Ieri sera stavo recuperando HijackThis da CNET (a questa pagina, non cliccateci a meno che non vogliate poi eliminare il download) quando mi sono trovato nella pagina la pubblicità di cui sopra.
Sono io che sto dormendo, oppure “Remove Spyware Protection” significa che elimino i programmi che mi proteggono dallo spyware?
quando troppa cultura fa male
Se scrivi dalla Trinacria, ci sono buone possibilità che tu sia imbevuto di cultura classica. Quindi, se devi scrivere un articolo su una megamulta perché il solerte vigile urbano ha sbagliato a scrivere una data saltando una cifra di quelle dell’anno, guardi cosa era successo dalle tue parti in corrispondenza di quella data e lo scrivi per pepare un po’ il tuo pezzo.
Però forse la cultura umanistica dovrebbe essere temperata da un minimo di cultura scientifica, o quantomeno dal minimo di buon senso di cui il buon Dio dovrebbe averci tutti dotato. Scrivere “208” al posto di “2008” può capitare. Ma il 208 avanti Cristo è il -208 [*], non il 208. Come fa una persona (o un software) a indicare un numero di anno negativo? Capisco che Wikipedia non riporta nulla di accaduto nell’anno 208 d.C. (o 208 eV, se siete politicamente corretti), ma non mi pare una buona ragione per cambiare data…
[*] per i pignoli: per la precisione è il -207, visto che non esiste l’anno zero.
distributore di latte crudo
Non so nel resto d’Italia, ma a Milano sembra che la moda di questi ultimi anni consista nell’aprire “negozi” formati da un gruppetto di distributori automatici dove comprare cose da mangiare e da bere: probabilmente la spersonalizzazione finale della pausa pranzo. Credo che in un raggio di cinquecento metri dal mio ufficio ce ne siano almeno tre.
Ieri però ho notato che il “self food”, o come diavolo si chiama, in via Padova quasi angolo via Predabissi ha pensato di differenziarsi, e ha aggiunto un distributore di latte crudo, il primo che vedo in Milano città. Un euro, un litro di latte (da bollire e consumarsi entro tre giorni): non so quanto costi la bottiglia se uno non se la porta da casa. Mah: mi pare bufffo questo incrocio tra junk food e cibi a km 0, ma viviamo in un mondo di contraddizioni…
_Matematica in relax_ al Festival della Scienza!
Sto man mano spammando in giro… oggi tocca alle notiziole.
Domenica 30 ottobre, alle 18 (lo slot è fino alle 20, ma il tutto durerà un’ora e qualcosa…) sono a Genova, sala Chierici della Biblioteca Berio, a parlare di… Matematica in Relax. Non crediate troppo a quanto scritto nel programma ufficiale, però è vero che racconterò di problemini facili se uno sa prenderli per il verso giusto.
Sapevàtelo. (come bonus, ci sarà anche Anna. I giovini no :-) )
senso di responsabilità
Posso anche accettare che il montaggio della scena con la risata di Sarkozy, Merkel e sala stampa al nominare Berlusconi non sia stato corretto, e in realtà non ci sia stato nulla di simile.
Però la frase di Sarkò che afferma che i due hanno fiducia «nel senso di responsabilità di tutte le istituzioni italiane, politiche, finanziarie ed economiche» mi sembra molto peggiore. La risposta diplomatica standard sarebbe stata di «avere fiducia nel governo italiano», punto. Sarà anche vero che Sarkozy ha il dente avvelenato perché Bini Smaghi sta tenendosi il cadreghino in BCE con le unghie e con i denti, ma il significato della frase da lui pronunciata è “di Berlusconi e del suo governo noi non ci fidiamo”. Barzellette o non barzellette.
C’era una volta il web
Non si direbbe, ma il World Wide Web (la Tela Totale Terrestre, come la denominai a suo tempo…) ha vent’anni. Per festeggiarla qui da noi, il 14 novembre al Teatro Adriano di Roma ci sarà un incontro curato da Riccardo Luna e avente tra gli ospiti anche Tim Berners-Lee, il creatore del web: il tutto con un sito al riguardo, Happy Birthday Web per l’appunto.
Che c’entro io con tutto questo? Poco, se non che sono stato intervistato su cosa facevo quando la Rete non era ancora nata e ci trovavamo io, Al Gore, Vint Cerf e Jon Postel buonanima :-) (occhei, non è stato proprio così, ma facciamo finta che). È la prima volta in cui mi danno del lei in un’intervista scritta, sto diventando grande.
gioco della domenica: Triagonal Slide Out
Triagonal Slide Out è un gioco creato da Markus Götz e scritto in Java (per una volta non è flash, insomma). Scopo del gioco è fare uscire il trapezio rosso dallo schema; i pezzi scivolano nella direzione dei lati paralleli, spostandoli con il mouse. Lo spazio è poco, e bisogna arrangiarsi…
(via Passion for Puzzles)
Dante e la matematica (libro)
Credo che tutti gli italiani sappiano chi sia Dante, non foss’altro che per la curiosita di sapere chi è raffigurato sul verso della moneta italiana da due euro. Non sono così sicuro che, anche limitandosi a chi ha fatto il liceo e quindi dovrebbe aver studiato la Divina Commedia, siano così in tanti a sapere che Dante, umanista ante litteram, sapeva anche di scienze e ne ha parlato all’interno delle sue opere. Il matematico Bruno D’Amore ne aveva già parlato in alcuni suoi articoli e conferenze, ma stavolta (Bruno D’Amore, Dante e la matematica, Giunti 2011, pag. 222, € 14,50, ISBN 978-88-09-75886-5) ha pensato bene di scrivere un libro… romanzando il tutto. Abbiamo così diciassette capitoli che raccontano aneddoti più o meno basati su fatti reali (che Dante andò a studiare dialettica a Bologna, che aveva un figlio di nome Jacopo, e così via), con aggiunte alcune ipotesi piuttosto azzardate anche se non impossibili a priori, soprattutto per quanto riguarda le opere che il nostro potrebbe avere studiato o almeno conosciuto. Le ambientazioni dei racconti sono sempre molto vivaci, e anche le parti più matematiche – non numerologiche, attenzione! – e logiche si amalgamano bene, facendo perdonare alcune leziosità nei commenti e qualche svista, come dire che il centimetro sarebbe stato usato sei secoli e mezzo dopo quando in realtà ne è bastato uno di meno. Il libro si conclude con tre appendici: la prima elenca i matematici e logici presenti direttamente nella Commedia oppure che hanno probabilmente influenzato Dante, l’ultima contiene spigolature (minime) matematiche, mentre la seconda è un breve saggio più accademico sul tema, in cui D’Amore non si perita di menare qualche fendente contro la separazione delle culture umanistica e scientifica e soprattutto contro gli esperti letterati che cascano nelle più semplici questioni matematiche: per esempio “quadrare il cerchio” (Par XXXIII) è assolutamente possibile, basta non pretendere di farlo solo con riga e compasso! In definitiva, lettura assai godibile. (Ah, a pagina 202 si vede come il correttore di bozze non era matematico…)