Quello di cui voglio parlare oggi riguarda come è stata scritta l’enciclica. La prima cosa è che non esiste (almeno per ora) una versione latina. La cosa è più importante di quanto sembri: non è chiaro quale sia la versione ufficiale da considerare (italiano? inglese?) in caso di differenza nella definizione di un concetto. Chissà quale è stata la versione di lavoro… Ma la seconda cosa è che c’è chi dice che l’enciclica contro l’abuso dell’intelligenza artificiale… è stata scritta usando l’IA. Potete vedere per esempio questo articolo del manifesto, che ovviamente ci sguazza: se preferite un’analisi più tecnica, c’è questo articolo di LessWrong. Ho letto quest’ultimo articolo e ho molti dubbi sull’approccio seguito. Già la logica “la versione italiana è quella di partenza perché il Vaticano sta in Italia” non ha nessun senso. Ormai la Curia è multinazionale: è probabile che sappiano tutti un po’ di italiano, ma non è affatto detto che l’italiano sia stata la lingua veicolare usata per la bozza. Ma poi diciamocelo: in Vaticano non sono degli imbecilli. Non mi stupirei che abbiano usato l’IA per scrivere una bozza, ma poi se la sono riguardata da cima a fondo per verificare che non fosse stato scritto qualcosa che non va. Né si capisce perché avrebbero dovuto usare l’IA per il documento ma non per tradurlo, cosa che avrei trovato più logica… Anche il punto sullo stile di scrittura diverso rispetto alle encicliche precedenti non ha un grande senso. È chiaro che Leone non ha scritto tutto lui, ma non ci credo nemmeno per un istante che non abbia riletto e corretto tutto, e chiaramente lo stile di scrittura di una persona per cui l’inglese è la lingua nativa è diverso da quella di un sudamericano, di un tedesco, di un polacco e più vicimno a quello di un LLM che è stato addestrato con materiale per la maggior parte in inglese.
Non mi stupirei né mi preoccuperei, invece, se le bellissime infografiche che sono state preparate dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale fossero state generate con l’aiuto di uno strumento IA. Più che altro mi chiedo perché l’URL del dicastero (creato da Francesco dieci anni fa, ci credo che non l’avessi mai sentito nominare) ha il nome in inglese; ma questo con l’IA non c’entra nulla.
Aggiornamento: (16:20) se vi interessa un lungo soliloquio di un cattolico conservatore statunitense professore di computer science, potete leggerlo qui.
Ultimo aggiornamento: 2026-05-28 16:24

Ti segnalo – se ancora non l’hai visto – il post della Corbolante (secondo lei, anche se non ne ha le prove- non è l’inglese la lingua di partenza).
sì, l’avevo letto. Quello che posso dire io – commentavo su Mastodon, purtroppo i thread si sfilacciano – è che almeno introduzione e la prima parte del capitolo 1 nella versione italiana hanno lo stile che mi aspetto da un’enciclica. Quindi se anche l’avessero tradotta in italiano ci avrebbero dovuto lavorare su parecchio.
Già, begli esempi! Per la torre di Babele decidono democraticamente cosa fare allo scopo di continuare a vivere insieme ma, per motivi non pervenuti, non va bene e nascono i corsi di lingua. Invece nell’altro caso portato ad esempio uno solo decide e convince che tutti devono costruire… un muro! Cioè democrazia, dialogo, vita insieme non vanno bene, mentre muri, nemici, separazione, convincimento di decisioni prese altrove sono un modello!
Invece apprezzo che sia lodato il FOSS (e anche l’hardware libero), anche se forse non era questa l’idea…
Anche il fatto che sarebbe meglio vivere tutti contenti anziché no, è una bellissima idea. Forse non molto profonda o articolata… ma bella. Diciamo che se qualcuno vince il concorso per miss mondo, almeno il discorso ce l’ha pronto e senza passare per il prompt.