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vabbè rileggere la spesa, però…

Come avevo scritto, la tessera Fìdaty che uso all’Esselunga è ormai contaminata, e tutte le volte che vado a fare la spesa con l’infernale macchinetta viene chiesta una rilettura. Anna ha deciso di lasciar perdere e fare le spese grosse passando dalle casse presenziate; io mi sto impuntando e tutte le volte che devo prendere poche cose uso il marchingegno, per la serie “chi la dura la vince”. Però…
Stamattina dovevo andare fisicamente in ufficio; visto che aveva appena smesso di piovere e nell’intervallo di pranzo mi farò vaccinare contro l’influenza, dopo avere lasciato vicino alla scuola i ragazzi mi sono avviato verso l’Esselunga di Porta Nuova, dove ho comprato 2 (due) cose per la schischetta: un pezzo di pizza margherita e una bottiglietta d’acqua. Totale: 2 euro e 14 centesimi. Passo alle casse automatiche e appare il solito messaggio “la spesa deve essere riletta”. Mi sposto alla cassa rilettura, e aspetto: non arriva nessuno. Dopo qualche minuto ho fatto l’unica cosa possibile: telefonare al negozio e chiedere che mandassero qualcuno (arrivato poi immediatamente, dopo l’avviso all’altoparlante). Non mi sembra un sistema ottimale.

Ultimo aggiornamento: 2021-11-17 09:48

Non sappia il libro di letteratura quel che fa il libro di storia

storia romana Questo è il primo capoverso del libro di letteratura dei gemelli (Come scintille, Mursia 2018). Quando Jacopo mi ha raccontato cosa aveva studiato, mi sono messo le mani nei capelli.

Sono un boomer, d’accordo, ma mi è ben noto che la massima estensione dell’impero romano si ha sotto Traiano all’inizio del II secolo, non del terzo: e del resto sulla stessa piattaforma hubscuola del gruppo Mondadori lo si può leggere, cercando i testi di storia. Lo stesso si può dire per la fine dell’impero d’Occidente, che effettivamente termina nel 476 ma dopo almeno un secolo di sconfinamenti e invasioni oltre il limes (Attila vi ricorda qualcosa?)

D’altra parte andando alla pagina successiva troviamo un po’ di nomi per la letteratura italiana delle origini, e una cartina dove si mostra la localizzazione geografica di alcuni di loro. Nulla da eccepire su Cavalcanti e Dante, e nemmeno su Francesco d’Assisi. Parecchio da eccepire su Marco Polo: non perché i croati ritengono sia nato a Korčula, ma perché non ha scritto Il Milione, che è stato composto da Rustichello da Pisa a partire dai racconti di Marco Polo, e ad ogni modo è stato scritto in una lingua d’oil e quindi francese delle origini, non italiano. Ma soprattutto molto da eccepire sul fatto che pur raccontando della scuola siciliana e di Jacopo da Lentini, la cartina dell’Italia casualmente è tagliata per non mostrare la Sicilia, mentre sono certo che ai miei tempi non ci fosse questa avversione per quella che fondamentalmente è la prima vera scuola letteraria italiana…

Aggiornamento (9:00) Su Twitter mi hanno fatto notare che nel testo l’impero romano d’Occidente sarebbe terminato nel 476 avanti Cristo. Purtroppo ho spesso un blind spot per a.C./d.C, come avevo raccontato qualche anno fa.

Ultimo aggiornamento: 2021-10-12 11:43

Gli ATM Point e le norme anticovid

Stamattina, mentre accompagnavo i ragazzi a scuola, Cecilia mi dice “Papà, non mi funziona la tessera!” (Nota per i non milanesi: in città gli under 14 viaggiano gratis. Possono mostrare un documento di identità, il che però non mi pare molto il caso, o usare un’apposita tessera. Considerando che poi tornano a casa da soli e prendono la lilla che è una metropolitana non presidiata, la tessera è la soluzione più pratica). La faccio entrare con me, poi controllo all’uscita e su un tram: in effetti non funziona. Nema problema, le dico, mi lasci la tessera e vado all’ATM Point di Garibaldi.

Ora però capita che agli ATM Point si può accedere solo sotto prenotazione. Prendo l’app, la apro… e scopro che alle 8 di mattina di venerdì il primo posto libero in Garibaldi è lunedì 11 alle 10:30. Va leggermente meglio a Zara: il primo posto libero è domani a mezzogiorno. Notate che quando si chiede un appuntamento ci sono varie opzioni di scelta, tra cui “tessera guasta”, quindi in teoria potrebbero esserci delle code differenziate per operazioni più o meno urgenti. Mi sa che in pratica non ci sia nulla del genere. Sicuramente non ci sono assembramenti; ma il risultato finale è che la produttività mi pare tagliata a un terzo di quella prima della pandemia, il che non mi pare una grande idea pratica.

Ah, ora vado anche a reclamare sul sito, ma so già – perché c’è scritto – che «I tempi medi di risposta sono di 10 giorni», nonostante che «Il processo fa parte del sistema di gestione per la qualità secondo gli standard UNI EN ISO 9001 e 14001»…

Ultimo aggiornamento: 2021-10-08 15:29

Brexit e camionisti

[fonte ignota] La Brexit continua a dare interessanti racconti, come per esempio l’affannosa ricerca di camionisti con le (spernacchiate) offerte di un permesso temporaneo di soggiorno agli autisti polacchi oppure alla richiesta di chi ha una vecchia patente tedesca (che permetteva la guida di camion) di venire a dare una mano.

Quello che però mi pare che non si consideri è che il problema sta molto più a monte. Brexit nasce contro il mercato unico del lavoro, e su questo Tory e Labour erano e sono d’accordo. Ma lavori come il camionista sono pesanti, e quindi sono in pochi a volerlo fare in una nazione “ricca” come UK (o l’Italia. Avete presente quanti sono i camionisti stranieri sulle nostre strade?) Evidentemente chi ha preparato Brexit non ha pensato a questi particolari…

Ultimo aggiornamento: 2022-11-07 13:03

L’età del bronzo medievale

[La distruzione di questa città medievale dell’età del bronzo è stata l’ispirazione per Sodoma?] Il titolo che vedete qui a fianco l’ho preso da buzznews.it ma l’ho visto in vari posti, e non ho voglia di cercare chi è stato il primo a pubblicarlo, anche se propendo per tale Elma Zito che lo ha firmato.

Una persona di cultura appena decente, leggendo questo titolo, si chiede come faccia una città medievale a essere dell’età del bronzo. Poi magari si chiede anche come la Bibbia abbia potuto essere così preveggente da sapere prima della nascita di Gesù che Sodoma nel medioevo sarebbe stata distrutta. Cercare di leggere il testo fa venire ancora più mal di testa: non posso nemmeno dire che è stato tradotto con Google Translate, perché gli ho dato in pasto quello che è presumibilmente l’articolo originale e vi assicuro che la sua versione italiana è molto più chiara. Per i curiosi, l’ipotesi che Tell el-Hammam (città dell’età media del bronzo situata nella valle del Giordano) sia stata distrutta intorno al 1650 a.C. da un meteorite circola da alcuni anni. Ah, “Radiocarbon dating dates the destruction to within 50 years of 1650 BCE” ha perso il “Before Common Era” ed è diventato “La datazione al radiocarbonio colloca la distruzione entro 50 anni dal 1650”, e come tutti sanno il 1650 è pieno medioevo…

La mia domanda in questi casi è duplice. (a) la gente viene pagata per scrivere queste cose che non riesco proprio a chiamare articoli? (b) Quanti clic può avere un testo del genere? Non è che con i miei ventun lettori io faccia fare loro un picco?

Ultimo aggiornamento: 2021-09-23 10:22

Burocrazia scolastica

La scuola è ripresa lunedì 13. Rispetto all’anno scorso abbiamo un orario provvisorio di 4 ore al giorno anziché 6; meglio delle due ore di allora. Il registro elettronico è stato attivato solo oggi, e si sono dimenticati di archiviare le sezioni di Classroom dell’anno scorso (cosa che lo studente non può fare da PC ma solo da telefono, a quanto pare). Ma non è di questo che voglio parlarvi.

La settimana prima dell’inizio è arrivata la circolare con i moduli per l’uscita non accompagnata da scuola. Moduli che avevano già l’anno scorso, ma passi. Il modulo specifica chiaramente che non è valido per uscita anticipata anche se concordata, nel qual caso occorre che arrivi un genitore oppure un delegato ufficiale. Mi pare un po’ stupido, ma non è un vero problema. Ci sarebbe poi il modulo delle deleghe per recuperare i giovani virgulti, nel caso si mandi qualcun altro. Noi non abbiamo nessuno da mandare, quindi non ho nemmeno fatto la fatica di stampare il foglio. Martedì arriva Cecilia e mi dice che manca il foglio deleghe, che avrebbe dovuto portarlo in classe entro oggi, e ora devo andare in segreteria a consegnarlo.

Se la logica non è chiara, la riassumo. Se voglio che qualcuno prenda i miei figli, faccio un foglio delega. Se la delega non esiste, nessuno che non sia un genitore può prenderli. Ma per la segreteria della scuola questo non è vero: deve esserci una “delega nulla”. (E no, non è un problema di genitori separati che potrebbero rapire i ragazzi; la delega per l’uscita autonoma l’ho firmata solo io). L’unica cosa che mi tranquillizza è che conosco i miei polli. A fine febbraio 2020, per finalizzare l’iscrizione dei gemelli alla prima media, avrei dovuto portare una loro foto. Sono andato con i ragazzi a fare la foto, e poi è arrivato il lockdown. Secondo voi, mi è mai stata più chiesta quella foto?

Contro lo schwa

Per quanto verbosi siano i sostenitori dello schwa per indicare in italiano la desinenza plurale quando gli elementi sono sia maschili che femminili, io continuo a restare dell’opinione che quella sia una sciocchezza, e sono felice che Luca Serianni abbia un’idea simile. Ora, per favore, continuate a leggere.

Per sgombrare il campo da almeno alcuni equivoci, concordo sul fatto che in una lingua come l’italiano (che ha una forte connotazione maschile-femminile) avere un maschile plurale sovraesteso – insomma, se io sono l’unico studente maschio in una classe con trenta studentesse si usa comunque il maschile – non ha un grande senso logico. Lo poteva magari avere quando avere contesti misti non era così comune e comunque le donne sarebbero state in minoranza e in secondo piano: adesso non è più così. Insomma mi sta benissimo che si discutano possibili soluzioni a questo problema, né mi sentirei sminuito se per esempio dal maschile plurale sovraesteso si passasse al femminile plurale sovraesteso, anche nel caso simmetrico di trenta maschi e una femmina.

Il mio problema con lo schwa è che non è una lettera dell’alfabeto. Certo, ora scrivono tutti col telefonino che ormai permette di usarla. Certo, si può rimappare un tasto del pc per aggiungerla, e magari in futuro qualcuno lo farà anche se la lobby dei produttori di tastiere non sarà in grado di affossare la proposta come la lobby degli stampatori affossò quella del Trissino. (Ah, scusate una nota a latere. Io apprezzerei che si tornasse a scrivere “il Mondaini / la Mondaini” simmetrizzando l’articolo che indica il genere della persona, e lasciando il semplice “Mondaini” a chi si definisce non-binary. Non è abbastanza inclusivo?). Pare – ma non ho riferimenti al riguardo – che in questi ultimi anni qualcosa passi dallo scritto al parlato, anche se non vorrei che fossero cose tipo “lollare”.

Ma per me lo schwa rimarrebbe qualcosa di appiccicato, anche se migliore di chiocciola o asterisco perché almeno avrebbe un senso univoco. (Altra nota a latere: il problema dei sistemi text-to-speech che avrebbero problemi con lo schwa è un non-problema. Si fa un aggiornamento per leggerlo. È appunto più difficile fare un aggiornamento per chiocciola e asterisco, che hanno anche altri significati). Si può pensare a un “neutro plurale” come “le uova”, come proponevo l’anno scorso. Si può pensare a una nuova desinenza: eviterei la -s che non fa molto italiano, ma se dicessi “siamo statei” (più che “siamo statie” che mi pare meno riconoscibile all’orecchio) di nuovo non ci sono problemi. Ma tutto questo dovrebbe nascere dal basso e non da una minoranza di gente che sta in rete, come mi pare dica anche Serianni.

Un’ultima cosa. Ancora una volta, l’affermazione che in italiano il suono ǝ non esiste se non in napoletano è assolutamente irrilevante: anche chi in inglese si ferma a “The pen is on the table” con buona probabilità non pronuncia “depèn is ondetàble”. Però io sarò un mezzo eremita ma a me non è ancora capitato di sentire qualcuno pronunciare “Siamo statǝ”. Qualcuno può darmi controesempi?

Multe

Tornati dalle vacanze, ci siamo trovati nella buca delle lettere un avviso di notifica da parte del comune di Milano. Non ci voleva molto a capire che era una multa. Lunedì mattina vado trullo trullo alla “Casa del Comune” con il bigliettino e la carta d’identità di Anna – l’avviso e la nostra macchina sono intestati a lei – e dopo un quarto d’ora di coda mi dicono che no, non si può fare perché deve essere consegnato di persona. Però – e mi dà una pessima fotocopia – se le fa compilare questo modulo allora si può. Alla fine siamo andati entrambi, tanto è abbastanza vicino a casa; stavolta c’erano solo tre persone davanti, ma il singolo impiegato ci ha messo dai cinque ai dieci minuti con ciascuno di loro, comprese consulenze onsite e ovviamente ricerca rigorosamente manuale degli atti.

(Nota: questi atti sono inviati attraverso Nexive. Già una volta facevano rimpiangere il classico postino; ora ho scoperto che sono stati acquistati da PosteItaliane alla faccia dell’antitrust e mi sa che la situazione sia ancora peggiorata. Nota 2: è possibile che se la macchina fosse stata intestata a me l’atto mi sarebbe stato recapitato via PEC, avendo io stabilito il “domicilio telematico” o come si chiama).

Per i curiosi, la multa è un eccesso di velocità in viale Fulvio Testi la mattina del venerdì 2 luglio. Non sappiamo chi fosse alla guida. Non sappiamo nemmeno come mai siamo passati di là – in genere prendiamo il corso più avanti non per l’autovelox ma perché il percorso diretto da casa nostra sarebbe scomodo. Quello che però non capisco è come mai io non sia riuscito a trovare sul sito del comune un’immagine con la foto di quando siamo passati. Anni fa presi una multa a Bologna perché avevo percorso un tratto di preferenziale, e lì la foto era tranquillamente scaricabile. Qui invece nulla: se c’è è ben nascosto. Come mai?