Una volta, l’ultimo anno prima delle elezioni era dedicato ai lavori di riassetto delle strade, in modo che la gente – che notoriamente ha memoria corta – si ricordasse di quanto la giunta di sinistra centro destra sopra sotto avesse fatto per loro.
Leggo invece oggi sul dorso milanese del Corsera che Ignazio La Russa ha chiesto al sindaco che si eviti di fare nuove isole ambientali e nuovi parcheggi; per gli interventi in corso, «si ragioni caso per caso e se i contratti con le imprese lo consentono si cerchi di rivedere la tempistica per dilazionare i disagi». Albertini spiega che «vanno considerati i disagi momentanei che possono causare tali opere e i dissensi che possono generare. Si tratta di una furbizia legittima» e il leghista Orsatti, che come i suoi compagni di partito è uno che dà pane al pane e terun al terrone, rincara dicendo che «Le nuove isole programmate comporterebbero notevoli disagi ai cittadini e avendo pochi mesi davanti prima della fine della legislatura, è meglio dare priorità ad altri interventi più sentiti». I “pochi mesi” sono almeno nove, ma tant’è.
Aria nuova in giunta.
il quiz della settimana
Oggi si propone Qual è la tua visione del mondo (sempre in inglese, chiaro). Io sono arrivato all’88% di “Cultural Creative”, che non so assolutamente cosa sia. La spieghina dice che sono “un pensatore moderno che tende a fuggire dalla religione organizzata ma sente comunque che c’è qualcosa di più grande di noi; molto spirituale, anche se non religioso”. Fa tanto oroscopo, vero?
Per la cronaca, ho un 50% di postmoderno, 38% di esistenzialista (pensavo di più), 31% di fondamentalista e di romantico (pensavo di meno), 25% di idealista e modernista, e 0% di materialista.
capelli fai-da-te
Ieri mattina ho per la prima volta dopo otto mesi usato il tagliacapelli che mi ero comprato quest’autunno per il suo scopo primario. Dopo essermi limitato ad accorciare quei quattro peli che cerco pomposamente di definire “pizzetto”, ho chiesto ad Anna di passarlo sulla mia capigliatura. In fin dei conti questo è il periodo di taglio a spazzola, quindi non è un gran problema farmeli accorciare; inoltre ad Anna piace il taglio tattico, quindi ci guadagna anche lei.
Diciamo che forse ci ha guadagnato un po’ troppo, almeno globalmente :-)
Macché “clienti”
Stamattina Adolfo partiva tardi per l’ufficio, e non avevo voglia né di attraversare Milano in auto da solo né di pedalare, così ho preso la metropolitana per andare in ufficio. Sono partito male, perché mi sono dimenticato che era lunedì e che quindi forse era meglio non comprare oggi i biglietti, ma tanto ero in anticipo per l’orario fisso del bus AMP per Rozzano. Peccato che a S.Ambrogio la metro sia rimasta ferma per undici minuti. Ci siamo finalmente mossi verso S.Agostino: altri quattro minuti di fermo. E così via: tre minuti a Porta Genova, otto minuti a Romolo. Eravamo arrivati a S.Ambrogio alle 8:37, siamo giunti a Famagosta alle 9:10.
La cosa peggiore è l’assenza di informazioni. Ci sono dei bellissimi e funzionantissimi altoparlanti: cosa ci vuole a dire “abbiamo un problema sulla linea, una vettura che non funziona, ci hanno invaso le cavallette… non sappiamo quando riusciamo a partire”? No. Silenzio. Solo alle 9:03 qualcuno si è degnato di iniziare a dire che per “problemi di impianto alla stazione Abbiategrasso i treni avrebbero subito dei ritardi”, e a questo punto, forse per la media trilussiana, hanno ripetuto l’annuncio ogni minuto. D’altra parte, ATM è tanto brava a scrivere comunicati contro chi sciopera, ma non si è ancora accorta che da mesi l’11 passa di nuovo per piazzale Lagosta, e nel sito lo fa viaggiare da viale Lunigiana. Inizio a capire chi viaggia senza biglietto.
promoveatur ut amoveatur
Paturnie di Movable Type
Prove tecniche di estate
Questo lungo ponte che la rinnovata Festa della Repubblica (tra l’altro, non capisco perché i leghisti non siano stati tutti regolarmente a lavorare giovedì) ci ha portato ha indubbiamente svuotato Milano. Stamattina ho portato la macchina a far lavare e ho quasi dovuto litigare per dire “gliela lascio e vengo a prenderla a mezzogiorno, tanto non mi serve”, mentre di solito il problema è sperare che per mezzogiorno sia pronta. Sono passato a mezzogiorno da Princi in piazzale Istria: due persone davanti a me. Sono passato a mezzogiorno e un quarto all’Esselunga di viale Zara: ho parcheggiato al primo piano nella prima fila, e dentro si passeggiava tranquillamente tra gli scaffali. Peccato che anche Caprotti si fosse adeguato, e tutta l’insalata era datata primo giugno, così come il latte…
La Cappella degli Scrovegni
Avevo scritto che avrei anche parlato della nostra visita alla Cappella degli Scrovegni, ma per una serie di ragioni me n’ero poi dimenticato. Rimedio subito.
Come avevo già fatto notare, occorre presentarsi con almeno un’ora di anticipo a ritirare il biglietto, che non è un biglietto ma un foglio A4 a colori con istruzioni varie e i tagliandi per le varie sezioni del museo degli Eremitani, di cui la Cappella fa parte. Non sono riuscito a capire la necessità di cotanto anticipo, visto che c’erano due persone davanti a me: misteri della burocrazia. All’ora della visita si aprono le porte della struttura high-tech che dovrebbe servire da camera di compensazione, e si entra per vedere un filmino di un quarto d’ora – in italiano, con sottotitoli in inglese e sopratitoli in tedesco – che racconta la storia della Cappella e alcune particolarità sul’opera pittorica di Giotto. Divertente, anche se a ripensiarci naturale, scoprire che nello stemma del committente era raffigurata… una scrofa. Per una famiglia di noti usurai, una giusta associazione!
Finito il video, prima che si aprano le porte per il gruppo successivo, siamo finalmente entrati. Commento? Non so se perché avevamo la guida, oppure perché le spiegazioni del filmato avevano messo l’acquolina in bocca, ma posso garantire che un quarto d’ora è troppo poco per bearsi di tutto, soprattutto per riuscire a vedere tutti i particolari. Il “finto marmo” dipinto da Giotto, per esempio, l’ho riconosciuto come tale solo perché ne avevano parlato: per me sarebbe stato assolutamente vero, almeno alla distanza di un metro. Ma in genere sono le minuzie che non si possono che apprezzare. Nella raffigurazione dell’Ultima Cena, gli apostoli hanno un’aureola nera e non dorata come al solito (perché quella notte abbandoneranno il Cristo?) con Giuda che nei tre dipinti ce l’ha sempre meno visibile: un trucco che pensavo fosse nato con i fumetti contemporanei. Generalmente le figure sullo sfondo sono poi curate come quelle principali, e nonostante le pose risentano ancora dello stile bizantino si vede benissimo come Giotto facesse di tutto per sßfuggire a tale costrizione.
Come ho detto, dopo quindici minuti e senza preavviso siamo stati fatti sloggiare. Mi piacerebbe però sapere come mai il gruppo penso con guida non solo era già dentro quando siamo arrivati e c’è rimasto quando ce ne siamo andati, ma li facevano andare tranquillamente alle pareti della cappella quando la cosa sarebbe vietatissima. C’è sempre qualcuno più uguale degli altri.