lavori a regola d’arte

Da quando abbiamo spostato la camera dei ragazzi al piano di sopra, i due si fanno la doccia nel bagno sopra; e tutte le volte c’era un mezzo lago fuori dal box doccia. È vero che continuo ad aprire e chiudere la porta per dar loro sapone e balsamo, ma mi pareva un po’ troppo. Alla fine, pungolat…invitato da Anna, ho provato a controllare meglio cosa capitava, e ho scoperto che quando ci hanno installato il box doccia la guarnizione in basso era stata montata alla rovescia, e quindi anziché trattenere all’interno l’acqua le dava una perfetta via di fuga.

Una volta capito il busillis non mi ci è voluto molto a girare la guarnizione, che ora fa il suo mestiere; ma mi è restato un dubbio. Se un imbranato come me riesce a comprendere logicamente che la guarnizione era montata male, come è possibile che chi fa quel lavoro tutti i giorni non se ne fosse accorto?

_Guida pratica all’italiano scritto_ (libro)

Voi lo sapete, vero, cos’è un grammarnazi? È una di quelle persone che spesso troviamo su Internet, pronte ad additare un errore di ortografia strillando alti lai e rimpiangendo i bei tempi passati in cui nessuno che non fosse più che preciso osava scrivere alcunché. Vera Gheno, ricercatrice della Crusca e assidua presenza in rete, in questo libretto (Vera Gheno, Guida pratica all’italiano scritto (senza diventare grammarnazi), Franco Cesati 2016, pag. 146, € 12, ISBN 978-88-7667-600-0, link Amazon) fa una carrellata di informazioni e metainformazioni per aiutare i lettori a essere anche un po’ scrittori: non per pubblicare lo stereotipico romanzo nel cassetto, ma per muoversi un po’ meglio nei social network oppure scrivere un testo scientifico. Non un manuale quanto piuttosto una guida, come del resto recita il titolo: un punto di partenza per orientarsi, e scoprire che le regole esistono sì ma spesso non sono quelle che crediamo di ricordare.

Priorità

In questi mesi stanno facendo una serie di lavori di viabilità (che a quanto pare non prevedono di togliere il pavè :-( ) su viale Monte Santo, riorganizzando le corsie di marcia e creando nel contempo un pezzetto in più di pista ciclabile che continuerà quella sui bastioni per finire nel nulla. Sul lato sud la pista ciclabile è stata completata ai primi di dicembre, ma è ancora transennata, perché manca l’ultimo strato di asfalto. In compenso, i tre posti auto che sono stati creati a fianco della pista sono già disponibili da prima di Natale. Direi che le priorità sono chiare.

(Ah: via Vespucci è stata risistemata alcuni anni fa, creando da un lato uno spazio dehors, dall’altro una corsia a senso unico, in mezzo qualche albero. A nessuno è venuto in mente di ricavare un metro e mezzo di spazio per una pista ciclabile contromano, il che significa che io per tornare a casa devo comunuque farmi un pezzo di viale Monte Santo stretto tra le auto in doppia fila e i binari del tram)

_Erba volant_ (libro)

Renato Bruni intervista direttamente (o telepaticamente, se preferite) piante di tutti i tipi per spiegarci in questo libro (Renato Bruni, Erba Volant : Imparare l’innovazione dalle piante, Codice 2015, pag. 235, € 15, ISBN 978-88-7578-556-7, link Amazon) come le soluzioni da loro trovate nel corso dell’evoluzione portino a idee che possono essere sfruttate e anche brevettate per nuovi prodotti. Tra l’altro, nelle note del testo vengono snocciolati nomi e date di questi brevetti, tanto per essere chiari. Bruni scrive sì in modo scanzonato, ma è sempre molto attento a ricordare a tutti che le cose nel mondo vegetale non funzionano come vorremmo, con un tutto-o-niente, e che la natura si limita a offrirci degli spunti che poi devono essere colti e affinati per ottenere un risultato utile per noi. Quello che però mi ha davvero stupito è la quantità di cose che le piante riescono a fare partendo da pochi elementi di base, e restando naturalmente ferme o quasi. È tutto un mondo sconosciuto, ed è bello scoprire qualcosa di nuovo.

Salario minimo

Mario Seminerio scrive sulla proposta renziana del salario minimo legale, dicendo che la cifra indicata dall’ex PresConsMin (9-10 euro l’ora) è insensata, perché corrisponde al 90% del salario mediano mentre “di solito tende ad essere fissato intorno alla metà”. [Nota per i diversamente matematici: se X è il salario orario mediano allora per definizione metà dei lavoratori guadagna più di X e metà meno di X. Così ad occhio il salario medio è maggiore, ma non è necessariamente così].

Il concetto di ancorare il salario minimo a quello mediano e non al medio mi pare sensato, ma c’è una cosa che non capisco, e per cui mi piacerebbe ricevere qualche spiegazione. Non sarebbe più logico ancorare il salario minimo (se non c’è ancora, altrimenti per definizione i dati sono falsati…) a un certo percentile, chessò il venticinquesimo? [di nuovo, per i diversamente matematici: se Y è il venticinquesimo percentile allora il 25% delle persone è sotto Y, e pertanto il restante 75% è sopra]. I numeri precisi non sono poi così importanti, o meglio lo sono per tarare bene il sistema; è proprio il principio che non capisco.

Come non volere fare entrare gente alle mostre

Giovedì scorso eravamo in giro per Milano con un’amica, siamo passati davanti a Palazzo Morando e Anna ha detto “beh, visto che siamo qua potremmo andare a vedere la mostra Milano e la Mala. L’unico dubbio era che i gemelli si sarebbero potuti annoiare e quindi non avevamo voglia di pagare un biglietto “quasi intero” anche per loro. Anna è andata a chiedere, e le è stato detto che il biglietto intero era 10 euro (e questo lo sapevo) mentre i bambini pagavano otto euro, al che abbiamo lasciato perdere e continuato la passeggiata.

Ho però scoperto poi che in realtà esisteva un Biglietto famiglia, con il quale noi avremmo pagato 8 euro ciascuno e i gemelli 5 euro ciascuno, o se preferite ciascun bimbo avrebbe aumentato di tre euro il costo del nostro biglietto. Se l’avessimo saputo saremmo anche andati a vedere la mostra, ma appunto in biglietteria questa opzione non è stata fatta presente. La domanda sorge spontanea: ma a qualcuno interessa far andare più gente alla mostra, oppure vogliono solo avere persone già informate sui fatti?

Quizzino della domenica: zucche

Un contadino – probabilmente sofferente di una sindrome ossessivo-compulsiva – andò al mercato a vendere le zucche del suo campo dopo averle messe tutte in ordine crescente di peso. Al mercato vendette inizialmente le 42 zucche più leggere a un cliente, notando che esse corrispondevano al 25% del peso totale. Poi vendette le 50 zucche più pesanti a un altro cliente, notando che esse corrispondevano al 30% del peso totale. Quante zucche aveva?

(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p290.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema da Varsity Math: immagine di wallpapergirl, da OpenClipArt)

_Alice&Bob #49_ (fascicolo)

Questo numero di Alice&Bob (Nando Geronimi (ed.), I giochi di Martin Gardner (Alice&Bob #49, Egea 2017, pag. 92, €15 , ISBN 9788823862197, link Amazon) è monografico in ricordo di Martin Gardner, il più grande divulgatore matematico del XX secolo. La parte più corposa e sicuramente più interessante prende spunto da un gruppetto di numeri della rubrica di Giochi matematici che Gardner tenne per un quarto di secolo sullo Scientific American, e mostra l’interconnessione dei vari temi, quasi come perle di una collana; un modo carino per vedere come il suo stile asciutto permette di insegnare matematica “seria”, basta volerlo. Vengono poi presentate alcune iniziative tenutesi nelle giornate annuali di ricordo di Gardner.