Mentre stiamo tutti aspettando che la Variante di Valico sull’A1 sia finalmente completata per ridurre il numero di volte in cui sentiamo dire “code a tratti tra Arcoveggio Rioveggio e Barberino di Mugello” c’è un dubbio che continua ad attanagliarmi. Sì, la notte dormo lo stesso, ma insomma…
Come si può vedere per esempio qui, si parla sempre della Variante di Valico con le V maiuscole. D’accordo per “Variante”, che in fin dei conti sta all’inizio della frase, ma io pensavo ingenuamente che “valico” fosse semplicemente il posto dove si valicano gli Appennini, valico che appunto varia. D’altra parte quello che RFI sta costruendo in Liguria è appunto il Terzo valico con la v minuscola, a differenza della Variante di Valico. Com’è la storia? Quello tra Bologna e Firenze è il valico per antonomasia e quindi richiede la maiuscola? Oppure c’è proprio il paesino di Valico sperduto in mezzo agli Appennini?
Era tanto tempo che non trovavo un libro di matematica ricreativa così scoppiettante. Intendiamoci: comincio ad avere il sospetto che nella perfida Albione l’idea di base nel parlare di matematica al mondo consista nel fare pessime battute, e anche se Matt Parker è di origine australiana mi pare abbia fatto propria la lezione di Ian Stewart. Ma se si riesce a sopportare i vari pun, il libro (Matt Parker,
Se non sbaglio la conversione delle classi scolastiche, questa raccolta di problemi matematici (Zbigniew Romanowicz e Bartholomew Dyda,