Chi come me ha una certa età sicuramente conosce i cartoni animati di Hanna e Barbera “The Wacky Races”, e probabilmente avrà capito perché io mi sia procurato questo libretto (AA.VV., The Wacky Races Handbook, Warner Bros 2010, pag. 85, Lst 9.99, ISBN 978-1-4052-5202-7). Purtroppo però il risultato non è stato alla pari delle aspettative.
Innanzitutto il formato troppo piccolo non permette di vedere bene i particolari delle figure – e adesso non venitemi a dire che quei cartoni animati di particolari non ne avevano, perché allora non avete capito nulla. Inoltre direi che mancano molte scene che pure avrebbero dovuto esserci, tipo il mostrare le trasformazioni più strane delle varie macchine, o perlomeno un po’ di cartine delle tappe percorse. Come bonus, due paginette sugli spinoff… e non ditemi che non avete nemmeno mai visto Stop the pigeon! perché allora avete davvero avuto un’infanzia triste.
In definitiva, un libro di cui (purtroppo) si può anche fare a meno. Però una chicca ve la lascio: ho scoperto che il nome completo di Dick Dastardly è Richard Milhous Dastardly. Non credo che nel 1967, quando la serie venne trasmessa per la prima volta, gli autori avessero esplicitato quel nome, visto che sarebbe stato chiarissimo almeno per tutti gli americani a chi si riferiva. Però nel 2010, quando il libro è stato pubblicato, probabilmente il riferimento è rimasto per pochi eletti…
Area Codacons
A Milano uno degli sport locali, oltre che trovare un nome alle primarie per le elezioni regionali perché non siano primarie, consiste nel fare ricorsi al Tar contro Area C, la direttiva che obbliga chiunque voglia entrare in centro a Milano con la propria auto a pagare 5 euro al giorno. Generalmente i più arrabbiati sono i negozianti e soprattutto i gestori dei parcheggi in centro città: ma a quanto pare l’ultimo ricorso è stato promosso da una insospettabile (beh…) associazione: il Codacons.
Forse sto invecchiando, ma non sono riuscito a trovare nel sito del Codacons il testo del ricorso, ma solo la ripresa di un comunicato stampa. Qual è la logica rienziana? Semplice: visto che Area C taglia così bene l’inquinamento, è ingiusto che i milanesi che non vivono in centro non possono goderne; ergo il provvedimento deve essere esteso a tutta la città. Cito verbatim: «I benefici emersi dai dati scientifici circa la diminuzione dei fenomeni inquinanti prodotti dalle auto circolanti all’interno dell’area C, legittimano i residenti al di fuori di tale area, a beneficiare dello stesso provvedimento comunale.»
Purtroppo, come dicevo, non ho il testo completo del ricorso, e quindi la cattiveria che sto scrivendo potrebbe essere errata. Se si spostassero semplicemente le telecamere ai confini comunali, sicuramente ci sarebbe un effetto non trascurabile sui flussi da fuori città (quindi sui comuni limitrofi e sulle metropolitane, giusto per dirne qualcosa). Ma paradossalmente chi abita in centro a Milano sarebbe avvantaggiato, perché potrebbe scorrazzare per tutta la città; esattamente come chi come me vive fuori dal centro potrebbe entrare in centro senza problemi. La cattiveria è: il Codacons si è accorto di questo effetto collaterale? È proprio quello che voleva? O magari la speranza è quella che un ricorso di questo tipo, se accolto, scardini tutta la logica di Area C? Peccato che mi sa che non avrò risposta a questi cocenti dubbi…
Carnevale della Matematica #55: GOTO Maddmaths!
È autunno, le giornate sono brevi, non è proprio il momento di fare gite e tanto meno andare a sciare… Cosa c’è di meglio che mettersi comodi – e vi assicuro che serve! – e leggersi i tantissimi contributi per il Carnevale della Matematica, ospitato stavolta da Maddmaths!?
complottisti M5S
Ieri Vittorio Bertola ha postato sulla sua bacheca Facebook una segnalazione: il Consiglio di Stato ha sentenziato che un consigliere comunale non può «autenticare firme relative ad elezioni di enti di cui il suo Comune non faccia parte». Vedendo cosa è capitato in questi ultimi anni con pacchi di firme false allegramente consegnate, e ricordando che un consigliere comunale non è un pubblico dipendente, per quanto mi riguarda la cosa è sacrosanta. Come lo sia per vb non lo so (il comunicato è asettico). Più interessante, come sempre, vedere cosa scrivono i commentatori.
Io capisco chi, come Gilda, si lamenta perché chi è già eletto si fa le leggine per evitare di raccogliere firme, sancendo così una disuguaglianza. Capisco già meno chi, come Giuseppe, si lamenta perché rischiava di trovarsi un consigliere SeL che certifica le firme a un banchetto M5S che raccoglie firme contro una porcata SeL (o magari non capisco proprio quello che ha scritto, intendiamoci). Ma quello che mi preoccupa davvero sono altri commenti. Giovanni commenta «dittatura»; Laura, «un’altra leggina anti-grillo, diventeremo sempre più forti!!!!!!»; Luca, «fase: ” poi ci combattono”…. in tutte le maniere possibili…to be continued !»; Marco, «stato di polizia?». Lo so, guardarsi l’ombelico è una delle attività preferite: faccio il blogger, volete che non lo sappia? Però un minimo di raziocinio dovrebbe fare capire che in questo momento M5S non ha certo problemi a raccogliere firme, e che quindi questa norma paradossalmente è in questo momento a loro favore, complicando la presentazione di liste civetta?
(Oops, ho parlato di raziocinio… parola vietata in Italia, e non solo tra i grillini)
Newsle: come NON fare pubblicità virale
Mi è appena arrivata una mail dal titolo “maurizio – A friend just invited you to Newsle” e dal testo
Hi maurizio,
A friend just invited you to Newsle.
Newsle is a free service that tracks people in the news. With Newsle, youll never miss an article about a friend or colleague.
Il messaggio termina con il testo «This message was intended for maurizio codogno. Youre receiving this because one of your Facebook or LinkedIn friends invited you to join Newsle». Ora, io sto invecchiando, lo so bene: però quando mi arriva una roba così, senza nemmeno sapere *chi* abbia deciso di farmi provare questo bellissimo e interessantissimo servizio, l’unica cosa che ho fatto è stata cliccare sul link “Opt out of all Newsle emails”. Siamo nel 2012: se pensi che queste mail anonime incuriosiscano, forse hai dei problemi. (Se pensi che così puoi verificare se gli indirizzi esistono davvero per poi spammare, allora forse hai qualche chance in più, diciamocelo…)
la segreta tela di Penelope
L’altra settimana improvvisamente l’incrocio tra viale Zara e via Ala / via Slataper è stato chiuso, con tanto di cartelli gialli “viabilità modificata”. La cosa non è per nulla passata inosservata: sia l’incrocio di piazzale Istria che soprattutto quello tra viale Zara e via Laurana / via Bisi Albini si sono intasati al punto tale che facevo fatica a passare con la bicicletta, oltre a dover fare un giro molto più pericoloso: il buffo è che il semaforo continuava a funzionare, non so se per i pedoni o cosa.
Sabato, se ho visto bene – in questi giorni faccio un percorso diverso – i cartelli sono stati tolti e l’incrocio riaperto. Tutto bene quel che finisce bene? per nulla. La scorsa settimana avevo scritto al Comune di Milano segnalando il problema, e mentre c’ero anche suggerendo di valutare una modifica del semaforo in piazzale Istria lato Fulvio Testi (sapete, siamo una nazione di santi, poeti e navigatori satellitari…). Peccato che quella lettera non abbia mai avuto risposta: nella migliore delle ipotesi la barocca architettura del sito del Comune non l’ha memorizzata, cosa che non posso sapere perché non esiste un feedback di avvenuta ricezione. Devo dire che ai tempi della Moratti le mail al Comune avevano risposta molto più rapida :-(
Festival della Scienza – debriefing
Per chi si ricorda ancora che il primo novembre ho parlato al Festival della Scienza, ecco qua un breve e parziale (nel senso di “di parte”) resoconto.
Arrivati all’auditorium di Palazzo Rosso abbiamo scoperto che pioveva dentro (!) e quindi l’agibilità della sala era a rischio: alla fine abbiamo trovato una soluzione all’italiana, ammassando tutta la gente in un quadrante posteriore della sala – non è che ci fosse così tanta gente, un’ottantina di persone al massimo, spostando noi relatori a metà sala e iniziando la chiacchierata. Niente slide perché la Capa aveva detto che altrimenti il pubblico si sarebbe addormentato, quindi nessun problema da quel punto di vista; due ore piene di parole, con il pubblico (curiosamente diviso in due tra giovanissimi e persone di una certa età, la via di mezzo praticamente mancava) che ha interagito parecchio.
Non sono in grado di dire se la formula è piaciuta, magari qualcuno dei miei amichetti che è venuto a sentirci può commentare; sicuramente si è parlato abbastanza poco del tema ufficiale della conferenza e molto di Wikipedia in generale, come del resto mi aspettavo. La cosa positiva è che le domande sono state a livello più alto di quelle che vengono solitamente fatte, il che naturalmente è più piacevole per chi deve rispondere… altrimenti ci sentiamo dei biechi risponditori automatici!
Ultima (anzi penultima) osservazione: a me personalmente quella di quest’anno è sembrata un’edizione del Festival in tono minore rispetto a quella dell’anno scorso. Non so se sia colpa della crisi che taglia tutto, compresi i fondi per invitare i relatori importanti (no, non abbiamo preso un centesimo, abbiamo solo avuto il buono per il pranzo) oppure qualcos’altro.
Ultima (davvero) osservazione: Anna e io abbiamo parcheggiato all’iperCoop all’uscita di Genova ovest e poi abbiamo preso la metropolitana per arrivare in piazza De Ferrari. Al ritorno abbiamo ripreso la metropolitana: peccato che ci fossero unicamente due macchinette automatiche per fare i biglietti, ed entrambe non funzionavano…
Se scompaio, sappiate il perché
Mi è stato comunicato da una fonte il cui nome non posso rivelare che uno, che «è rabbino a Londra, sostiene di avere ricevuto una misteriosa busta e di avere segnalato una “lista di nemici” a una misteriosa agenzia di difesa ebraica». In questa lista sarei compreso anche io (per via del nasone, se ho ben capito, e perché conoscerei dei negazionisti). Nel caso, andate a cercare i messaggi personali che ho ricevuto su FriendFeed!