Quizzino della domenica: incroci

Quattro rette distinte si possono incrociare al più in sei punti. È facile riuscire a farle incrociare in 0, 1, 3, 4, 5 e 6 punti; se non ci riuscite, guardate la figura qui sotto. Riuscite a dimostrare che è impossibile che si incrocino in due punti?

q210a

(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p210.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema tratto da Math StackExchange).

_Storia dei simboli matematici_ (libro)

9788842820925Secondo me il titolo scelto nella traduzione italiana di questo libro (Joseph Mazur, Storia dei simboli matematici : Il potere dei numeri da Babilonia e Leibniz [Enlightening Symbols], Il Saggiatore 2015 [2014], pag. 387, € 26, ISBN 9788842820925, trad. Paolo Bartesaghi) è fuorviante. Sì, qualcosa sulla storia dei simboli matematici si trova, anche se ad esempio Più per meno diviso di Peppe Liberti ne ha di più. Ma quello di cui Mazur vuole parlare è in realtà della filosofia dei simboli matematici, o per meglio dire di come l’uso di simboli scelti in modo opportuno possa illuminare (“enlighten”, come da titolo originale) la comprensione dei concetti matematici. Delle tre parti in cui il libro è composto, la più riuscita è la seconda, sull’era moderna: la prima, con la nascita delle cifre e dei sistemi posizionali, mi è parsa confusa mentre la terza sulla fisiologia del cervello relativa alla comprensione dei simboli, è forse un po’ fuori posto. Più preoccupanti sono le numerose ripetizioni nel testo, e in qualche caso – come nel caso dell’umbro Livero de l’abbecho – anche contraddizioni. L’impressione che ho avuto è che Mazur abbia scritto il testo a spizzichi e bocconi nel corso di vari anni e non abbia poi provveduto a rileggerlo e asciugarlo, cosa che avrebbe favorito la lettura. La traduzione di Paolo Bartesaghi è scorrevole, anche se mi ha lasciato perplesso vedere all’inizio che il Webster da un dizionario è diventato una persona; ci sono infine parecchi refusi, alcuni dei quali forse già nell’originale, a giudicare dai ringraziamenti di Mazur al suo traduttore in ceco.

Un altro cloud ci lascia

Mi è arrivata una mail che segnalava la prossima terminazione del servizio Sony Memories, che permetteva il backup delle foto fatte con il telefonino sul cloud. La cosa non mi dà troppo fastidio, non sono neppure certo lo stessi usando; ma è un altro segnale che dopo il boom del passato i fornitori di servizi cloud si sono evidentemente accorti che i costi sono troppo alti.
Probabilmente Google potrà ancora farcela, ma a questo punto dobbiamo davvero pensare a come loro riusciranno a sfruttare i dati che gli abbiamo dato. (ah, avete notato che Facebook sta cominciando a indicare cosa c’è nelle foto?)

_Arte e matematica_ (libro)

9788822041760Bruno D’Amore è sempre stato molto interessato all’arte, oltre naturalmente che alla matematica, e non è quindi così strano che abbia pensato a quest’opera (Bruno D’Amore, Arte e matematica : Metafore, analogie, rappresentazioni, identità tra due mondi possibili, Dedalo 2015, pag. 520, € 32, ISBN 9788822041760), che ha come scopo quello di mostrare le connessioni tra i due mondi.
Le maggiori pecche che ho trovato sono una certa qual ripetività, con nozioni riprese pari pari a distanza di poche pagine, e un formato troppo piccolo per avere un’idea chiara delle opere, anche quando molto opportunamente i particolari di maggior interesse erano evidenziati e ingranditi. Capisco però che un formato di dimensioni maggiori sarebbe stato troppo costoso e quindi si è dovuto ripiegare su questo.
Il mio sospetto è che il libro è più utile per il matematico che per l’artista. Ma magari mi sbaglio…

Amazon e Posteitaliane

Sabato sera, il 13 agosto, ho ordinato da Amazon un cordless per mia mamma: 26 euro comprese spese di spedizione. Il telefono è stato inviato con Posteitaliane, il che ha senso considerando che mia mamma vive in culo ai lupi nelle montagne piemontesi. Stamattina, mercoledì 17, il pacco le è stato consegnato, nonostante il solito giro Piacenza – Bologna – Torino e soprattutto il ferragosto di mezzo.

Dite quel che volete, ma le cose funzionano anche in Italia.

Customer Experience Advocate

La scorsa settimana mi sono arrivate alcune richieste spammose di contatto su LinkedIn. (sì, non erano phishing, ho controllato). Sai che roba, mi direte, capita sempre. Quello che capita meno spesso è che le richieste non erano inviate al mio indirizzo, ma all’alias dell’ufficio stampa di Wikimedia Italia. Vabbè, segnalo che quell’indirizzo non vuole ricevere email: peccato continuassero ad arrivare. A questo punto ho scritto direttamente al servizio reclami, e mi ha risposto tale Vijayalakshmi, che ha come posizione quella indicata qui nel titolo, che ha fatto il solito pippone (mostrando di non aver letto la mia mail che spiegava appunto che l’indirizzo da cui scrivevo non corrisponde a una vera persona) e ha terminato dicendo che se proprio proprio proprio voglio mi può mettere nella blacklist totale globale. Vediamo se la cosa funzionerà.
Quello che però mi chiedo è perché a LinkedIn le procedure automatiche non funzionino. Pensano forse di migliorare il loro appeal nei confronti dei clienti?

Librerie

Mentre ero ai giardinetti con Anna e i bambini, mi sono preso una decina di minuti e sono andato a vedere una libreria nemmeno troppo piccola, su due piani, con una buona scelta di libri per bambini e ragazzi e scaffali di saggi di sociologia e storia contemporanea. In fondo, in un angolino, ho trovato uno scaffale su cui campeggiava la scritta “saggi di scienza”. Lo scaffale era completamente vuoto.

_Che cos’è la logica matematica?_ (libro)

9788833900117Non è semplicissimo catalogare questo libro (John N. Crossley et al, Che cos’è la logica matematica? [What Is Mathematical Logic?], Boringhieri 1973 [1972], pag. 126, trad. Teresa Pallucchini). La parte centrale del tersto è molto tecnica, ahimè con qualche refuso che non so se sia poi stato corretto nelle edizioni successive alla prima che è entrata in mio possesso: ma il capitolo introduttivo fa una storia della logica con un linguaggio colloquiale e allo stesso tempo chiaro – un bravo alla traduttrice Teresa Pallucchini – e il capitolo finale dà un’ottima ideadi come si sia arrivati agli assiomi ZF per la teoria degli insiemi e cerca persino di gettare qualche luce sulle tecniche di forcing che dieci anni prima avevano permesso a Cohen di dimostrare l’indipendenza di assioma della scelta e ipotesi del continuo. Direi che per chi non è un patito della logica matematica queste due parti sono sufficienti per apprezzare il testo.