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matematto non praticante

_The Joy of Game Theory_ (ebook)

Come probabilmente sapete, sono un affezionato lettore sia del blog di Presh Talwalkar che dei suoi ebook. Stavolta la sua ultima fatica (Presh Talwalkar, The Joy of Game Theory, pag. 197, € 3,08) non è sui quizzini ma parla di teoria dei giochi. Non è in effetti una sorpresa: avendo lui studiato non solo matematica ma anche economia, è naturale che scriva su questi temi: e d’altra parte la teoria dei giochi è a metà strada tra matematica ed economia sin dai tempi di Von Neumann e Morgenstern, il che ha dei vantaggi perché le persone hanno punti di vista diversi e degli svantaggi perché i due gruppi spesso non si capiscono per nulla. Aggiungiamo poi che occorre anche pensare alla psicologia per capire i risultati, e potete immaginare il dramma.
Il libro di Talkalwar è un’introduzione abbastanza particolare al tema: invece che intimidire il lettore con formule su formule e concetti teorici difficili da riconoscere in pratica, l’autore preferisce fare alla rovescia. Nel testo ci sono moltissimi esempi reali, nel senso che sono proprio tratti dagli articoli di quotidiani e periodici: a partire da questi viene costruita la teoria su cui si basano, ricavando in pratica i risultati teorici come l’equilibrio di Nash, e mostrando l’ubiquità di temi classici come il dilemma del prigioniero e il gioco dell’escalation. Inoltre Talwalkar spiega in dettaglio, con il suo usuale stile molto chiaro, la cornice in cui si trovano questi esempi, e cosa potrebbe succedere se qualche attore decidesse all’improvviso di rompere le regole del gioco. (Vi ricordate che avevo accennato al fatto che nella teoria dei giochi entra anche la psicologia?)
In definitiva, raccomando caldamente il libro a chi voglia farsi un’idea della teoria dei giochi senza essere costretto a sorbirsi troppa teoria; ma penso che anche chi conosce già i suoi fondamenti trarrà profitto dalla scelta dei suoi esempi.

I misteri del copyright

Ho scoperto via xlthlx che un giudice americano ha sentenziato che Sherlock Holmes è nel pubblico dominio, o più o meno. Da quello che ho capito leggendo l’articolo, è nel pubblico dominio la caratterizzazione dei personaggi attraverso le storie scritte da Conan Doyle prima del 1923 (cioè 90 anni fa), ma non è possibile usare le informazioni usate nei libri successici (Conan Doyle morì nel 1930).
Notate la differenza tra il copyright sui libri (che è scaduto con i settant’anni dalla morte dell’autore, almeno in Europa) e il copyright sui personaggi che – almeno per la legge americana – dovrebbe se non sbaglio durare novant’anni. Questo significa che chiunque usasse i personaggi per fare delle nuove opere doveva sganciare soldi alla Conan Doyle Estate Ltd.
Belle cose, vero? Capirei al limite che ci sia per un certo periodo di tempo la possibilità di bloccare sviluppi che vadano contro lo spirito originale dell’opera, ma qua siamo davvero oltre ogni logica :-(

gioco per il dì di festa: Come Solve the Show

Come Solve the Show, creato da Plexus (ma io l’ho trovato su Smart-Kit) è un “semplice” puzzle. Nulla di troppo complicato, una volta scoperto che i pezzi si ruotano con le frecce (oppure con A e D), però qualche minuto di divertimento te lo dà.
(ah, sì: ti salva – immagino via cookie – il punto in cui sei arrivato, quindi puoi anche fermarti un attimo)

Altramatematica su Radio Popolare

A Natale sono tutti più buoni, anche a Radio Popolare: quindi, se tutto va bene, verso le 12:15 racconterò dai microfoni della radio come è nata la collana di epub matematici sotto mentite spoglie (o forse è il viceversa, non lo so nemmeno io) che al momento vanta il mio Matematica e infinito e Più per meno diviso di Peppe Liberti. Chissà che mi inventerò.

Un clic vale un clic

Ne avevo sentito parlare stamattina, ma non ci avevo fatto troppo caso: poi Carlo Felice Dalla Pasqua mi ha messo con le spalle al muro :-) Che è successo? sembra che Gramellini, non avendo ultimamente copiato nulla di importante, nella sua abituale comparsata a Chetempochefa abbia parlato male del MoVimento 5 Stelle. Giustamente Grillo vuole replicare, e lo fa al suo modo usuale con un video; però il video non può essere visto da chi ha AdBlock abilitato.
Di per sé non c’è nulla di male a farsi dare un po’ di soldini in questo modo, e tanto di cappello a chi ci riesce: io non ne sono mai stato capace. Mi risulta però difficile capire quale sia il vantaggio di difendersi facendo pagare gli altri. Qualcuno me lo spiega?
(p.s.: a quelli che sono già pronti con la tiritera “M5S ridà i soldi del finanziamento ai partiti, ecc. ecc.” ricordo che questi soldi non vanno al moVimento ma direttamente a Beppe Grllo. No, per me non è affatto un problema. Però sono cose da sapere)

Quizzino della domenica: centocinquantatré

Forse non sapete che il numero centocinquantatré ha un importante significato cabalistico. Nel vangelo di Giovanni, infatti, Gesù risorto appare agli apostoli che non avevano pescato nulla per tutta la notte, disse loro dove andare a pescare e… «Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si spezzò.» (Gv 21,11).
E in effetti esiste una funzione matematica abbastanza usuale f(n) tale che, se si sommano i valori che essa ottiene per n che va da 1 a 5, la somma di questi valori è proprio 153. Beh, ce ne sono infinite, la più banale è f(n)=30,6 :-) – ma un Vero Matematico penserebbe che una simile soluzione è barare. Con f(n) = 10n arriviamo a 150; con f(n) = 2n2 a 165. Altre idee?
(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p143.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema tratto da The Math Entertainer.

_Logimat_ (libro)

[copertina]I giochi Kangourou sono nati in Francia ma si sono diffusi per tutta l’Europa: sono stati studiati per avvicinare gli studenti alle varie scienze. Ho già parlato in passato dei Kangourou dell’informatica; stavolta recensisco un libro (Michel Criton, Logimat, ediz. Kangourou Italia 2012, pag. 96, € 12, ISBN 978-88-89249-24-6, trad. Angelo Lissoni) che è una raccolta di problemi “di allenamento” per i Kangourou della matematica. Più precisamente, il testo è l’unione dei primi due numeri della rivista Logimath che venner pubblicati nel 2005 in Francia.
Il libro è molto colorato, ma questo penso non vi interessi più di tanto. Quello che ho trovato davvero bello, invece, è l’approccio scelto per i problemi. Ciascuno di essi appare in tre forme diverse, a cui è associato un semaforo. La prima (semaforo verde) è completamente dematematizzata, o meglio vengono fatte varie domande che in pratica rappresentano i passi che si farebbero per risolvere il problema finale. Nella seconda forma (semaforo giallo) il problema è ancora dematematizzato, ma stavolta non ci sono più le specificazioni passo passo; la terza forma (semaforo rosso) infine è una generalizzazione del problema. In pratica, dunque, l’esercizio può essere affrontato a scelta a partire da una qualunque delle forme: i meno esperti possono essere guidati, mentre i più esperti possono partire dal semaforo rosso e al più tornare indietro se il problema risultasse troppo ostico. Devo dire che non avevo mai trovato questo approccio nei vari libri che ho letto, e ne sono rimasto deliziato: è proprio vero che la didattica della matematica in Francia è anni luce avanti (e non sto parlando di noi italiani, ma in generale del mondo anglofilo…)
Insomma, per gli appassionati è un must have!