_Giocati dal caso_ (libro)

Questo (Nassim Taleb, Giocati dal caso: Il ruolo della fortuna nella finanza e nella vita [Fooled by Randomness], Il Saggiatore 2013 [2001,2003], pag. 215, € 10,90, ISBN 9788842820239, trad. Gianluca Monaco, link Amazon) è il primo libro scritto da Nassim Taleb, prima del famosissimo Il cigno nero. Oggettivamente devo dirvi che io ho preferito questa sua prima opera all’altro bestseller. Intendiamoci: lo stile di Taleb è sempre irritante come al solito, e la struttura del libro sembra più la riproposizione di una serie di brevi pensieri, quasi come una serie di post su un blog che non è poi stata rivista per la pubblicazione come libro per evitare doppioni e per armonizzare il tutto. Però ho trovato il pensiero di Taleb espresso in modo molto più chiaro, e devo dire di essere d’accordo con il suo punto di vista; la maggior parte dei trader, come del resto la maggior parte della gente, scambia la bravura con gli effetti del caso. La traduzione di Gianluca Monaco (lodato da Taleb nella prefazione) è scorrevole: non so di chi sia la colpa dell’unico punto matematico incomprensibile, quello del modello dell’urna di Polya, che per fortuna non è importante nell’insieme del testo.

#osservatorioMagister

Ognuno ha i suoi divertimenti, e io leggo sempre quello che il vaticanista Sandro Magister scrive nel suo blog sull’Espresso (una volta aveva anche una rubrica, ma mi sa che poi Scalfari abbia costretto gli attuali vertici a farlo fuori :-) )

Non è un segreto per nessuno che Magister non sia un grande estimatore di papa Francesco (e neppure di Giovanni Paolo II, a dirla tutta); con Benedetto XVI andava meglio, anche se a mio parere non ha ancora digerito il fatto che si sia dimesso. Ma ogni tanto la sua crociata diventa buffa. Oggi si è lamentato perché Francesco ha cazziato pubblicamente il cardinale Sarah. Il tema del contendere sono le traduzioni dei testi liturgici ecclesiastici nelle varie lingue, una insomma di quelle pessime cose uscite fuori cinquant’anni fa perché i cattolici hanno voluto seguire quell’eretico di Martin Lutero. Francesco ha scritto che le varie conferenze episcopali nazionali preparano le traduzioni, e poi ci sono “recognitio” (revisione) degli adattamenti e “confirmatio” (conferma) delle traduzioni. Sarah, come capo (prefetto) della congregazione per il culto divino ha commentato “no, revisioniamo tutto qui in curia” e Francesco ha controcommentato “se ho usato due termini diversi è perché sono due cose diverse”.

Fin qua nulla di strano, ma il bello è che l’articolo inizia con uno dei leit motiv di Magister, che cioè «Quando Francesco vuole introdurre delle novità, non lo fa mai con parole chiare e distinte. Preferisce far nascere discussioni, mettere in moto “processi”, dentro i quali le novità man mano si affermino» e poi «quando gli si chiede di fare chiarezza, egli rifiuta». Quando invece fa chiarezza non gli va comunque bene… Dev’essere dura la vita di uno che vuole certezze certissime.

ultimo giorno :-)

per trovare in edicola l’edizione Hachette (corretta!) del mio Matematica in relax. Poi bisogna ordinarlo :-)

Fats Domino

Ci stanno lasciando proprio tutti. Dopo Chuck Berry, ora è la volta di Fats Domino, morto oggi a 89 anni. A volte si pensa che il rock’n’roll debba essere gridato, un po’ come Little Richard oppure l’Elvis Presley prima del servizio militare (o anche i Beatles prima di essere ripuliti da Brian Epstein… il loro problema è che le canzoni che suonavano duravano poco più di metà dell’originale, mi sa). Ma non è sempre così, e lo stile di Fats Domino lo dimostrava. Pianista con influenze giovanili jazz, la musica per lui era una gioia: pensate a Ain’t That a Shame? dove la melodia fa a pugni con il testo.

Poi naturamente un beatlesiano quale io sono non può esimersi dal ricordare che la vulgata afferma che Paul McCartney compose Lady Madonna ispirandosi allo stile di Fats Domino: qui la sua versione (e per par condicio Ain’t That a Shame? cantata da John Lennon :-) )

solito stupido test: qual è la tua età emotiva?

Non so se il test è rotto, visto che a me come a tanti altri è venuta fuori un’età emotiva di 79 anni con testo

Your emotional age is 79. You are curious, bohemian, and have an inquiring mind of your own. Your motto is: “Keep your eyes on the stars and your feet on the ground.” How well did we figure you out? Let us know in a comment below, and SHARE this psychological test with your friends.

Però se avete cinque minuti di tempo potete provare anche voi qui. Come al solito, il consiglio è di non cliccare “mostra il risultato ai tuoi amici”, non si sa mai :-)

E il premio “bicicletta improbabile” oggi va a…

Io mi ostino a percorrere qualche centinaio di metri della pseudopista ciclabile di viale Marche tutte le mattine. D’altra parte dopo che ho lasciato a scuola i bimbi non è che abbia chissà quali alternative per andare in ufficio (Farini-Stelvio? ecco, lasciamo perdere). La pista in questione è stata semplicemente disegnata sull’asfalto senza nessuna protezione, a nessuno è venuto in mente di mettere almeno qualche telecamera dissuasiva, e così è tipicamente il percorso preferenziale di non so quante centinaia di scooter al giorno, scooter che nell’altro lato spesso si lamentano perché la loro strada è bloccata dalle automobili che parcheggiano davanti al bingo. Insomma, una tipica palestra di vita.

Insomma, non dovrei stupirmi più di tanto. E invece stamattina alle 8:35 ho visto – un po’ a fatica, visto il sole negli occhi – nientemeno che un’ambulanza, targata EP203RV. Starete sicuramente pensando che l’ambulanza in questione stesse viaggiando a sirene spiegate per una qualche emergenza: per nulla. Si muoveva lemme lemme giusto con i lampeggianti accesi (che come spiegava il mio istruttore di scuola guida sono semplicemente il modo per dire di essere in servizio), anche perché lo spazio non è che poi sia chissà quanto, tanto che sono riuscito a raggiungerla quando ha deciso di svoltare in via Lario. Niente male, vero?

Commercianti intelligenti

Sabato siamo stati a fare una gitarella ad Orta. Dopo pranzo, ho pensato di prendere un ditale di ceramica per mia zia che ne fa collezione; in piazza Motta c’era un negozio di souvenir, entro e chiedo. Il negoziante (un tipo giovane) mi dice che li ha finiti, e aggiunge “può però provare a vedere se ne hanno ancora nel negozio all’inizio della via a destra oppure all’edicola nella piazzetta più avanti”.

Pensateci un attimo. Razionalmente è chiaro che se io entro per cercare una cosa specifica e non la trovo, il commerciante non perde nulla a darmi un consiglio: chissà quando mi capiterà di passare di nuovo di là. Quindi ha senso segnalare la “concorrenza”. Però vedere applicato in pratica questo ragionamento non è così comune: un applauso a quel negoziante, insomma, e se vi capita di passare in piazzetta davanti all’imbarcadero per l’isola sceglietelo per acquistare i souvenir :-)

l’utilità di questo referendum

Alla fine non sono andato a votare per i referendum sulla richiesta di autonomia (non “sull’autonomia”, ricordo). Era anche uscito un po’ di sole, Anna e i gemelli erano al cinema, sapevo non ci sarebbero state code ;-), ma mi sono detto “chi me lo fa fare?”.

Devo però dire che questa consultazione una certa qual utilità ce l’ha avuta: dimostrare che il tanto costoso voto elettronico sbandierato da Maroni non funziona. Non è possibile che in questo momento non si conosca ancora l’affluenza effettiva al voto, per le «criticità tecniche» riscontrate nel riversamento dei dati. Per il resto, non credo che sia un caso che l’affluenza a Milano sia stata ancora più bassa della media…