Veronica e Vittorio

Non avevo affatto intenzione di commentare la nuova lettera pubblicamente scritta dalla signora Miriam Raffaella Bartolini in arte Veronica Lario. La mia sensazione è che sia tutta una pastetta: qualcuno ha fatto notare a Berlusconi che portare veline letteronze e simili come esempi di candidate sarebbe potuto diventare un boomerang, e così il PresConsMin ha trovato una scusa per evitare i casi più eclatanti e incassare solidarietà bisexual.
Poi però è arrivato Vittorio Feltri, che con la sua usuale finezza ha spiattellato in prima pagina del suo quotidiano le tette della signora Veronica esposte nella rappresentazione teatrale che arrapò così tanto l’allora imprenditore edile da fargli lasciare la prima moglie, fare qualche figlio con lei e poi renderla una donna onesta, e scritto un editoriale (purtroppo solo a pagamento, oppure leggibile ricordandosi che noi paghiamo il Parlamento) dove praticamente dice che la signora Lario dovrebbe solo stare zitta, visto che in fin dei conti non c’è differenza tra una velina di adesso e lei trent’anni fa: anzi, le sgallettate odierne sono financo laureate.
Ora, io non è che rispetti molto Vittorio Feltri; però rispetto la sua intelligenza e so bene che lui sa che il punto non è cosa facciano le signore e signorine in questione (nella vita e con Silvio) quanto il perché mai dovrebbero essere candidate come eurodeputate: non mi pare che la signora Lario abbia mai cercato di intraprendere una carriera politica, e mi pare questa sia una bella differenza. D’altra parte, proprio perché Feltri è intelligente e conosce il suo lettore tipo, lui sa perfettamente che il messaggio che gli arriverà è un altro: che appunto la signora Lario è un’ingrata. Feltri il suo lavoro lo sa fare davvero bene.
(se siete arrivati fino a qua, magari riuscite a togliermi un dubbio. Quei fotogrammi della Lario sono ben noti; epperò a me sembrano tanto roba da telefoni bianchi. È possibile che nel 1980 non ci fossero immagini migliori?)

Tautos prisikėlimo partija

[risultati EU Profiler]
Ho appena provato a fare il test elettorale europeo, su EU Profiler. Sono rimasto piuttosto preoccupato quando ho scoperto che dovrei votare PD.
Poi ho letto sotto in piccolo che – guardando anche gli altri partiti europei – quello con le posizioni più simile alle mie è il Partito del Risorgimento Nazionale in Lituania. Ho controllato su Wikipedia (che è la mia amica): quello è un partito di centro-destra. Le cose iniziano a tornarmi di più :-)

Povero Silvio!

Non riesco a capire gli alti lai di certa stampa che ha tuonato contro le affermazioni di ieri di Berlusconi, che ha detto che non c’è bisogno dell’opposizione per cambiare la Costituzione e che lui voterà sì ai referendum perché non è mica masochista. Non sto scherzando: un conto è condividere certe affermazioni, altro conto è ritenerle possibili.
Iniziamo dal referendum. Il Guzzettum darebbe un enorme vantaggio al PdL, che potrebbe finalmente avere da solo una maggioranza schiacciante alla Camera (altro che la legge truffa del 1953, che equivale all’attuale Porcellum e appunto prevedeva un premio di maggioranza per le coalizioni) e probabilmente la maggioranza assoluta anche al Senato. Se si aggiunge che potrebbe andare al Colle a chiedere lo scioglimento delle Camere “perché è cambiata la legge elettorale” e trovarsi così una maggioranza ancora più ligia e che voterà il successore di Napolitano, sarebbe davvero matto ad essere contro le proposte referendarie. Affermare il contrario sarebbe stato da ipocrita.
Sulle modifiche alla Costituzione, basta leggersi la Carta per vedere che Berlusconi ha perfettamente ragione. La si può cambiare a maggioranza semplice, anche se in questo caso – come già accaduto due volte in questo decennio – è praticamente certo che le modifiche vengano sottoposte a referendum… per il quale non c’è quorum. L’unica caduta di stile nel suo discorso è stata la frase dove ha ricordato che l’attuale opposizione ha fatto la stessa cosa nel 2001: caduta di stile perché non ha ricordato che il suo partito aveva votato a favore nelle prime due letture e poi aveva cambiato idea, dato che la Lega aveva minacciato di non allearsi per le imminenti elezioni politiche. Ma ciò non toglie che il principio enunciato da Berlusconi sia costituzionalmente corretto.
Tutto questo pippone per dire che so bene che questa pessima personalizzazione della res politica è stata portata alle estreme conseguenze – se non creata – dall’attuale PresConsMin. Ma ciò non mi pare un’ottima ragione per seguirlo. Io voterò no ai due referendum sul premio di maggioranza, e sono contro le modifiche proposte alla Costituzione: ma le mie scelte non sono certo legate a quello che dice un qualsivoglia politico.

Un miliardo di vite uccise in un sorso

Dopo il Bifidus Actiregularis™, è giusto che parli anche dei fermenti Yomo RinforzoPlus, i pronipoti degli yogurt che beppegrillo™ pubblicizzava telepaticamente.
Nella bottiglietta c’è scritto che ci sono “Fermenti attivi LGG® + Actifibre&reg“, ma ormai sappiamo che quelli sono i nomi d’arte… ehm, commerciali, di comunissimi batteri. Sono andato così a leggere gli ingredienti, e ho scoperto che per l’89% c’è “latte parzialmente scremato fermentato con St. thermophilus, Lb.rhamnosus GG che ha il marchio registrato dai finlandesi, Lb. bulgaricus che fa il coro.” Poi abbiamo lo zucchero; un 3.1% di “Actifibre&reg fibre solubili” che però hanno scritto tra parentesi “(oligofruttosio)”, cosa che mi lascia alquanto perplesso; e infine amido di tapioca.
Ma il meglio arriva come sempre in fondo: mi viene garantito che la bottiglietta da 90cc “contiene almeno un miliardo di fermenti LGG”. E me lo dicono così, sfruttando il fatto che il testo bianco su rosso si legge male. Perché un conto è sapere che ci sono i fermenti, un altro conto è sapere quanti ce ne sono. Poi uno si sente leggermente sovraffollato.

Ma Facebook non è un blog

Domenica notavo come l’ottimo Farfintadiesseresani ormai prediligesse Faccialibro al proprio blog. Claudio ha poi commentato dicendo che «il motivo di preferire “faccialibro” o “cinguettare” e’ che alcune notizie semplicemente viaggiano piu’ velocemente.» Sì, è vero. Ma…
Io usicchio Facebook, uso ogni tanto (ma davvero tanto…) Twitter, uso molto Tumblr e FriendFeed. Non si può insomma dire che io sia tendenzialmente contrario a questi modi di condividere informazione. Quello che però vedo è che in questo modo non si produce informazione. D’altra parte è chiaro: con due clic si prende una cosa che piace e la si manda a tutti i nostri amichetti, e questo ti costa molto di meno che mettersi a scrivere qualcosa che abbia almeno una parvenza di senso. Il rischio che però vedo è che si arrivi ad avere l’equivalente di una televisione via internet, dove l’interazione della gente consiste al più nell’aggiungere il commento “bellissimo!” – non molto diverso dal televoto, se non per il fatto che non devi cacciare l’euro. Poi lo so, che puoi usare Facebook per scrivere contenuti e un blog per riportare le cose viste in giro, e che ogni strumento può essere usato in modi diversi: d’alta parte puoi anche usare un cacciavite come apribottiglie o martello, no?
Poi è chiaro che nessuno di noi potrà mai farcela a creare un meme al giorno, e che nella maggior parte dei casi la nostra produzione sarà notata dai soliti ventun lettori; ma almeno ci tentiamo.

Diluvio

Bilancio di due giorni e mezzo di pioggia (e vento, tra l’altro dall’est… è sempre colpa dei comunisti):
– il secchio nel nostro ufficio riceve un gocciolone d’acqua ogni 1,35 secondi circa (varianza +/- 10%)
– la macchia sul soffitto di camera nostra si è riformata, per la gioia gioiosa di Anna (e mia, perché poi va a finire che piove sulla mia, di testa)
– ieri sera una folata di vento più forte delle altre mi ha scassato l’ombrello.
– sempre ieri sera, sono arrivato a casa e ho strizzato i pantaloni, per non parlare delle scarpe e dei calzini.
Un po’ di requie no?

a pensare male…

Repubblica racconta che l’agenzia delle entrate, quatta quatta, ha emesso una circolare (PDF) intitolata “Prevenzione e contrasto dell’evasione – Anno 2009 – Indirizzi operativi” e che tra le altre cose afferma che per stanare gli evasori si andrà a vedere chi ha usufruito di «servizi considerabili “di lusso” effettuate da soggetti operanti nelle rispettive circoscrizioni (porti turistici, circoli esclusivi, scuole private, wellness center, tour operator, e così via).». Apriti cielo!
Una serie di associazioni scolastiche, cattoliche e no, ha diramato un comunicato stampa (PDF) dove si mette subito le mani avanti: che quando si parla di “scuole private” non si intenda «segnalare le scuole paritarie che, secondo la legge 62/2000, fanno parte del sistema nazionale pubblico di istruzione»! Eh sì, perché «Il messaggio può essere interpretato in senso minaccioso: se scegli una scuola diversa dalla statale, hai dei redditi nascosti e perciò devi essere controllato.»
Io ho fatto le elementari e le medie statali, e un liceo privato legalmente riconosciuto (il Valsalice). Se trent’anni fa ci fosse stata una circolare simile, a me non sarebbe cambiato nulla: mio padre le tasse le pagava, quindi non avrebbe avuto a che temere da un controllo. Perché – nel caso qualcuno non se ne fosse accorto – non è che la circolare istituisca una specie di redditometro e dica “se mandi il figlio alla scuola privata allora devi per forza guadagnare tot”: dice “se mandi il figlio alla scuola privata allora voglio controllare i tuoi redditi”. Ma le associazioni mi sa che conoscano bene i loro polli e non si fidano troppo delle loro dichiarazioni dei redditi; tanto che il comunicato stampa termina affermando che «occorrono segnali positivi ed equi che rimettano in moto non solo l’economia ma ancora di più la speranza». Mi domando di che speranza si parli.