Tre anni e mezzo fa un blogger (di cui non faccio il nome per evitargli ulteriori guai) scrive un post su una brutta esperienza che ha avuto nel caso di un acquisto online presso il sito sport365.it. Lui per la precisione non ha perso un centesimo, ma ha dovuto fare un chargeback visto che il suo ordine, dato ufficialmente come spedito e quindi pagato, era stato messo in attesa per un mese. Il post – debitamente segnalato a suo tempo a Sport365 – ha avuto nei tre anni e mezzo diciassette commenti, praticamente tutti contro quell’azienda.
La scorsa settimana il blogger in questione ha ricevuto una lettera dall’avvocato di Sport365, il quale chiede di “cancellare le illecite opinioni”, “scuse ufficiali in web” e “quantomeno 50.000,00” come risarcimento per il danno di immagine, “tenuto conto che il Suo sito di commenti è il primo che compare digitando Sport365 sul motore di ricerca google”.
Io non ho mai avuto a che fare con Sport365: per quanto ne posso sapere io il blogger è semplicemente stato sfortunato e i commenti ivi presenti sono tutti di qualche concorrente di quell’azienda che vuole screditarla (Non ridete. Mi è appena capitato di cercare un libro su amazon.co.uk e vedere che uno dei commentatori gli aveva dato il voto minimo. Dopo aver letto il commento, per curiosità sono andato a vedere gli altri commenti di quella persona: ne aveva scritti altri tre, invariabilmente con il voto minimo e lo stesso tipo di lamentele. Mai fidarsi troppo dei commentatori). Però non mi viene affatto voglia di scegliere un’azienda che aspetta tre anni e mezzo per accorgersi che c’è qualcosa che non va e come prima cosa prende un avvocato.
Problema della domenica: Quadrato più cubo
Il numero 1000 appartiene alla classe “quadrato più cubo”, visto che può essere scritto come 282 + 63. Qual è il più grande numero “quadrato più cubo” minore di 1000? e il più piccolo maggiore di 1000? I quadrati e i cubi devono essere di interi positivi, quindi non è ammesso usare lo zero.
(un aiutino lo trovate sulla pagina http://xmau.com/mate/problemi/p015.html; la risposta verrà postata mercoledì, a partire da quel link)
_1089 e altri numeri magici_ (libro)
Sottotitolo di questo libro (David Acheson, 1089 e altri numeri magici [1089 and All That], Zanichelli 2009 [2002], pag. 174, € 10.50, ISBN 978-88-08-06333-5, trad. Luisa Doplicher) è “Un viaggio sorprendente nella matematica”. Il libretto, come tutti quelli della collana “Chiavi di lettura”, è molto agile: i suoi capitoli sono dedicati a vari temi matematici, da quelli usuali come i numeri pi greco, e, i a quelli più esoterici come le equazioni differenziali (il campo di lavoro di Acheson), con alcune chicche tipo il problema di Malfatti – una delle affermazioni più sbagliate in matematica – e il “teorema della corda che sta in piedi da sola”. I temi non sono trattati in profondità, quindi possono essere compresi anche da chi non ha una formazione specifica: occorre però un po’ di attenzione per seguire la parte propriamente matematica, che comunque è presente. In compenso si può apprezzare la presenza dell’autore, che non si limita a esporre i fatti ma si mette sempre in gioco: è una buona cosa, perché fa capire come in effetti la matematica non nasce dal nulla. Buona la traduzione di Luisa Doplicher.
Elio Pagliarani
Io non ho mai letto nulla di Elio Pagliarani, che io sappia. Nulla, con una singola eccezione: la sua poesia sui coniglipolli.
Beh, secondo me uno che è riuscito a scrivere una poesia così, partendo da un problema matematico, dandone una soluzione corretta ma assolutamente non standard e infilandoci per di più una dura polemica contro l’omologazione («laurea in filosofia poi lo cacciarono via / non che violasse le leggi è che dissero basta / la famiglia gli amici gli esempi dei libri di testo»)… beh, era uno davvero tosto. Che poi io sia uno sciamannato e preferisca leggere libri di matematica piuttosto che libri di poesia non toglie nulla alla sua grandezza.
Umorismo britannico
Quello presieduto da Monti è un governo di destra (non per nulla è appoggiato dal PD), che sta facendo tutte le cose che Berlusconi e le sue barzellette non riusciva a fare. Questo è un fatto. Insomma, vige sempre la solita massima: spostiamo l’attenzione e facciamo in modo che la gente guardi il come e non il cosa.
L’unica cosa che mi consola è che perlomeno il sense of humour di mariomonti™ è molto più vicino al mio di quello di Silvio. Prendete questa nota (via Gilioli): oltre agli “eventuali lettori della Padania” segnalerei lo “spirito di reciproca e crescente fiducia che avverto nei rapporti con i cittadini del Nord”. Mi chiedo solo se gli eventuali lettori di cui sopra comprendano queste frasi…
(ah: sono due giorni che il leghista Davide Boni, presidente del consiglio regionale lombardo quindi non proprio l’ultima mezzacalzetta, è inquisito per presunte tangenti. Sono due giorni che la prima pagina della Padania al riguardo tace: non accenna neppure al Vile Complotto MassoPlutoGiudaico che cerca invano di gettare fango su una figura immacolata, che pensa solo al bene della regione in cui vive, lavora, si adopera. Tanto i lettori della Padania sono eventuali)
M4
A quanto scrive su FacciaLibro il sindaco Pisapia, i cantieri per la linea 4 della metropolitana di Milano stanno davvero per partire. Si fermeranno quasi subito: per la mitica data del 2015 se va tutto bene avremo le tre (3) fermate di Linate, quartiere Forlanini, Forlanini FS. Però è un’opera fondamentale per l’Expo: i fantastilioni di visitatori che arrivano in aereo a Linate potranno infatti prendere la metropolitana, scendere al capolinea provvisorio, da lì prendere il passante e arrivare alla stazione di Rho-Fiera dove si terrà l’Expo.
Non so se sapete dove è situato l’aeroporto di Milano: nel caso, prendete Google Maps e digitate “aeroporto Milano Linate”. Se vedete, subito sopra c’è una ferrovia, il tratto Milano-Pioltello della linea per Brescia: sarebbe stato molto più logico dirottare i (pochi) soldi che ci sono per la creazione di un raccordo con Linate, così i fantastilioni di cui sopra non avrebbero dovuto cambiare treno (e come bonus si sarebbe anche potuto avere dei treni per la stazione Centrale.
Ah: tanto RFI i soldini li deve mettere lo stesso, perché “Forlanini FS” non esiste affatto: ci sono i binari che passano, ma non la stazione ferroviaria…
Lucia Mannucci
Potrei riciclare quanto scrissi alla morte del marito Virgilio Savona, con l’unica aggiunta del titolo della versione originale di Nella vecchia fattoria, per la cronaca Old Mac Donald had a farm: avere dei duemezzenni per casa ti fa imparare molte cose. Però la morte di Lucia Mannucci segna la fine definitiva del Quartetto Cetra, ed è insomma un po’ più simbolica.
Tra l’altro Mannucci – che fu l’ultima a entrare nella formazione del quartetto, nel 1947 – essendo l’unica donna dovette in un certo senso fare più fatica: pensate a tutte le parodie musicali, dove le parti femminili erano tutte sue…
La vie française agli ebook
Grazie a Paolo Marino, ho scovato (su Google+, per quelli di voi che credono che lì non ci sia vita) questo articolo di Engadget, che racconta di come il governo francese intenda digitalizzare i libri fuori commercio prodotti nel secolo scorso – avrebbe già stanziato 30 milioni di euro per il primo fondo – ed eventualmente venderli, il tutto sotto l’egida della Bibliothèque nationale.
Stavo scrivendo un pippone contro quello che dal mio punto di vista è comunque un furto nei confronti degli autori dei libri, quando ho pensato di andare a vedere la fonte della notizia, fonte del resto citata esplicitamente in fondo all’articolo. Paidcontent mostra che le cose sono un po’ diverse: la presunta nuova società avrebbe una partecipazione statale al più del 40%, e soprattutto garantirebbe che almeno il 50% delle royalties andrebbero a editori e autori. Per sicurezza ho fatto ancora un livello di indirezione e ho letto l’articolo di LeTemps: per quello che io capisco di francese, mi sembra che la traduzione di Paidcontent sia corretta. In entrambi gli articoli tra l’altro viene spiegato che quasi mille tra autori e altri personaggi hanno firmato una petizione contro la legge, in quanto «remet en cause la propriété intellectuelle de l’ouvrage, qui devient une propriété nationale dont on confie l’usage commercial à l’éditeur». Per essere più precisi, uno di questi firmatari afferma che in quanto autori non sono stati consultati, e che in questo modo non possono esercitare il loro inalienabile diritto d’autore e quindi rifiutarsi di far ripubblicare la propria opera… proprio come ai tempi di Virgilio.
A questo punto ho due considerazioni da fare. La prima è che trono molto strana questa resistenza da parte degli autori. Stiamo parlando di libri già pubblicati in passato, non più pubblicati oggi (e quindi non è un problema di soldi persi, nel senso che non arrivano nemmeno adesso); sì, in linea teorica posso immaginare che una persona possa aver cambiato idea, ma la cosa mi pare sufficientemente garantita dai sei mesi di opt-out previsti dalla legge. La seconda considerazione è che è facile trovare un articolo che affermi cose semplicemente false, come è capitato a me: ma il fatto stesso di avere a disposizione i puntatori alle fonti permette di verificare se la notizia è stata riportata correttamente oppure no. Ma questo succede quando i puntatori ci sono… cosa che nell’italica stampa non capita ancora :-(
[mi fanno notare che “la vie” in francese è “la vita”, non “la via”. Vabbè, tanto mi sembra poetico parlare della (nuova) “vita francese” per i libri…