Meloni e le operazioni aritmetiche

La pressione fiscale in Italia è aumentata ancora, toccando il 42,8% del Pil. Non lo dico io, ma il Documento programmatico di finanza pubblica (tabella a pagina 57). Dire questa cosa però fa piangere il PresConsMin: così ELLA ci tiene a far sapere che “I dati aumentano perché c’è più gente che lavora, perché questo governo ha portato al record storico di proventi dalla lotta all’evasione”. È proprio così? Facciamo un po’ di conti: nulla più che le quattro operazioni, non temete.

Partiamo dalla seconda parte della frase, i proventi dalla lotta all’evasione. Da gennaio a settembre si sono incassati 1,137 miliardi in più. (Non fermatevi al titolo dell’articolo, che non si sa se per compiacere ELLA oppure per comune carenza di comprensione dei concetti matematici confonde il gettito con la differenza di gettito.) Questo denaro equivale a circa lo 0,1% del PIL, ma la pressione è aumentata dello 0,3%: manca ancora molto. Vediamo che si può dire della prima parte dell’affermazione di ELLA. Ricordo che la pressione fiscale è il rapporto tra quanti soldi arrivano allo Stato (numeratore) e quant’è il prodotto nazionale lordo (denominatore). Cosa succede se c’è più gente che lavora? Che il numeratore cresce, perché se guadagni paghi tasse e hai soldi per comprare oggetti su cui paghi l’IVA. Ma cresce anche il denominatore, perché hai prodotto ricchezza… a meno che non ti paghino per fare la guardia ai bidoni di benzina. E si spera che il denominatore cresca più del doppio del numeratore, perché in caso contrario è vero che il rapporto aumenta (per esempio, se partiamo da 4/10, cioè il 40%, e sommiamo 5 sopra e sotto otteniamo 9/15, cioè il 60%) ma questo significa che stai creando lavoro che vale poco. In definitiva, consiglierei ad ELLA di fare meglio il proprio compitino e scegliere almeno i numeri giusti da mostrare…

Archimede : Un grande scienziato antico (libro)

In questo testo Russo racconta tutto quello che sappiamo su Archimede (relativamente poco: i manoscritti che ci sono pervenuti sono una piccola parte di quello che ha presumbilmente scritto, e scoprire il palinsesto del Metodo è stato un colpo di fortuna), quello che possiamo provare a inferire da fonti che generalmente non vengono considerate, come per esempio quelle umanistiche che fanno pensare che al tempo fossero note più opere, ma soprattutto quello che pensiamo di sapere ma è errato. Che la storia dell'”Eureka!” fosse falsa potevamo immaginarlo, ma Russo mostra anche come Archimede avesse ben altre formule per il calcolo del volume di un solido. Inoltre spiace dirlo, ma anche tutta la storia dell’assedio di Siracusa è con ogni probabilità falsa, e molte delle invenzioni che la leggenda vuole create da Archimede erano in realtà fatte da altri, nel fiorire della cultura ellenistica che secondo Russo è stata obliterata dai romani; romani che hanno reso sovrumana la figura del grande matematico per nascondere la loro inferiorità tecnica. Mi viene in mente l’episodio di Asterix quando una centuria ritorna distrutta al campo, affermando che era stata sconfitta da avversari preponderanti, e quando viene chiesto loro quanti erano rispondono “due”. Questo non significa sminuire le capacità di Archimede, ma semplicemente metterle nel loro giusto contesto. E in tutto questo possiamo anche sorridere pensando a un Archimede che prendeva in giro i colleghi alessandrini, come con il problema dei buoi…

Lucio Russo, Archimede : Un grande scienziato antico, Carocci 2019, pag. 184, € 18, ISBN 9788843098262 – come Affiliato Amazon, se acquistate il libro dal link qualche centesimo va a me

Toh, la manovra Irpef favorisce i ricchi

Non riesco a capire gli alti lai odierni alla scoperta che con la manovra Irpef che abbassa dal 35% al 33% l’aliquota sui redditi tra i 28000 e i 50000 euro «il beneficio medio è pari a 408 euro per i dirigenti, 123 per gli impiegati e 23 euro per gli operai; per i lavoratori autonomi è di 124 euro e per i pensionati di 55 euro».
È un mese che la proposta è nota. L’IRPEF è entrata in vigore nel 1974 ed è sempre stata a scaglioni progressivi, il che significa che nel nostro caso il risparmio è nullo per i redditi fino a 28000 euro, cresce linearmente fino a 50000 euro e poi si stabilizza. (Per amor di precisione, sopra i 200000 euro vengono tolte lacune detrazioni e quindi il risparmio scende.) Non entro nel merito della scelta fatta, che è prettamente politica: mi limito a notare che se bisogna aspettare l’Ufficio parlamentare di bilancio perché qualcuno espliciti quanto era già perfettamente chiaro a chiunque sappia un po’ di aritmetica siamo messi male…

il Celeste

Quella sagomaccia di Alessandro Sorte: «Vedo che c’è un braccio di ferro tra FdI e la Lega per la presidenza della Regione: se non dovessero trovare una sintesi, possiamo sempre richiedere a Roberto Formigoni di scendere in campo tra due anni e mezzo.»

Pirocene (libro)

copertina (Il libro l’ho letto un anno e mezzo fa, ma mi sono accorto che non l’avevo mai recensito…)

Stephen Pyne si è specializzato nello studiare gli ecosistemi del fuoco, e i loro cambiamenti, da quando nella preistoria esso vinceva e gli ominini non potevamo fare altro che cercare di conservarlo a quando umanità e fuoco coesistevano – e magari si incendiava apposta una foresta per avere un campo concimato – a oggi, dove cerchiamo di nascondere il fuoco il più possibile anche se ogni tanto esso riesce comunque a sfuggire. Il punto di Pyne è che il fuoco, come e più dell’acqua, è un modellatore, e non possiamo pensare di far finta che non ci sia. È un punto di vista interessante, ma secondo me l’autore ha allungato un po’ troppo il brodo, riprendendo alcuni suoi vecchi articoli: probabilmente se si fosse accontentato di un saggio di 160 pagine anziché 240 sarebbe stato molto meglio. Buona la traduzione di Simonetta Frediani.

Stephen J. Pyne, Pirocene : Viaggio nell’età del fuoco, tra passato e futuro [The Pyrocene], Codice 2022 [2021], pag. 240, € 21, ISBN 9791254500217, trad. Simonetta Frediani – come Affiliato Amazon, se acquistate il libro dal link Bezos mi dà qualche centesimo dei suoi utili
Voto: 3/5

Aerei contro treni

Nella bolla che Elonio mi fa vedere quando apro l’ex Twitter mi sono trovato un po’ di commenti contro la Commissione Europea che vuole avere entro il 2040 una rete di connessioni ferroviarie ad alta velocità tra le capitali europee, per “sostenibilità”. La bolla si lamenta, perché dice che per esempio nessuno andrebbe da Roma a Parigi in otto ore e 45 in treno quando ne bastano due in aereo, e che non è vero che il treno inquini meno di un aereo.
Bisogna ammettere che forse sarebbe meglio che in Commissione assumessero qualcuno di più bravo, perché limitarsi a mostrare le capitali è di una stupidità incredibile: per esempio, già Milano-Parigi in meno di sei ore comincia ad avere un bel senso. Ma soprattutto vedo la mancanza di una serie di informazioni al contorno. Per esempio non sapevo che il kerosene per rifornire gli aerei ha ben poche accise, il che è un motivo per cui i costi dei voli sono spesso parecchio più bassi di quelli dei treni; non so perché per le distanze più lunghe non si pensi a vagoni letto ad alta velocità (e qui anche le otto ore e 45 Roma-Parigi sarebbero interessanti) e soprattutto mi chiedo se si pensa solo agli executive che fanno viaggi in giornata e non al turismo. Ma forse dovrei chiedermi se vale la pena di pensare ai commenti scritti sull’ex Twitter.

I gadget elettorali

Stamattina Anna stava ascoltando il podcast di Luca Bizzarri “Non hanno un amico” e così ho scoperto i gadget elettorali che alcuni candidati alle regionali venete stanno regalando: pacchi di pasta e di caffè con l’effigie del candidato sulla confezioni, accendini-doppiette e set da manicure. A parte gli slogan da brivido («Sono il sindaco della pasta giusta», «Una miscela tostissima», mi sembrano tutti dei dilettanti. Achille Lauro (non il cantante…) sì che ne sapeva!