Piste ex-ciclabili milanesi

Ho già raccontato della fantasmagorica pista ciclabile sul cavalcavia Eugenio Bussa; la preposizione sta a significare che le rampe di accesso, che sono tra l’altro a senso unico, non hanno alcuna protezione per le bici, che possono solo andare avanti e indietro sul ponte. Ma dovrei dire “potevano”, visto che ho notato che il cordolo è rimasto, ma sono state accuratamente cancellate con la vernice nera i simboli delle biciclette disegnati sull’asfalto, esattamente come sono stati tolti i cartelli di inizio/fine della pista su un lato. Sull’altro sono stranamente rimasti, ma non è così facile fare un lavoro completo. Chissà se l’ineffabile assessore Goggi si è anche ricordato di togliere quegli ottanta metri dal novero delle ciclovie meneghine… (d’altra parte non era il tratto più corto. A Padova ho visto una “pista” che non raggiungeva i dieci metri di lunghezza, con tanto di cartelli di inizio e fine e strisce gialle)

<em>De Nittis</em>

Dopo Boldini, Anna e io abbiamo pensato fosse doveroso vedere un’altra faccia della pittura italiana “emigrata” della seconda metà dell’800, e siamo così andati a vedere la mostra che la fondazione Mazzotta ha dedicato a Giusepe De Nittis. Anche in questo caso avete ancora poco tempo a disposizione, visto che termina il 19 giugno. Per prima cosa, una nota tecnica. Ci sono biglietti scontati praticamente per tutti, se avessimo portato il nostro abbonamento al Piccolo avremmo potuto pagare 5 euro e mezzo invece che 8; ma la cosa più assurda è che, visto che Lottomatica è uno degli sponsor, se uno aveva una schedina giocata anche solo da due euro poteva risparmiare due euro e mezzo sul biglietto. Mah.
La mostra ha un gran numero di opere, e ha preferito evitare le audioguide mettendo piuttosto una serie di pannelli esplicativi in italiano e inglese che danno ampie spiegazioni sui dipinti e sul background culturale. Alcuni quadri sono molto belli, ma in generale lo stile di De Nittis non è che mi ispiri molto, forse perché è un “falso impressionista” né carne né pesce. Vale comunque la pena di visitare la mostra, se ci si vuole acculturare. Curiosità: l’artista barlettano spesso preferiva non firmare i suoi quadri, chissà perché.

sentenza politica

Dare cinque ergastoli (in primo grado) ai brigatisti che hanno assassinato Marco Biagi è una sentenza politica, anche se tutti i giornali fanno finta di niente. Non è infatti un caso che la richiesta del pubblico ministero sia stata disattesa. Paolo Giovagnoli aveva chiesto l’ergastolo per gli altri quattro imputati: per un omicidio premeditato la condanna è giustamente quella. Ma aveva differenziato la posizione di Simone Boccaccini chiedendo per lui una pena di 24 anni, visto che non aveva partecipato all’agguato e quindi – almeno in teoria – poteva avere avuto dei dubbi.
Invece no: tutti uguali, quasi come se in questo modo Biagi potesse rivivere oppure lo Stato dimostrare che le cose le sa fare bene.
Chissà però perché chi è sempre a piangere per le “sentenze a priori” stavolta non ha detto nulla…

offerta di lavoro

Questa settimana la locandina di Sabato News era dedicata a chi vuole arrotondare lo stipendio. Cito come al solito testualmente:
“Società cerca giovani (min 16 anni) per contare passeggeri che salgono e scendono dall’autobus”.
Sette euro netti l’ora, dicono: purtroppo non specificano se si stazionerà al capolinea del 15 oppure ti fanno arrivare anche fino a Fizzonasco.

traffico

Per andare a Sacile ho recuperato in stazione mia madre e mia zia e siamo andati in auto. Ieri mattina uscire da Milano era una cosa da delirio, con lo sciopero dei mezzi; e i quindici chilometri della Pontebbana sono sempre qualcosa da fare armati di santa pazienza. In compenso l’autostrada era stranamente scorrevole. Non dico vuota: io non sono abituato a farla durante la settimana, ma la teoria di camion sulla corsia di destra e spesso su quella centrale è davvero impressionante. Ma quello che mi ha lasciato interdetto è stato il transito alle barriere di Mestre. Passi ieri pomeriggio alle 14, ma stamattina alle otto non c’era nessuno davanti a me al casello. Anche la tangenziale mestrina era scorrevole, ti facevi i tuoi 80 all’ora abbondanti senza patemi… Robe da non credere.

mia zia Alda e mia nonna

ieri pomeriggio ero a Sacile, anzi sant’Odorico, al funerale di mia zia Alda.
Per la precisione era la sorella di mio nonno, quindi non certamente una fanciullina: aveva compiuto novantun anni a febbraio. Però non potevo mancare all’ultimo saluto: era una delle persone più buone che abbia mai conosciuto, nonostante la sua vita non è certo stata delle più facili. Basti pensare che uno dei suoi figli ha avuto la meningite a tre mesi, e quindi è restato con l’intelligenza di un bimbo (in un corpo di uomo robusto), e lei se l’è sempre portato in giro.
Ho anche visto mia nonna, che purtroppo sta sempre più scivolando nella demenza senile, o come dice mio zio “si sta bruciando gli ultimi neuroni”. Ieri al funerale continuava a chiedere a mio zio “semo al funeral di chi?”, lui gli rispondeva “della zia Alda”, e allora lei “Gesummaria, ma è più giovane di me!” salvo poi chiedere di nuovo tutto dopo due minuti. È qualcosa di devastante.

chi sono i miei vicini di casa?

Dopo GeoURL, abbiamo un altro sistema che permette di scoprire chi ha un sito vicino a te (concettualmente, intendo: non importa dove il server è situato fisicamente). Anche feedmap funziona allo stesso modo, leggendo le informazioni di latitudine e longitudine dal sito; la differenza è che questo sito mostra anche una cartina dove i tuoi “vicini” sono indicati fisicamente.

archivio categorie

Sono finalmente riuscito (lavorando direttamente sulla base dati mysql) a creare degli archivi annuali per le due categorie più piene in questo blog, vale a dire “io” e “pipponi”. Non credo che qualcuno sia così pazzo da aprire quei file, ma non si sa mai…