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quello che non oso mettere nel mio blog ufficiale

ENGRISH: person taken ill

[person taken ill]

A Milano ATM ha un utile servizio: vengono twittati in tempo reale i problemi che capitano sulla rete. Ce n’è almeno una decina tutti i giorni, anche quando Lapo Elkann non parcheggia sui binari. Ieri tra le altre cose c’è stata una persona che si è sentita male in metropolitana, immagino su uno dei treni, e quindi giustamente c’è stato qualche rallentamento: solo che in italiano la cosa si capisce, in inglese direi proprio di no 🙂

(il dubbio è su chi ha messo il messaggio in Engrish tra i favoriti: secondo me sono state persone cattive dentro come me)

October 21, 2014 Archivi

NOMEN OMEN: Fratelli Bollente

[Fratelli Bollente]
Effettivamente, dato il loro cognome, i fratelli Bollente hanno scelto una carriera coerente: non trovate anche voi?

July 24, 2014 Archivi

STRAFALCIONI: Virata a 360 gradi

"una virata a 360 gradi
Io ho un bisogno compulsivo di leggere sempre qualcosa, fossero anche le etichette delle bottiglie di acqua minerale. Sabato scorso, mentre i bambini festeggiavano al Palazzetto del Ghiaccio un compleanno, mi è capitato tra le mani il numero di giugno di Quattroruote e ho dato un’occhiata all’editoriale del direttore di Gian Luca Pellegrini, scoprendo che a suo dire il CEO Fiat “impone all’azienda una virata strategica a 360 gradi”.

L’unico dubbio che mi è venuto in mente è che quella frase fosse un modo arguto per affermare che tutto cambierà perché non cambi nulla… ma non credo proprio.

June 10, 2014 Archivi

CARTELLI: Affittta

[affittta]
Sono passato davanti a un ampio negozio – credo che fino a qualche anno fa ci fosse la filiale di una banca – in una posizione visibile ma imparcheggiabile in viale Marche, e mi è subito saltato l’occhio sul cartello che indicava che era in affitto. Se l’estensore avesse scritto a mano “negozzio” con due zeta, la cosa sarebbe stata buffa ma nulla più: vedere invece un AFFITTTA stampato con ben tre T mi ha convinto a estrarre la macchina fotografica 🙂

April 2, 2014 Archivi

CARTELLI: Handicap a senso unico

[handicappati in direzione corrretta]
Avevo raccontato di via Luigi Biraghi sulle mie Notiziole. In pratica, dopo aver ridipinto le strisce sulla via, qualcuno ha deciso che doveva diventare senso unico… e quindi ha ricoperto le strisce col catrame.
Quello che non avevo notato, però, è che lo stesso trattamento è stato riservato ai posti riservati agli handicappati: visto che con l’istituzione del senso unico ora si trovano sulla sinistra, il logo con la sedia a rotelle è stato coscienziosamente cancellato e ridipinto nel verso di marcia. Mi volete dire che avere il logo nel verso giusto è un obbligo di legge?

March 27, 2014 Archivi

I’m travelling on that line!

[Indications]
A quanto pare, Londra è così grande che ci sono almeno tre Abbey Road: quella “vera” con le strisce pedonali beatlesiane, quella di Camden Town e questa in Newham che ha anche una fermata della Docklands Light Railway. Immagino che ci sia molta gente che scenda lì convinta di trovare gli studios della EMI, tanto che la DLR ha pensato bene di posizionare un cartello con le istruzioni necessarie. Notate le scritte in azzurro 🙂
(la foto è della mia amica saki)

March 6, 2014 Archivi

CARTELLI: conservare in vendita

conservare

La zona di viale Monza dove lavoravo fino a questa primavera aveva molti negozi gestiti da cinesi. Fin qua nulla di strano. Più o meno mentre ci spostavamo, uno di questi negozianti aveva deciso di vendere la sua attività, e quindi aveva stampato un cartello, scritto in cinese, inglese e italiano. Anche qua, nulla di strano. Un po’ più strano il testo in italiano: “Conservare in vendita”. No, non è che dovesse essere una vendita continuativa: guardando l’inglese “Store for sale” dovrebbe essere chiaro che il testo italiano è stato tradotto in maniera molto automatica…

November 12, 2013 Archivi

CREATIVI: semper in tempore italicum textile

semper in tempore italicum textile

semper in tempore italicum textile

Non conosco quest’azienda (Standartex), e non posso quindi dire nulla sulla qualità dei loro tessuti: saranno probabilmente ottimi. Detto questo, chiunque abbia scelto la frase qui sopra citata come motto – frase sulla cui correttezza semantica avrei qualche dubbio: io la tradurrei parola per parola come “sempre nel tempo il tessile italiano – ma quell'”in tempore” mi suona malissimo” non ha fatto un buon lavoro per l’azienda stessa.

October 24, 2013 Archivi

RACCONTO: Dal libro di Turing (11, 1-9)

In quel tempo, tutti gli algoritmi avevano la stessa complessità.
Emigrando dall’oriente i programmatori capitarono in una pianura nel paese di Knuth e vi si stabilirono.
Si dissero l’un l’altro: “Venite, scriviamo degli algoritmi e programmiamo”. Gli algoritmi servirono loro da pietra e il software da cemento.
Poi dissero: “Venite, costruiamoci una libreria software, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperdere tutte le soluzioni ottimali”.
Ma il Signore scese a vedere la libreria software che i programmatori stavano costruendo.
Il Signore disse: “Ecco, essi sono un solo popolo e i loro algoritmi hanno tutti la stessa complessità; questo è l’inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile.
Scendiamo dunque e confondiamo le loro subroutine, perché non comprendano più quali siano i problemi che si possono risolvere meglio..
Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la libreria software.
Per questo la si chiamò P=NP, perché là il Signore confuse le subroutine di tutta la terra e di là il Signore disperse le soluzioni deterministiche polinomiali.

5 settembre 2013

October 16, 2013 Archivi , , , ,

RACCONTO: Questione di margini

Il borbottio che pervadeva il laboratorio era ai limiti dell’udibilità. Eppure i due occupanti lo percepivano perfettamente, se non con le orecchie con tutto il corpo: i loro volti tirati sussultavano ogni volta che la sua frequenza variava anche solo di poco. Entrambi sapevano che le macchine per il supporto vitale potevano guastarsi in un qualunque momento, e non era affatto detto che si sarebbero potute riparare ancora una volta.
– “Se anche la tua ipotesi fosse vera, i margini sono davvero stretti”, mormorò Frank.
– “Partiamo dall’inizio”, ribattè Irina. “La macchina del tempo esiste, e questo è un fatto. Tutti i viaggi che abbiamo fatto non hanno cambiato per nulla la nostra situazione, e questo è un altro fatto.”
– “Questo è indubbio. È come se l’universo avesse una propria mente senziente che fa di tutto per impedire che una qualunque modifica al passato abbia conseguenze sul presente… o se preferisci, è come se qualcuno cancellasse le nostre modifiche.”
– “Lascia perdere il misticismo e la fantascienza da quattro soldi di Asimov. Non esiste nessuna Seconda Fondazione; se poi Dio esiste, non ha certo voglia di rimettere a posto il nostro disordine. Non c’è nulla di magico, è tutto spiegato dalle equazioni che regolano il viaggio nel tempo. Come hai visto, sono finalmente riuscita a separarla in due parti, e adesso il significato fisico è chiarissimo. Se si torna indietro nel tempo e si fa una piccola modifica insignificante al passato, il secondo termine non dà nessun contributo, mentre il primo descrive un microvortice che si smorza rapidamente; il risultato è che dopo poco tempo le soluzioni spaziotemporali dell’equazione d’onda dell’universo sono indistinguibili da quelle della configurazione iniziale. Non è insomma vero che una farfalla può sbattere le ali in Brasile e provocare una tempesta a Londra: anche se la eliminiamo, a Londra la tempesta ci sarà comunque.”
– “Come se a Londra esistesse ancora qualcuno che si può preoccupare delle tempeste.”
– “Se non ci sbrighiamo, qui sulla Terra non ci sarà più nessuno che si preoccupererà di alcunché. Torniamo all’equazione: se invece le modifiche apportate al passato sono importanti, è il primo termine ad annullarsi; in compenso il secondo descrive un picco di potenziale continuistico. Ovviamente questo picco rappresenta un equilibrio instabile, e ci si sposta subito verso la posizione stabile più vicina: il risultato, pur non essendo identico all’originale, lo è a tutti gli effetti pratici.”
– “Ce ne siamo accorti! Per evitare la Seconda guerra mondiale abbiamo ammazzato von Niehle quando era ancora un bambino, solo per trovarci al suo posto Sieweneck; ammazzato lui abbiamo avuto Ziegler; prima di darci per vinti abbiamo fatto ancora un terzo tentativo e ora il Führer è semplicemente diventato Hitler.”
– “È logico: il campo continuistico prodotto dalla Quinta Forza è molto più forte di quello delle quattro forze standard. Però, leggendo la formula in questo modo, una scappatoia c’è: se la modifica al passato è piccola ma con una conseguenza importante, nessuno dei due termini dell’equazione si annulla, e il vortice generato dal primo termine potrebbe essere sufficientemente grande perché prima di smorzarsi riesca a spostare lo spazio-tempo in una diversa valle del campo continuistico. A questo punto, quando il potenziale cadrà, il continuum spazio-temporale si ritroverà in un punto diverso da quello originale, e la storia proseguirà in maniera differente.”
– “Sì, Irina, ho ricontrollato i tuoi conti e hai ragione. Ma ribadisco che i margini sono davvero stretti. E poi, se anche tutto funzionasse, l’universo sarebbe così diverso che noi probabilmente non esisteremmo più!”
– “Noi spariremmo dall’esistenza, ma la Terra potrebbe invece tornare a vivere. E poi quale sarebbe l’alternativa? Siamo sopravvissuti in poche centinaia, rinchiusi nei bunker sparsi sotto tutto il pianeta da cui non possiamo assolutamente uscire. Noi siamo gli unici che abbiamo ancora a disposizione una macchina del tempo funzionante, almeno per un tentativo. Sì: è una missione suicida. Ma l’alternativa è un’agonia chissà quanto lunga.”
– “Basta, mi hai convinto. Resta però un problema di fondo: quale potrebbe mai essere una modifica del passato piccola ma che abbia una conseguenza importante?”
– “In teoria è semplice: ci occorre trovare un modo per bloccare per decenni, se non per secoli, lo sviluppo di un qualche campo della conoscenza. Avevo pensato a fare andare un po’ fuori rotta le caravelle di Colombo, ma le simulazioni al computer mi hanno mostrato che una modifica simile sarebbe comunque troppo grande. Quest’altra modifica, però, sembra essere proprio fattibile…”
– “Tutto qui?”
– “Sì, tutto qui. Le simulazioni danno risultati ottimistici, anche tenendo conto degli errori di approssimazione del modello. Come dici tu, i margini sono indubbiamente stretti: ma sono certa che saranno sufficienti.”

Il magistrato strabuzzò gli occhi. Chissà perché, era convinto che il libro che aveva tra le mani fosse più grande. La stanchezza mi starà giocando dei brutti scherzi, pensò. Beh, non importa. Non doveva mica redigere una sentenza: quello era solo il suo passatempo, e lasciare una nota sarà più che sufficiente, decise.
Prese la penna e scrisse, con la sua calligrafia ordinata: “Ho trovato una dimostrazione proprio meravigliosa di questo teorema, ma il margine della pagina è troppo stretto per contenerla.”

(2 settembre 2013)

October 11, 2013 Archivi , ,
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