mementote

Anna mi ha appena raccontato di una conversazione che ha sentito stamattina al bar tra alcune persone, a proposito dei recenti fatti di cronaca. Secondo questi, a parte che tutti i politici sono corrotti uguali (tranne Bossi, e meno male che c’è lui), e che Fini e Casini sono tra i peggiori (interessante tra l’altro notare come il cosiddetto centrosinistra non viene considerato neppure per dargli contro…) è impossibile che Berlusconi abbia fatto tutto quelle cose che gli vengono imputate. E poi, poveretto, è un perseguitato: la Guardia di Finanza gli ha fatto 1950 perquisizioni senza mai trovare nulla [noticina mia: un numero così preciso da dove arriva? non sono riuscito a trovare un riferimento].
Ma il top è stato quando il nostro PresConsMin è stato paragonato al povero presidente Leone, anch’egli accusato ingiustamente. Tralasciando la banale constatazione che Leone (effettivamente mai incriminato) si dimise dalla carica, uno si potrebbe chiedere come mai una “casalinga di Voghera” si ricordi del presidente emerito della Repubblica italiana. La risposta è abbastanza semplice: mi pareva di aver sentito qualche giorno fa che veniva fatto quel paragone, e una rapida guglata mi ha fatto scoprire che il tutto proviene nientemeno che dal direttore del TG1 Augusto Minzolini.
Ogni tanto è meglio andare in giro a sentire la gggente, mi sa.

tempi di lavorazione

Da una pagina web che ho raggiunto dando la mia disponibilità a ricevere informazioni via email e non per posta cartacea:

«Le è stato inviato un messaggio di posta elettronica contenente un collegamento da selezionare per attivare e confermare la sua e-mail. Il messaggio le sarà spedito immediatamente, ma il tempo effettivo di consegna dipende principalmente dalla velocità e dal carico di lavoro del suo server di posta elettronica. Qualora il messaggio non le fosse recapitato entro 5 giorni, la invitiamo a chiamare il nostro call center per avere maggiori informazioni.»

Cinque giorni. Fortuna che non hanno aggiunto “lavorativi”.

gioco della domenica: Bryx

Bryx è una variante del classico Memory, con la differenza che giocando in solitario occorre fare in fretta a eliminare le coppie di pietre identiche, e quindi spesso conviene cliccare in fretta e dimenticarsi molte informazioni. Esistono anche altre regole che permettono di aumentare i punti: per esempio, visto che le pietre sono su strati diversi, se si trova una coppia negli stati inferiori quando ci sono ancora pietre negli strati superiori si ha un bonus. Ma è più semplice che vi leggiate il tutorial :-)
(via Passion for Puzzles)

Bridge at the Enigma Club

[copertina] A volte a fidarsi del nome dell’autore ci si sbaglia. Dopo i due libri di problemi matematici scritti da Peter Winkler (Mathematical Puzzles e Mathematical Mind-Benders), quando vidi che aveva pubblicato un nuovo lavoro l’ho immediatamente comprato. Peccato che Winkler, oltre che matematico, sia anche un bridgista, e che questo libro (Peter Winkler, Bridge at the Enigma Club Master Point Press 2010, pag. 181, $18.95, ISBN 978-1-897106-59-4) sia appunto di bridge, gioco che io non conosco per nulla né a cui sono interessato. Gli amanti del gioco potranno scoprire un nuovo sistema di bidding proposto da Winkler, il Ricochet, che dovrebbe essere più lineare e facile da ricordare di quelli attualmente in uso; inoltre si possono vedere alcuni esempi di trasmissione crittografica di un bit, nel senso che se anche gli avversari sanno il significato del segnale non possono decodificarlo se non troppo avanti nella partita. Ma per chi il bridge non lo segue direi che è tutta nebbia.
 
 
 

mathblogging e scienceblog

Di blog ce ne sono sempre troppi, e non si sa mai cosa seguire, tanto che sono poi nati i famigerati aggregatori che permettono di dare un’occhiata d’insieme senza perdersi troppo tra i vari siti. Oggi ve ne presento due, entrambi specializzati in un campo molto specifico.
Mathblogging, come dice il nome stesso, aggrega blog che parlano di matematica, divisi in varie sezioni (ricerca, didattica, giornalismo…). Più che per il feed aggregato, che non è forse così interessante perché è completo, la parte a mio giudizio interessante è proprio nella lista dei vari feed e soprattutto nel non essere anglocentrico: sono accettati blog in tutte le lingue, e ne ho visto anche uno in greco, tanto per dire. I miei amichetti con blog matematici sono invitati a iscrivere la loro creatura :-)
Researchblogging raccoglie invece blog che fanno ricerca (nel senso accademico del termine, quindi con post peer-reviewed). La particolarità interessante in questo caso è che – grazie agli sforzi di Peppe Liberti – è possibile selezionare come lingua preferita l’italiano (qui l’annuncio ufficiale), e quindi potete trovarvi senza troppa fatica post degli argomenti scientifici più svariati.
Poi è chiaro che se volete solo guardare i blog di cazzeggio tutto questo non vi serve :-)

utonti

L’altro giorno arriva un messaggio in una delle tante mailing list che gestisco. Il tipo chiede se può essere tolto dalla lista, e mi avverte che ha provato a usare l’indirizzo indicato al fondo delle email per la cancellazione, ma che non funziona. Tolgo il tipo dalla lista, correggo l’indirizzo per cancellarsi, e per buona misura – sono abbastanza vecchio da sapere che un messaggio di quel tipo in lista fa partire la valanga – scrivo pubblicamente “ho corretto l’indirizzo in fondo; chi vuole togliersi dalla lista comunque basta che scriva direttamente a me”.
Secondo voi, i cinque tipi che hanno chiesto di togliersi dove hanno scritto? (Solo dopo che ho ribadito che c’è una bella differenza tra il rispondere alla lista e scrivere una mail diretta mi sono arrivate alcune richieste sulla mia casella email)

«L’Italia perdonerà Silvio»

Questo è il titolone a tutta pagina sul numero odierno di Libero, ricavato da un’intervista fatta da Maurizio Belpietro a Vittorio Feltri (niente male, vero?). Il bello è che io sono anche concorde: secondo me gli italiani continueranno a votare per Berlusconi, e se ne strafregheranno anche dei festini arcoriani, tranne quelli che anzi saranno lì a invidiarlo: anche a invidiare che Lui abbia così tanti soldi da poterli elargire così a destra e manca, e di non essere tra i fortunati o le fortunate.
C’è però una cosa che mi chiedo, leggendo dell’offensiva video del nostro PresConsMin. Passi che faccia i suoi interventi glissando sui fatti e strepitando contro i presunti abusi dei giudici cattivi e comunisti che ce l’hanno con lui. Ma quando usa la sua testa d’ariete Signorini per intervistare Ruby e le fa dire che è stata violentata a nove anni dai suoi zii (e questo purtroppo ci può stare, mi sa che zii marocchini e zii italiani pari siano per queste cose) e allora «si è inventata una vita parallela, in cui raccontava di avere 18 anni e di essere egiziana», a me viene solo in mente una cosa: ma c’è davvero qualcuno che ci crede, che questa bimba di nove anni non solo si raddoppia l’età ma cambia anche nazione per pensare di essere una Wonder Woman?
Ripeto: che la gente ci creda o no, non penso proprio che la cosa sposti anche solo un voto, quindi in un certo senso la cosa per me è ininfluente. Ma non voglio ridurmi a credere che qualcuno sia convinto che la vera verità di Ruby sia questa.

Vodafone tantalica

Ieri sera avevo bisogno di chiamare il 190. Provo col mio telefonino TIM, e il numero non viene instradato. Vabbè, mi dico, la cosa è comprensibile. Provo col telefono VOIP di casa (non ho una linea fissa), e non funziona nemmeno quello; la cosa comincia a stupirmi un po’, perché non vedo quale sia il problema. Ma magari è colpa delle tariffe di terminazione che il provider non vuole pagare.
A questo punto tiro fuori un telefonino con una Sim Vodafone che tengo da anni, e provo a fare il numero. Niente da fare: mi arriva un messaggio registrato dicendo che la Sim era bloccata per le chiamate, ma che potevo fare una ricarica e sarebbe stato tutto come prima. A quanto pare invece che 12 mesi più uno adesso la durata della Sim è undici mesi più uno, mortacci loro. Per la cronaca ho chiamato un’amica con telefonino Vodafone e fatto chiamare da lei il 190, e poi ho messo altri 5 euro sulla mia Sim, ma mi rimane un dubbio logico. Perché un’azienda telefonica (poi magari lo fa anche Tim: quello che conta qui è il principio) ti impedisce di chiamare il proprio centro servizi nel periodo di grazia prima della scadenza? Non vuole proprio sentire i suoi clienti?