“metodo scientifico”

(scrivo qua e non inoltro nemmeno sui social, perché non vale la pena di fare più pubblicità del previsto: però c’è un punto che io ritengo abbastanza importante per parlarne almeno ai miei ventun lettori)

Stamattina mi è arrivato questo messaggio da un indirizzo dell’INFN: (Non ho ovviamente idea di chi sia questa persona, e del perché non abbia usato una mail personale)

Caro Codogno, in riferimento al suo ultimo articolo sul Post : non credo sia obbligato a scrivere qualcosa per forza, se non ha niente da dire stia zitto…
Cordialmente

Presumo che il post in questione sia questo. Ora, io posso avere scritto delle fregnacce. Ogni tanto mi capita. E capisco perfettamente che con la storia che i commenti sul Post sono riservati agli abbonati (e io tra l’altro non sono abbonato…) non c’è la possbilità di fare una discussione. Però a un commento di questo tipo non avrei comunque risposto, per una banale ragione: non spiega assolutamente nulla dei motivi per cui non avrei dovuto scrivere quel post. (Per la cronaca: io non ho nessun obbligo di scrivere o non scrivere: non mi pagano per scrivere sul Post, e pubblico quando ho voglia di dire qualcosa).

Come chi mi legge qui sa, io sono sempre disposto a discutere nel merito su quello che ho scritto, e qualche volta cambio anche idea :-). Però se il merito non c’è allora non vedo perché dare da mangiare ai troll: per quanto mi riguarda la scienza procede in questo modo e non con affermazioni apodittiche. Ah, se qualcuno volesse commentare sul merito il post del Post, c’è sempre la copia da me

8 comments

  1. Un titolo del genere, “è una buona cosa?” per forza attira gli antivax, è un classico clickbait, ma… non era un articolo antivax.

    Quello è chiaramente un tizio che non crede ai vaccini e leggere la tua opinione lo ha deliberatamente offeso. Perché tu non sei obbligato a scrivere, ma lui si dichiara obbligato a leggere. In fondo è coerente a sé stesso.

  2. Io non avrei usato il paragone con la roulette russa perché era evidente che avrebbe scatenato i troll, avrei cercato un altro paragone.
    Ma a parte questo sono d’accordo al 100% con te (ma, come sai, non sono un “vaccinologo” ;) ).

  3. uffa, faccio clickbait senza accorgermene :-( Se però è servito a convincere qualche negazionista tiepido, bene! (quelli hard possono cuocere nel loro brodo, non perdo tempo con loro)

    @Mauro: invece il paragone della roulette russa l’avevo scelto apposta, proprio perché dal mio punto di vista è molto calzante…

  4. Mah, io non sono d’accordo con l’articolo. Presuppone tanti fatti non provati (es. l’immunità di gregge non esiste sempre e comunque, se esiste può o meno essere una strategia in base a delle caratteristiche dell’infezione, gli effetti a lungo termine di questo virus in chi sopravvive non sono noti e non si sa cosa li abilita o previene, la reinfezione sembra esistere ed essere dannosa, la gestione dei focolai in nazioni neoliberiste non sembra essere una via praticabile, in generale sia il virus che il sistema immunitario non sono completamente noti quindi si tratta si usare il metodo scientifico in uno scenario particolare, l’antivirus è un abbonamento non un prodotto, ecc.) e trascura quello che a me sembra più importante (testo tutti, separo i malati dai sani, curo i primi, ammazzo di tasse i secondi senza neanche vaccinarli, passo ad occuparmi di altri problemi). Però, se volessi, lo direi. Non mi pare comunque che l’articolo sia senza valore o che possa essere criticato in un solo modo.

  5. “Ah, se qualcuno volesse commentare sul merito il post del Post, c’è sempre la copia da me…”

    Commentato.

    Pensa ai poveri bambini di oggi che non possono più fare “carrettate” coi “cuggini”…

    • gli è che non troverebbero nemmeno i carretti, mi sa… non credo che ce ne sia nemmeno uno ai Camolli

  6. Mia opinione sull’ignoto commentatore: deve essere una persona di scienza, se arriva da INFN. Per cui propendo per l’invidia. In fondo, quanti matematici vorrebbero avere un proprio spazio sul Post (anche gratis).
    Nel merito dell’articolo: quando ho letto il titolo mi aspettavo che ci sarebbe stata un’argomentazione matematica (qualche calcolo semplice) che dimostri perché il 90% può essere sufficiente. In questo l’articolo mi ha un po’ deluso, da te mi aspetto sempre qualcosa di più di ciò che trovo in giro: hai abituato troppo bene i tuoi lettori. Per esempio avevo apprezzato moltissimo l’articolo sulla app Immuni.

    • @sand: per la prima parte, anche gli amministrativi hanno caselle @infn.it, e comunque essere persone di scienza non è che sia una garanzia, come ormai si vede ovunque.

      Passiamo alla parte più importante. L’unica cosa che avrei potuto aggiungere a quel post è che la percentuale di efficacia del vaccino che è necessaria dipende dall’indice R0, cioè dall’infettività naturale senza che si prendano altre misure. Più una malattia è infettiva più un vaccino deve funzionare. Ma anche questa regola non è poi così stringente: i vaccini per l’influenza hanno un’efficacia relativamente bassa, però c’è chi propone comunque di vaccinare tutti per abbassare il costo non tanto di morti quanto di qualità generica della vita. Ma nel caso del Covid non credo nemmeno si sappia quale sia R0, e la stima del 90% è calcolata su davvero pochi dati.

      Il punto del mio post sarebbe dovuto essere “attenzione, che dire solo 90% non significa molto senza avere chiare le condizioni al contorno”, ed è per questo che non c’erano numeri o dimostrazioni. Prometto che il prossimo post (che sto scrivendo, e che non ha a che fare con il Covid…) ne avrà un po’ di più.