Monthly Archives: July 2020

[HOWTO] connettersi a una VPN via L2TP/IPsec su Windows 10

Questo me lo devo salvare, perché non ci arriverei mai. Non riuscivo a connettermi via VPN al server del mio provider con il computer nuovo, mentre col vecchio non c’erano problemi. Soluzione: lanciare regedt32 e vedere dentro HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Services\PolicyAgent qual è il valore di AssumeUDPEncapsulationContextOnSendRule. Probabilmente è 2, e in effetti deve esserlo; però per far funzionare tutto l’ambaradan bisogna cambiarlo a 1, fare reboot, cambiarlo di nuovo a 2, e fare un nuovo reboot.

(per sicurezza, nelle Adapter options, tab security, permettete i protocolli CHAP e MS CHAP v2; male non fa)

[RACCONTO] La svolta sbagliata… ma non troppo

(post pubblicato originariamente su Il Tamburo Riparato per il compleanno del blog)

– “EeeeEEEEK!”

– “Come, a destra? La volta scorsa siamo andati a sinistra! Non è vero, professore di Geografia Crudele e Inusuale?” Si può dire di tutto su Ridcully, o almeno lo si può dire quando lui si trova ad almeno cento metri di distanza e preferibilmente non c’è null’altro intorno; ma è certo che quando si tratta di avere ragione, è sempre pronto a chiedere il parere favorevole di chiunque, anche se in qualunque altra occasione disprezzerebbe il suo interlocutore.

– “Non lo so. Io non controllo mai in quale direzione mi dirigo: è molto più importante sapere da quale direzione devo scappare!”

– “Beh, da quale direzione scappavi?”

– “Non lo so. Avevo troppa paura per verificare dove stavo andando!” Una cosa che non si può onestamente dire su Rincewind è che sia un fifone. In effetti, verificando tutto ciò con cui ha avuto a che fare, occorre ammettere che è uno tra gli esseri più coraggiosi del Discworld: chiunque altro sarebbe svenuto di fronte a certe apparizioni. Bisogna però anche riconoscere che la velocità con cui Rincewind riesce a fuggire da un pericolo è tale che vede le apparizioni in questione per un tempo così minuscolo da rendere impossibile uno svenimento.

– “Ook. Ook?”

– “D’accordo, Bibliotecario. In effetti il mio taumometro tascabile segnala che l’L-space si è riorganizzato dall’ultima volta in cui l’abbiamo usato per recarci al Tamburo Riparato; è possibile che ora bisogna girare a destra. Non riuscirò mai a capire perché questi libri non riescano a stare sempre in un posto… tranne quelli dello scaffale al Tamburo Riparato: l’unica possibilità per loro di spostarsi è quando decidono di suicidarsi perché nessun avventore osa anche solo avvicinarsi.”

– “A proposito: ma perché non possiamo andarci come tutti gli altri abitanti, passando per le strade di Ankh-Morpork?”

– “Semplice: perché noi siamo maghi, e non possiamo mischiarci con i comuni mortali.”

– “E con gli zombie?”

– “E con gli zombie, certo.”

– “Ook?”

– “E con i primati superiori, ovvio! Niente scimmie! Solo primati superiori! Vabbè, oramai ci siamo.”, mentre gli scaffali lì intorno si assestavano con un rumore che fece sobbalzare Rincewind. “Basta prendere questo passaggio e…”

La sala dove i due maghi in forma umana e l’orango si trovavano aveva qualcosa di strano e non facilmente riconoscibile. Non era il disordine, che appariva assolutamente identico a quello che c’era sempre stato; ma sicuramente le bandierine appese al soffitto che formavano la scritta “Buon Compleanno” non erano mai state parte dell’arredamento; e anche i pochi libri presenti non avevano i soliti titoli “Come Obnubilarsi La Mente A Un Equo Prezzo” e “Tagliatemi La Gola Se Queste Ricette Non Contengono Reale Succedaneo Di Porco”, ma nomi tipo “Zappatores Canari et Piemonteis” e “Fisica Quantistica de Piobes”.

– “Ma che è successo? L’avevo detto io che dovevamo andare a sinistra! Che razza di posto è questo?”

– “Ook ook ooook… Eek ook. Ook?”

– “Arcicancelliere, il Bibliotecario ipotizza che l’ultimo smottamento dei volumi possa avere aperto un varco tra il nostro Discworld e il Roundworld, e quindi ora ci troviamo in un altro Tamburo Riparato che aveva anch’esso una libreria connessa all’L-Space. Guardando bene, riconosco un certo tipo di struttura del Roundworld. Beh, basta tornare indietro”

– “Un attimo. Qui un po’ di roba da mangiare c’è, e mi parrebbe brutto andarcene senza avere favorito, non trovate?”

– “Ook!”

– “Come, ci vuole un regalo se vogliamo partecipare alla festa? E non possiamo usare la magia, solo perché il Roundworld non contiene narrativium? Non è possibile!”

In quel momento Rincewind sentì una silenziosa presenza alle sue spalle. Furtivamente girò il capo con estrema lentezza, fino a che si accorse del nuovo arrivato e tirò un sospiro di sollievo.

– “Ah, Bagaglio, sei tu! Era un po’ che non ti vedevo, in effetti. Però adesso non ho bisogno di vestiti puliti…” rivolgendosi al coperchio che si stava sollevando. Ma una volta aperto, i tre rimasero a bocca aperta. Il contenuto non era infatti della biancheria, ma una grande torta decorata, con la scritta “Tanti auguri, Tamburo!” disegnata col cioccolato.

– “Bene bene. Abbiamo anche il regalo. Possiamo cominciare a mangiare, ora?”

– “Ma non dovremmo aspettare gli altri festeggianti, Arcicancelliere?”

In effetti mancate solo voi. TANTI AUGURI AL TAMBURO RIPARATO!

[WIKIPEDIA] Quindici anni fa…

Versione originale del post pubblicato sul blog di Wikimedia Italia.

Quindici anni fa è il titolo di una vecchia canzone di Vasco Rossi. Quindici anni fa, per la precisione venerdì 17 giugno 2005, diciassette persone si ritrovarono nel viterbese, a Canino, e fondarono ufficialmente l’Associazione Wikimedia Italia per la conoscenza libera.
Noi diciotto soci fondatori (avevamo anche una procura) non eravamo certo superstiziosi: ma non avevamo nemmeno le idee troppo chiare su quello che volevamo fare. Avevamo però in comune due cose: l’amore per la conoscenza e il desiderio di renderla disponibile a tutti. Nell’anno appena trascorso, le voci su Wikipedia in lingua italiana erano più che quadruplicate, passando da 10000 a 42000; ma l’enciclopedia era ancora sconosciuta ai più. Fare un’associazione nazionale – la terza, dopo quella tedesca e francese – ci sembrò una buona idea che ci avrebbe permesso di presentarci come un’entità vera e propria e non un gruppetto di amici.

Che possiamo dire in occasione di questo sesquidecennale, che non possiamo festeggiare dal vivo come ci sarebbe piaciuto a causa della pandemia? Guardando indietro abbiamo fatto un bel po’ di strada. Tenendo fede alla nostra idea di operare a 360 gradi, non ci siamo limitati ai progetti Wikimedia ma siamo diventati un chapter per OpenStreetMap, la mappa pubblica; siamo diventati un’APS e quindi abbiamo avuto accesso ai fondi del 5×1000; abbiamo raccontato agli studenti come si può produrre conoscenza; abbiamo formato il personale di tanti musei e biblioteche; siamo diventati un riferimento quando i media vogliono capire cosa succede nel mondo Wikipedia; siamo stati ufficialmente ricevuti e auditi in Parlamento; infine – notizia di questi giorni – abbiamo completato l’iter burocratico ottenendo la personalità giuridica. Non più un gruppo di amici, insomma, ma una vera entità ufficiale.

Cosa ci riserverà questo futuro così incerto? Non lo sappiamo. Sappiamo però che – ancor più ora che la riforma del Terzo Settore è ormai in marcia – il pallino è in mano a noi soci, con il nostro lavoro a favore della conoscenza libera e con la nostra volontà di fare qualcosa. Non penso toccheremo mai i grandi numeri di altre organizzazioni: spero e credo però che il nostro impegno non finisce col versamento della quota sociale, ma continua nella costruzione della conoscenza libera, mattoncino per mattoncino.

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