Zuzzurro

Andrea Brambilla è sempre stato per tutti Zuzzurro, il commissario in trench. Non importa che abbia fatto non so quanto teatro con Nino Formicola (“Gaspare”), oltre a tutte le altre cose. Ma in fin dei conti quello non era nemmeno chissà che tragedia, diciamo che era un marchio di fabbrica. La cosa bella del duo è che erano tra i pochi a fare comicità basata sul nonsense: nonsense verbale, dal tormentone “ce l’ho qui la brioche!” alle improbabili associazioni mentali sparate a tutta velocità per giungere alla risposta da lui voluta. Ma anche nonsense “fisico”, coi suoi passaggi davanti alla telecamera e la sua aria persa in chissà cosa. Rispetto a tanti altri “comici” mi è sempre sembrato una persona piacevole di suo, il che non è facile (pensiamo a uno indubbiamente bravo come Teocoli, ma che ha un caratteraccio…)
Non so quanti sapessero che era anche un autore, né quanti abbiano mai sentito parlare della trasmissione televisiva Dido Menica, trasmessa in tardissima serata su RaiUno e credo l’unico caso nel palinsesto della rete ammiraglia Rai dove tra il pubblico si vedevano donne tette al vento (si fa per dire, avevano al massimo la prima). No, il regista non indugiava :-)
Che la terra ti sia lieve.

Allagamenti

Stamattina il portone di ingresso nella nostra sede è sbarrato.
Non ci hanno (ancora) licenziato: semplicemente l’ingresso – che è un metro e mezzo sotto il livello stradale – si è allagato. Siamo entrati dal portoncino generalmente chiuso, con la guardia che ci controllava i badge :-)

Test: emisfero destro o sinistro?

[emisfero sinistro: 44% - emisfero destro: 56%] Il test che impazza quest’oggi arriva nientemeno che da un’agenzia pubblicitaria tedesca, la Sommer&Sommer. Scopo? Valutare se l’emisfero cerebrale predominante è quello sinistro (razionalità) oppure quello destro (creatività).
In realtà alcune delle domande che vengono fatte mirano più che altro a scoprire se sei mancino dentro oppure no, e mi sa che io, in qualità di ambisinistro, abbia confuso le acque; inoltre la prima parte del test – quella con la silhouette della ballerina che piroetta – potrebbe dare dei problemi a qualcuno. Io per esempio posso farle cambiare direzione, ma solo concentrandomi: non so se per voi valga lo stesso.
Ad ogni modo, il mio risultato finale sembra un po’ strano, con una leggera predominanza dell’emisfero destro. Visto che la matematica non è poi così razionale come sembra?
(ps: non accetto commenti del tipo “no, sei tu che fai sballare tutto”. Questo lo sapevo anche senza fare il test)

pericolosi concorrenti

Quando avevo velocemente visto questo post di Mantellini, ero convinto che stesse scherzando. Poi invece il prof. Liberti mi ha fatto notare che c’era – orrore! – un link al sito di Franco Abruzzo. Insomma, il Cdr del Corriere della Sera (il primo quotidiano italiano, almeno a mia conoscenza) si è lamentato con la direzione del quotidiano perché c’era un «link al sito <linkiesta> visibile ieri sulla homepage del Corriere.it». Il Cdr scrive:

Ci sembra una iniziativa incomprensibile, specie in un momento in cui stiamo discutendo, con tutte le difficoltà che conosci, su come rendere più redditizio il nostro di sito. Ti chiediamo, dunque, di interrompere quest’operazione che ha disorientato la redazione e che per altro è stata assunta senza neanche informare il Cdr, come invece è previsto dal Contratto.

Devo dire che sarei davvero curioso di sapere cosa prevede quel Contratto, e che quello “stupore” mi ha fatto sorridere – ma questo è immagino colpa del mio essere di un’altra generazione, quel sottile strato tra i nativi analogici e i nativi digitali che si erano creati un ecosistema.
Ma la parte più interessante, almeno per me, è la conseguenza logica del loro comunicato: evidentemente sono convinti che Linkiesta.it si posiziona nella stessa categoria del sito web del Corriere, e quindi un link “alla concorrenza” farà perdere accessi e soldi. Direi che insomma è della loro percezione del sito che forse dovrebbero «continuare a discutere»
Aggiornamento: (praticamente immediato, la fregatura di cliccare troppo presto su “pubblica”) a quanto pare, la vera questione è che il Corriere avrebbe fatto un accordo con Linkiesta per lasciare un box di quest’ultimo in mezzo a tutte le altre notizie del quotidiano. Comprenderei allora la logica del comunicato, ma mi chiedo chi diavolo abbia scritto il comunicato stesso, parlando a nuora perché suocera capisca…

Quizzino della domenica: Pochi cubi

Dimostrate che non è possibile trovare un numero intero positivo x tale che sia x+3 che x2+3 siano cubi perfetti. Per esempio, 5+3=8, che è il cubo di 2; ma 52+3 = 28, che è solo “quasi” un cubo (lo sarebbe 27).
[il problema in un pub]
(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p134.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Immagine di Janet McKnight, CC-BY-2.0.

_Comics & Science_ (libro)

[copertina] Non c’è più religione. Il Consiglio Nazionale delle Ricerche si mette a produrre un albo a fumetti (Roberto Natalini e Andrea Plazzi (ed.), Comics & Science : Scienza e intrattenimento, CNR Edizioni 2013, pag. 36, € 4, ISBN 978-88-88485-00-3).
Gli è che “Comics & Science” è un progetto che è nato già da un anno, e che prova appunto a parlare di scienza – nella fattispecie soprattutto di matematica – in maniera diversa dal solito. È stata così contattata una società esterna, Symmaceo Communications, e si è cooptato – non so quanto a forza – Leo Ortolani di fama ratmanesca, che ha preparato una storia a fumetti rappresentante una puntata tipica di Misterius, “Il programma che va dove abita la verità, suona il campanello e poi scappa”. Potrete così leggere la biografia di Jean-Pierre Bagolot, un matematico francese piuttosto peculiare che tra le sue molte scoperte ha creato un nuovo numero intero, il “frazzo”.
Nell’albo potrete anche leggere un’intervista a Leo Ortolani, oltre ad alcune considerazioni (“Sulla Matemediatica”) della “Lady Gaga della matematica”, il matematico francese Cédric Villani. Consiglio vivamente di leggerla: è molto più seria di quanto ci si possa immaginare guardando come si veste :-) e soprattutto non parla direttamente di matematica, quindi non ci sono troppi problemi a comprenderla.
E ricordatevi: “La scienza è anche un universo affascinante! – se vi piacciono gli uomini magrolini e con gli occhiali”.

bugie, sì. Però…

Ieri Alessandro Gilioli si è lamentato, sul suo blog, dell'”ultima bugia di Finocchiaro”, a proposito della legge elettorale.
Lungi da me difendere l’onorevole Finocchiaro. Del resto, sono perfettamente d’accordo con Gilioli quando afferma del sistema elettorale spagnolo «Ripeto: non produce un effetto diverso dal Porcellum, perché resterebbero – con i rapporti di forza attuali, così come con quelli usciti dalle ultime elezioni – tre forze più o meno equivalenti in termini di seggi, due delle quali si devono poi alleare tra loro per fare una maggioranza.» Quelli sono fatti: anche con il Mattarellum avremmo avuto un risultato simile, al limite più frastagliato anche alla Camera.
Quello che non sono proprio riuscito a capire è il passaggio logico che lo porta a concludere che «l’unico sistema democratico per avere una maggioranza politica non fondata su un’alleanza tra due delle tre forze è quello francese: o uno simile, comunque con il doppio turno»: soprattutto se seguito da «A meno che naturalmente non si cloni anche al Senato il super premio di maggioranza che il Porcellum prevede alla Camera, ma sarebbe una soluzione poco democratica, che di fatto porta al potere una minoranza». Anche il doppio turno – che pure è il sistema che preferisco – porta al potere una minoranza. Ricordate le elezioni repubblicane francesi con il ballottaggio Chirac-Le Pen? Quant’era la percentuale di persone che voleva davvero Chirac? Poi in una situazione come quella di quest’anno probabilmente beppegrillo(tm) non avrebbe fatto votare nessuno dei due candidati al ballottaggio, mentre i simpatizzanti degli altri due poli avrebbero votato un pentastellato se il loro candidato non fosse passato, e quindi il risultato finale sarebbe stato comunque frammentato (beh, col doppio turno alla francese avremmo probabilmente avuto molti collegi con tre candidati al ballottaggio, a dire il vero, e non so che sarebbe successo). Insomma, Gilioli pecca del voler dare forma al parlamento per mezzo della legge elettorale.
(p.s.: perché poi non si è detta una parola contro il Vero guaio del Porcellum, cioè l’impossibilità di scegliere il proprio candidato nella lista? Certo, il doppio turno alla francese è fatto di collegi uninominali e quindi il candidato lo scegli assieme alla lista; ma non è un obbligo del doppio turno, soprattutto all’italiana…)