Piero Torasso

Il giorno di Natale è morto Piero Torasso. Il nome non vi dirà molto, a meno che non siate informatici torinesi: Torasso è stato uno dei primi laureati in informatica a Torino, dove poi ha presto avuto una cattedra che ha mantenuto fino alla fine. (Nota: la prima facoltà di informatica in Italia è stata a Pisa nel 1969: sono poi seguite Udine, Salerno e appunto Torino nel 1971)
Il campo di studi di Torasso è stato l’intelligenza artificiale, materia sulla quale teneva l’omonimo corso universitario che ho “seguito” anch’io mentre prendevo la seconda laurea in informatica. Le virgolette stanno a significare che non ho mai seguito una lezione a informatica, per il banale motivo che stavo lavorando: mi limitavo a presentarmi agli esami e sperare in bene. In questo caso, Torasso mi chiese tra le altre cose di parlare di un sistema di inferenza, di cui ovviamente mi sono scordato il nome, basato sulle proprietà “is-in” e “has-attribute”, o qualcosa del genere. Io me ne ricordavo una sola, e sono andato avanti per un po’ con lui che cercava di farmi usare la seconda e io che facevo equilibrismi per usare sempre solo la prima: col senno di poi, avrei dovuto capire che quei sistemi avevano dei problemi di base se potevano essere usati in modo diverso dal voluto :-) Ad ogni modo alla fine ho preso 29, che da un certo punto di vista è una medaglia al valore…

_Il magico mondo dei numeri_ (libro)

Quarto volume della collana La scienza per gioco, questo libro (Johnny Ball, Il magico mondo dei numeri [Think of a Number], Le Scienze 2015 [2005], pag. 96, € 9,90, trad. Mauro Gurioli) è pensato per i ragazzi delle medie, raccontando con tanti colori e figure alcune curiosità della matematica, a partire dalla definizione dei numeri all’aritmetica e alla geometria, terminando con le minischede biografiche di alcuni matematici e scienziati del passato. D’altra parte Ball non è uno scrittore, ma un presentatore televisivo britannico: Think of a Number era il nome di una trasmissione televisiva che lui presentava negli anni ’80 sulla BBC.
L’idea probabilmente è sensata, così come la scelta di aggiungere molti fattoidi; peccato che ci siano alcuni punti che mostrano una scarsa attenzione al risultato finale. Per esempio i numeri invisibili sotto il riquadro nero a pagina 22, o il concetto di infinito “quantificabile” a pagina 39 (sarebbe “numerabile”, o anche solo “contabile” – e comunque fi anche se irrazionale non dà problemi per la numerabilità…) o ancora la “spiegazione” di come Archimede “dimostrò” quale sia l’area sottesa da un arco di parabola. Peccato, perché macchiano un’opera che ha un’indubbia utilità.

Stazione Centrale e controlli

Dicono di avere filmato Anis Amri alla Stazione Centrale di Milano, mentre stava uscendo. Certo, la Centrale è piena di polizia, ed entrare ai binari è difficile (ma non impossibile: se uno vuole ammazzarsi con una bomba non è che gli costi tanto comprare un biglietto del treno ed esibirlo ai controlli…). Ma uscirne come capita spesso non è un problema. Dunque mi spiegate perché ci sono tutti questi controlli?

messaggi

Ieri sera mi è arrivato un messaggio da info@spinoza.it, con questo testo.
Ciao .mau.,

hai ricevuto un nuovo messaggio privato da parte di "CliftonImink" nel tuo
account su "Spinoza" e posta il seguente oggetto:

Adult Dating

Puoi vedere il tuo nuovo messaggio privato al link seguente: [link espunto]

A questo punto mi chiedo un po’ di cose. La prima non è perché mi arrivi un messaggio da Spinoza: quando non era ancora famoso ho persino visto pubblicate un paio di mie battute. Arrivato il pienone di gente ho lasciato perdere (adesso sono entrato e ho trovato scritto “Ultimo accesso: 22 giu 2010, 12:30”, tanto per dire), ma come capita spesso non ho disiscritto l’utenza del forum. La prima domanda è se qualcuno sta ancora usando quel forum. Ma è la seconda cosa quella che mi turba di più: che diavolo significa “e posta il seguente oggetto”?

letture (mie) del 2016

Dopo aver completato la lettura ai bimbi di Harry Potter e la pietra filosofale sono arrivato a 80 libri terminati nel 2016 (aNobii ne segna 78 perché uno è Kindle only e un altro non è ancora stato aggiungo alla base dati). L’anno scorso ero arrivato a 78, ma con più pagine: 21260 contro 19200. Come sempre trovate l’elenco delle recensioni (tranne le ultime due che appariranno prima di capodanno, e un paio che usciranno l’anno prossimo)
Però mi sa che non riuscirò a mantenere questo ritmo anche nel 2017…

Quizzino della domenica: du’ du’ du’

Data l’espressione
2 × 2 − 2 × 2 − 2 × 2 − 2 × 2 − 2 × 2
inserite una coppia di parentesi (in modo che l’espressione abbia senso…) per ricavare il massimo valore (positivo) possibile.

(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p223.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema tratto da Andrew Liu, Arithmetical Wonderland)

Centro Operativo Postale 2

Essendo oggi sabato, ed essendo la vigilia di Natale, nessuno penserebbe che il mio povero pacchetto si possa essere allontanato dal Centro Operativo Postale di Milano. E invece no! Come vedete, stamattina ha deciso di vedere il mondo, e lo si trova al Centro Operativo Postale… di Bologna, a meno che “BO” non significhi “non sappiamo più dove sia”.
Non sono il solo a vedere di questi giri, intendiamoci. Mi chiedo solo quale sia la logica dietro tutto questo.

_Misinformation_ (ebook)

Ultimamente Walter Quattrociocchi è assurto agli onori delle cronache con i suoi articoli sulle bufale in rete, nella fattispecie su Facebook, studiate con metodi quantitativi e non qualitativi. In questo libro (Walter Quattrociocchi e Annalisa Vicini, Misinformation, Franco Angeli 2016, pag. 148, € 12,99, ISBN 9788891746399), scritto con Annalisa Vicini, Quattrociocchi racconta i risultati delle analisi numeriche condotte dal suo gruppo di ricerca per verificare come la disinformazione si propaga su Facebook, partendo da due insiemi di pagine di siti “alternativi” e “scientifici”, questi ultimi scelti come insieme di riferimento. I risultati sono piuttosto impietosi: in entrambi i casi si vede una “echo chamber” che fa sì che i partecipanti non guardino gli altri siti ma restino delle loro opinioni: peggio ancora, dimostrare ai complottisti che le loro credenze sono errate li rende ancora più pervicaci nelle loro idee (beh, la cosa ha un certo senso: la “dimostrazione” fa parte del complotto, no?) Ho però trovato un po’ pesante la prosa, il che fa un po’ rallentare la lettura.