Porcellum: l’elettore marginale
Visto che l’avevo promesso, ecco qua una rapida spiegazione della teoria dell’elettore marginale, come definita da Sapere Lavoro. La nozione non è affatto stupida, e anzi è l’unica che si può anche applicare alla Camera, forse ancora meglio che al Senato.
Una premessa: nella lingua corrente, una cosa è marginale quando è di poca importanza, e sta appunto ai margini. DI per sé nel caso dell’elettore marginale la cosa è anche vera, però il termine non viene usato in quel senso, ma con il significato che ha in economia. Non so se avete mai sentito parlare di “costo marginale”: in parole molto povere, è quanto costa produrre un esemplare in più di un bene, o se preferite la differenza tra produrre N copie di un oggetto e N+1. Ad esempio, pensate a una litografia: inciderla costa una certa fatica, ma una volta preparata stampare una, due o tre copie costa praticamente lo stesso, quindi il costo marginale di un’ulteriore copia è di pochissimi centesimi. Lo stesso con la telefonia: mettere i cavi e le fibre ottiche costa, ma poi una chiamata in più è praticamente gratis.
Con il Porcellum succede una cosa simile. Quando tu voti il partito X, alzi la percentuale di voti che ha avuto X e quindi la possibilità che ottenga un seggio in più nella tua circoscrizione. Ma tu sai esattamente a chi viene assegnato il seggio in più: se con il tuo voto il partito passa da N seggi a N+1, l’eletto sarà quello o quella in posizione N+1 in lista. Quindi cosa dovrebbe fare l’elettore coscienzioso (e un po’ tafazzista, in effetti)? Guardare quali sono le probabilità date dai sondaggi ai partiti nella sua circoscrizione e il numero presunto di seggi dei partiti che potrebbe di per sé votare, guardare l’ultimo dei probabili eletti e il primo dei probabili non eletti, stabilire chi gli garba di più (in positivo o in negativo) e votare cercando di spostare in quel modo il totale. Sono d’accordo, non è banale, ma certamente avrete la vostra sezione di partito, movimento, MeetUp o quel che vi pare cui chiedere i dati, no? Oppure fate come me e scegliete la frase da scrivere sulla scheda (che non sia insultante nei confronti degli scrutatori, però)
