei decantarne i pregi e stigmatizzarne i difetti, né la cosa appunto mi cambia la vita. Però una curiosità mi resta: che ci azzecca la musica, bella o brutta che sia, con la Festa dei Lavoratori?

La legge elettorale proposta da YouTrend

Quando stamattina ho visto che YouTrend ha preparato una proposta di legge elettorale (occhei, l’ha proposta due settimane fa, ma non è che io sia sempre sul pezzo) mi sono detto “sarà la solita schifezza”. Poi sono andato a leggerla e mi sono dovuto ricredere.

Nella loro proposta, in entrambe le camere si vota metà con il maggioritario e metà con il proporzionale: 309 collegi alla Camera e 154 al Senato. I primi sono anche stati presentati, i secondi che io sappia no. La scheda sarebbe unica, simile a quella delle elezioni del sindaco nei grandi comuni: in ogni collegio sono indicati i candidati all’uninominale, con le liste collegate, e quelli al proporzionale. Non esiste nessun concetto di scorporo: l’unico “passaggio di voti” si ha se si indica solo una preferenza di lista nel qual caso il candidato uninominale corrispondente prende il voto, mentre non è vero il viceversa (un voto solo a un candidato uninominale non viene assegnato a nessuna lista); è anche possibile il voto disgiunto. Nella parte uninominale vince chi prende più voti, non c’è il doppio turno; in quella proporzionale si ha un proporzionale puro su base nazionale alla Camera (metodo Hare, quindi quozienti interi e i seggi non assegnati vanno a chi ha i resti più alti) e su base regionale al Senato (Hare modificato, perché occorre aver avuto almeno un seggio come quoziente per accedere alla ripartizione dei resti).

La “dimenticanza” che io vedo nella proposta è il non avere esplicitato l’impossibilità di candidarsi in più collegi nella parte proporzionale (e magari anche in un maggioritario, giusto per fare l’en plein). Per il resto, mi pare un buon compromesso per tenere insieme una rappresentanza popolare con un’attenzione al territorio. Che il tutto funzioni in pratica in un contesto fondamentalmente tripolare non lo so, ma tanto non è che le altre alternative siano così migliori… a meno naturalmente che non si scelga il modello “enorme premio maggioritario a chi arriva primo”. Voi che ne pensate?

_Behind the Mask_ (ebook)

[Ho ricevuto il libro con il programma Early Reviewers di LibraryThing]

L’idea alla base di questa antologia di racconti è semplice: cosa fanno i supereroi (e i supercattivi…) quando non stanno facendo il loro lavoro? Potreste dire che già dai tempi dei supereroi Marvel – L’Uomo Ragno è il primo che mi viene in mente – si parla anche della loro vita normale, ma almeno per come la vedo io quello è solo lo sfondo per far risaltare meglio le loro avventure. In questa antologia (Tricia Reeks e Kyle Richardson (ed.) Behind the Mask : A Superhero Anthology, Meerkat Press 2017, pag. 290, € 5,99, ASIN: B01MDMXV6F) i superpoteri sono lo sfondo, e possiamo leggere racconti sui problemi di andare a fare la spesa senza essere riconosciuti, di avere l’Alzheimer, o anche di scoprire come e perché i supereroi non ci sono più e sono rimasti intrappolati nei fumetti.

Tra i venti racconti non me ne sono per nulla piaciuti solo due, il che è un grande risultato per un’antologia. Quelli che mi sono piaciuti di più sono Destroy the City with Me Tonight (Kate Marshall), Pedestal (Seanan McGuire), As I Fall Asleep (Aimee Ogden), Inheritance (Michael Milne), Quintessential Justice (Patrick Flanagan), Salt City Blue (Chris Large), The smoke means it’s working (Sarah Pinkster), The beard of truth (Matt Mikalatos), Over an Embattled City (Adam R. Shannon). In definitiva, un libro da leggere (se vi piacciono i supereroi, ovvio!)

Quizzino della domenica: famiglia media

L’età media dei componenti di una famiglia (padre, madre, e alcuni figli) è di 20 anni. Se non contiamo il padre, che ha 40 anni, l’età media scende a 15 anni. Quanti sono i figli in quella famiglia?

(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p250.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema tratto da Mind Your Decisions)

_Kon-Tiki and I_ (libro)

Quello del Kon-Tiki è stato un progetto per dimostrare la possibilità tecnica di raggiungere le isole della Polinesia partendo dalle coste del Perù con una zattera, sfruttando le correnti oceaniche: un “mostra e dimostra” all’ennesima potenza. Erik Hesselberg è stato uno dei marinai della spedizione, e ha scritto questo libro (Erik Hesselberg, Kon-Tiki and I ,Harcourt Brace 1994 [1951, 1970], pag. 71, ISBN 9780153022555), in un inglese molto semplice e quindi adatto per i bambini. Devo confessare che nonostante i simpatici disegni dell’autore io non sono riuscito a trattenere i miei settemezzenni leggendogli e traducendogli in tempo reale il libro: è un peccato, perché credo che proprio perché è una storia vera sia qualcosa di importante. Ad ogni modo anche i grandi lo possono trovare una lettura piacevole.

vento

I terrazzi di casa nostra sono regolarmente spazzati dal vento anche quando non sembra essercene: figuriamoci in giornate come oggi dove il vento si sente già per strada. Per evitare che le piante ci caschino sempre per terra, abbiamo preso del filo ritorto di quello usato nelle barche a vela e ho legato le piante più grandi, bloccando il filo con un fermo. (Per i vasi nel balcone della cucina ho direttamente bucato il vaso che tanto è di plastica per assicurarmi che il tutto tenesse).
Stasera l’acero è stato sbattuto giù dal vento. L’ho risollevato e ho guardato il filo: era spaccato. Lo rimetterò doppio, ma ho come il sospetto che ci sia comunque qualcosa che non va.

Chi legge ancora ebook?

Leggo dalla BBC che il mercato degli ebook nel Regno Unito è calato del 3%, a 538 milioni di sterline (per dire, in Italia nel 2015 il fatturato degli ebook è stato 51 milioni di euro…); il tutto mentre il mercato complessivo (interno) è cresciuto del 6% a tre miliardi e mezzo di sterline.

Sarà davvero un’inversione di tendenza, oppure c’è finalmente stato un taglio nei prezzi degli ebook che in certi casi erano praticamente gli stessi dell’edizione cartacea?