redazionali a pagamento

Mail arrivatami stamattina (dal form, quindi da parte di qualcuno che comunque il blog deve averlo aperto):
Gentile Amministratore,
Sono XY, Online Marketing Consultant per la ZZZ. La contatto riguardo al vostro sito . Rappresentiamo diversi clienti interessati a campagne pubblicitarie e ads on in reputabili siti online.
Siamo interessati a contratti a lungo termine e crediamo sia un’ottima possibilità per entrambi.
La prego di farmi sapere se siete interessati per mandarle al più presto ulteriori informazioni.
La ringrazio anticipatamente per l’attenzione attendendo una sua gentile risposta.

Risposta mia:
No, non sono interessato. D’altra parte, ammesso e non concesso che il mio sito sia reputabile e soprattutto che la parola “reputabile” faccia parte della lingua italiana, la mia reputazione deriva dalla mancanza di pubblicità di qualsivoglia tipo.
A parte lo scempio del vocabolario italiano, il messaggio tecnicamente era un opt-in (diceva che se non rispondevo non sarei stato ulteriormente contattato) e non si può ancora definire spam. Ma mi rimane un’impressione di residuato. Siamo alla fine del 2013. Sono almeno sei-sette anni che ci sono i network di blog e ci sono i blog specializzati, e quelle briciole di pubblicità mirata che arrivano finiscono lì. È già nata, cresciuta e morta l’onda delle recensioni a pagamento. Insomma, se vai alla caccia del blog generalista sei messo davvero male… o no?

Quizzino della domenica: Niente scale reali

Avete un mazzo di 52 carte. Qual è il numero minimo di carte da togliere perché sia impossibile formare una scala reale? Una scala reale è una successione di cinque carte dello stesso seme e dai valori consecutivi, per esempio 7-8-9-10-J di picche. L’asso può assumere valore massimo (in 10-J-Q-K-A) oppure minimo (A-2-3-4-5).
(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p140.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema tratto da Futility Closet.)

_Cosmolinea B-1_ (libro)

[copertina] Ho approfittato della riedizione in formato elettronico dei due volumi Urania con la raccolta dei racconti di Fredric Brown e me li sono comprati. Questo primo volume (Fredric Brown, Cosmolinea B-1, Urania Mondadori 2013, pag. 411 circa, € 2,99, ISBN 978-88-339-2126-6) raccoglie i racconti scritti tra il 1941 e il 1950, alcuni ritradotti e altri presi di peso dall’edizione originale (ecco perché non farò un paragrafo specifico sui traduttori).
Dal punto di vista della fantascienza vera e propria, occorre dirlo: Brown è molto invecchiato. I racconti pulp, americani al cientopecciento anche quando si svolgono in un pianeta di una stella in chissà quale parte della galassia, non sono più quello che siamo abituati a leggere: non per nulla non mi sono messo a passare da cima a fondo il libro ma me lo sono centellinato, un racconto ogni tanto. Ma quello che mi fa ancora oggi amare Brown alla follia (quando scrivo io racconti di fantascienza seguo il suo stile…) è il suo divertirsi con le parole, cosa che naturalmente rende intraducibili molti racconti – cos’è l'”angelico verme” se non un angleworm che è diventato un angelworm? Come fai ad accorgerti che “I quit” si pronuncia come “Ike Witt”? – e il gusto per le trovate ad effetto. Avete ragione se mi dite “e allora perché non ti sei preso i libri direttamente in inglese”: la mia risposta è che questi sono un ricordo d’infanzia, e da ragazzo li ho letti in italiano. Perdonatemi :-)

come dimostrare di non essere pari agli altri

Mi è capitato di leggere l’intervista a Elena Cattaneo dopo gli insulti di Jake Gasparri ed Elwood Bondi ai senatori a vita che non si presentano mai. Lascio agli altri i confronti con altri assenteisti cronici e le dotte elucubrazioni sulla teoria dell’insultare l’avversario, e mi limito a leggere l’intervista: non tanto l’occhiello quanto il testo vero e proprio. L’onorevole Cattaneo afferma: «Ho partecipato a tutta la discussione. L’ho trovata molto interessante dal punto di vista politico, ma alla fine ho deciso di non votare. Credo che la scienza non c’entri con questo tipo di scelta. E considerata la natura della mia nomina ho ritenuto che il mio voto non dovesse essere espresso. Finora ho votato due volte: per la fiducia al governo Letta un mese fa e ieri notte (martedì, ndr) per l’approvazione della legge di stabilità. In quei due casi ho pensato che fosse importante partecipare perché era in gioco il futuro del governo e del paese.»
Ora, io non avrei avuto problemi se l’onorevole Cattaneo avesse affermato qualcosa come “per dare un voto informato sulla decadenza di Silvio Berlusconi avrei dovuto studiare tutta la documentazione al riguardo: sono cose che posso e voglio fare per argomenti che riguardano tutti i cittadini, ma non per un caso singolo”. Sarebbe stata una scelta onesta e fors’anche coraggiosa. Peccato non sia stato così; e peccato che se uno la mette giù così nemmeno la fiducia al governo e l’approvazione della legge si stabilità “c’entrino con la scienza” (a parte l’implicita illogicità di avere un senatore che intenda occuparsi solo di un singolo tema: per quelle cose basta e avanza usare i tecnici).
Con il suo comportamento, l’onorevole Cattaneo dà ragione a chi vuole eliminare l’istituto dei senatori a vita (si, lo so, in primis è la Lega che li vuole abolire: so what?). Se tu accetti di fare il senatore, ancorché a vita, accetti di operare come senatore, senza nasconderti dietro chissà quali scuse. Altrimenti lascia perdere. Oppure ci inventiamo il senatore onorario: niente stipendio, niente diritto di voto, ma solo lo status di senatore. La cosa è meno stupida di quanto possa sembrare, considerando che in fin dei conti i senatori a vita hanno dato lustro alla patria…

Decadenza

Sarà, ma questo voto odierno sulla decadenza di Silvio B. da senatore della Repubblica Italiana avremmo potuto risparmiarcelo. Avrei capito un voto sull’incostituzionalità della legge Severino, o almeno sulla sua non applicabilità a eventi retroattivi: non che a me appaia incostituzionale, ma non sono io quello che deve giudicare al riguardo.
Visto che *quel* voto non c’è stato, adesso non c’era nulla da votare: la legge è quella, l’aveva votata anche il Pdl (non per nulla fa schifo :-) ) e la decadenza sarebbe dovuta essere automatica. Invece no: ci siamo dovuti sorbire ancora una volta il teatrino.
Beh, io oggi ero a fare il check-up e poi me ne sono andato a fare la spesa, quindi il teatrino me lo sono schivato. Adesso però mi tocca leggere tutte le manifestazioni di giubilo (e i simmetrici pianti) e non mi passa davvero più… abbiate pietà!

ah, questi anonymous…

Nello scorso weekend Friendfeed è stato fondamentalmente giù. In realtà alcuni fortunati che usavano strane interfacce continuavano a usarlo, e io per esempio ricevevo su Google Talk i messaggi diretti a me (ma non potevo rispondere, perché quel sistema non funziona più da anni). Quando poi il tutto è ripartito, gli amichetti hanno scovato questo post, che mostrava come uno dei tanti sedicenti Anonymous si fosse vantato su Twitter di aver buttato giù “one of the biggest social networks” (hahaha!) contro la censura che esso opera. Nel post l’autore sembrava essere convinto che il sedicente Anonymous non avesse capito che la “censura” fosse semplicemente la sua incapacità di capire che la ricerca all’interno di Friendfeed non funziona da una vita; leggendo però questo thread si direbbe che p01yN0Nym0u5 abbia effettivamente visto cancellato il suo account precedente per spam. Cosa si può dedurre da tutto questo?
– esiste ancora qualcuno che ogni tanto dà un’occhiata alle segnalazioni di spam su Friendfeed, il che significa che a Facebook sanno che Friendfeed esiste.
– sapere che esiste ancora non significa che Friendfeed sia seguito specificatamente da qualcuno: per farlo ripartire si è dovuto trovare un amico-di-amico che sapesse quale bottone schiacciare.
– fare un attacco DDoS è alla portata di qualunque imbecille (e uno convinto che Friendfeed sia un grande social network *è* imbecille, oppure si è fumato roba non troppo buona)
Non so quale sia l’opzione più deprimente.

al passo!

Leggo sul sito della BBC che la RAF è stata condannata perché faceva fare passi troppo grandi alle reclute di sesso femminile durante le marce di esercitazione; alcune reclute hanno avuto danni alla colonna vertebrale e pelvici e hanno iniziato una battaglia legale contro il ministero della Difesa, battaglia che hanno vinto.
A me il tutto pare una emerita cazzata: non per la condanna in sé, quanto per l’ovvia discriminazione. È chiaro che se i cadetti uomini sono tutti dal metro e 80 abbondante in su una donna alta un metro e 65 non può fisicamente sopportare lo stesso allenamento. Ma allora perché dovrebbe farlo un uomo alto un metro e 65? E se mi dite che l’esercito non accetta uomini troppo bassi, mi dite perché dovrebbe accettare donne della stessa altezza? Solo perché sono donne?