Sfido chiunque ad aver sentito in precedenza questo termine. Nemmeno io lo conoscevo prima di leggere questo post di Fausto Raso. Posso solo assicurarvi che non se l’è inventata lui come pesce di maggio: nel testo di Giovanni Fabrini “Sopra il Primo Libro dell’Eneide di Virgilio“, pubblicato nel 1654 nel libro L’opere di Virgilio mantoano, a pagina 17, parlando del verso “apparent rari nantes in gurgite vasto”, dice che si tratta di «una figura che si chiama tapinosi, cioè una humile esposizione di una cosa grande.»
Come spiega Raso, anche se non ne sappiamo il nome quella è una figura retorica che usa apposta termini diminutivi o inadeguati per definire qualcosa che di per sé richiederebbe un registro elevato: il tutto per dare un valore negativo satireggiando. È in un certo senso l’opposto dell’iperbole, che gonfia qualcosa di irrilevante. Pensate a quando qualcuno arriva sfoggiando la sua nuovissima automobile e gli amici commentano “mamma mia, che macinìno!” L’etimologia è semplice. Arriva dal greco ταπείνωση, “abbassamento, umiliazione”, da cui arriva anche l’italiano “tapino”; in latino abbiamo tăpīnōsis, “registro linguistico basso”. il Dizionario di retorica di Stefano Arduini e Matteo Damiani la assimila alla litote, ma non è proprio così. La litote infatti afferma con forza una cosa negandone il contrario; qui invece il contrario viene usato al posto del termine, e ci avviciniamo più alla meiosis, lo sminuire una cosa al fine di esaltarne un’altra. Si ha tapinosi nelle introduzioni ai libri dedicati ai potenti, che spiegano come l’autore abbia preparato un’opera minuscola, che spera sia comunque accettata.
Decidete ora voi se quando parlo delle mie Notiziole sto usando la tapinosi…

Nel Grande Dizionario della Lingua Italiana di Salvatore Battaglia vengono riportati questi esempi d’uso d’autore:
Tommaso Garzoni: La tapinosis medesimamente dispiace a’ correttori, la quale si fa quando a una cosa grande si dàn parole basse.
Emanuele Tesauro: A queste è contraria la ‘estenuazione’; che nel greco potria chiamarsi ‘tapinosis’.
Giovanni Andrea Bontempi: La figura tapinosis può esser consonanza e dissonanza; dissonanza, in sentimento di detrazzione verso l’altrui; consonanza, in sentimento di modestia verso di sé.
Quindi tre esempi tutti piuttosto datati (1500 e 1600). Ora è vero che Battaglia è un dizionario storico e che non viene più aggiornato dal Supplemento 2009, ma indicativo che non abbia citato neppure un’opera ottocentesca-novecentesca.
https://www.gdli.it/pdf_viewer/Scripts/pdf.js/web/viewer.asp?file=/PDF/GDLI20/GDLI_20_ocr_727.pdf&parola=tapinosi
Se la saranno dimenticata tutti :)
Ah, non sapevo fosse una figura retorica! Quando vado a prendere il cibo invenduto in un negozio nuovo e appena entro, senza che dica una parola, mi danno il sacchetto con gli avanzi e mi chiedono il codice, ad esempio, pensavo che fosse un caso di tapinosi.