_The Enclave_ (ebook)

(Ho ricevuto questo libro via LibraryThing Early Reviewers)

Ho avuto un po’ di difficoltà all’inizio della lettura di questo racconto lungo (Anne Charnock, The Enclave, NewCon Press 2017, pag. 68, € 3,46, ISBN 9781910935347) (circa 70 pagine). Magari il mio inglese non è così perfetto, ma non riuscivo a capire cosa succedeva. Pian piano la storia si è chiarita: a parte un breve momento di perplessità all’inizio della seconda sezione dove la voce narrante cambia non ho più avuto problemi ad arrivare in fondo.
Il libro fa parte di una serie, ed è ambientato in quello che potrebbe essere un futuro sin troppo prossimo: innesti cerebrali per le persone “migliori” che vivranno nelle città principali, altri agglomerati satellite (come l’enclave che dà il titolo al libro) dove la gente ricicla materiale comprato poi dall’élite; infine i migranti, come il protagonista Caleb, che cercano disperatamente di poter entrare nelle città. Tutto questo è solo accennato nel libro, non so se perché già spiegato nel primo libro della serie o perché non è l’interesse principale di Anne Charnock. In generale, a parte qualche brano un po’ paternalistico, la lettura è stata interessante.

Vai con l’agnellismo

Ha cominciato Silvio Berlusconi, uno che – dite quel che volete – sa sempre come farsi pubblicità: la scorsa settimana ha adottato cinque agnellini che non saranno macellati a Pasqua. La presidenta della Camera Laura Boldrini non ha voluto essere da meno, e ha adottato a distanza le due agnelline Gaia e Gioia, che ieri hanno fatto visita a Montecitorio accompagnate da due volontarie dell’Enpa e dalla presidentessa dell’Ente protezione animali. (Sì, tutto al femminile).

C’è solo un piccolo problema. Come mi è stato fatto notare (ebbene sì, io sono un cittadino e queste cose non mi vengono affatto in mente) il mangiare gli agnelli (maschi) è in realtà un sottoprodotto del volere avere latte e formaggio di pecora. Per tutto questo occorre evidentemente che nascano tanti agnelli: ma almeno per il momento i maschi non allattano, non ne servono nemmeno tanti per ingravidare le pecore, e quindi rimane un surplus di poco o nullo valore. Che farne? Costolette :-) Ma questo significa che con ogni probabilità Gaia e Gioia non sarebbero state comunque macellate… Peccato che il gender ormai ci pervada tutti.

Anche i secondi contano

La mia azienda ha deciso che tutti devono fare le quattro timbrature, perché pare ci fosse gente che facesse finta di nulla e si fermasse in ufficio meno del dovuto. Vabbè, tanto ci sono i tornelli e quindi tipicamente timbravo comunque a meno che mi portassi la schiscetta da casa.

La mia azienda ha anche deciso che bisogna specificare che le due timbrature di mezzo sono di inizio mensa e fine mensa, e non vengono prese così per default. Vabbè, in effetti a volte mi capita di fare cose strane. Con calma sto cercando di ricordarmi di cliccare al tornello inizio e fine mensa, anche se non sempre me ne ricordo. Ieri non me ne ero ricordato e quando sono rientrato il sistema mi ha detto “non puoi finire un intervallo mensa che non hai iniziato”: amen, qualcuno modificherà le timbrature.

La mia azienda, stante che l’intervallo è flessibile tra i 30 e i 60 minuti, ha deciso che non si può terminare l’intervallo mensa prima di 25 minuti dall’inizio. Notate: nessuno dice che un intervallo più breve viene considerato comunque di 30 minuti: semplicemente si sperava che fosse automaticamente settato anche in caso di intervallo più breve. Vabbè, c’è il trucco: si timbra normalmente per entrare e si aspetta nell’atrio lo scoccare dei 25 minuti per fare la timbratura di fine intervallo.

Oggi non c’era coda in mensa, io mangio sempre di corsa, e sono rientrato troppo presto. Vabbè, timbro per entrare e aspetto di indicare la fine dell’intervallo. Vedo che avevo timbrato l’uscita alle 12:46, erano le 13:08 e quindi erano solo tre minuti di attesa. Arrivano le 13:11, timbro, e appare ancora il messaggio: “INTERVALLO INFERIORE A 25 MINUTI”. Ora, in effetti avevo timbrato alle 12:46:18 e poi alle 13:11:12 o giù di lì: ma il nostro sistema di timbrature non considera i secondi e ce le visualizza al minuto (e dopo dieci secondi ce l’ho finalmente fatta). Ma volete proprio rendermi la vita difficile?

Hard disk miracolato?

Un hard disk si deteriora. L’unica speranza è che lo faccia abbastanza lentamente, e che l’utente si sia fatto un po’ di backup (su un altro hard disk, il che ci fa tornare al punto di partenza). L’hard disk del mio PC si è improvvisamente rovinato a febbraio, e il punteggio datogli da Hard Disk Sentinel è sceso da 100 a 66 praticamente di colpo. Nulla di trascendentale, mi diceva che c’erano 56 “settori deboli”, ma tant’è.
Il fatto è che ad aprile il punteggio è risalito a 71, perché i settori deboli sono scesi a 48. La domanda sorge spontanea: come ha fatto? (La seconda domanda a dire il vero è “come cavolo faccio a bloccare quei settori?”)

Domenica delle salme

Ieri, Domenica delle Palme, in Egitto c’è stata una strage in una chiesa copta. Stamattina un quotidiano, riprendendo il titolo di una canzone di De Andrè, titola in prima pagina “Domenica delle salme” per riferirsi alla strage. Nella rassegna stampa mattutina di Radio Popolare, Luigi Ambrosio si lamenta per quel titolo.
Sarà, ma a me rimane l’idea che se il titolo fosse stato pubblicato dal Manifesto la sua reazione sarebbe stata diversa: invece stavolta è stato Libero.

Non si sceglie più lo sconto

Ieri mattina siamo andati a fare la spesa all’Esselunga :Anna va ai totem del Scegli il tuo sconto (per chi non frequenta Esselunga, si può scegliere tra una serie di prodotti e avete uno sconto ulteriore su alcuni (fino a sei) e torna subito indietro, dicendo che c’era una scritta “Il servizio Scegli il Tuo Sconto non è più disponibile per scelta aziendale”. Controllo sull’app: stessa cosa.

Ho provato a cercare in giro e non ho trovato nulla al riguardo se non l’avviso sul sito e alcuni messaggi su Facebook. Mi chiedo solo come mai questa inversione di tendenza, nonostante altri (se non sbaglio almeno la Coop) li avessero seguiti in questo tipo di offerta che Esselunga aveva introdotto quattro anni fa. Si sono accorti che lo sconto “personale” si vedeva meno, e quindi i prezzi dei prodotti scontabili erano superiori alla concorrenza? L’iniziativa era usata troppo (oppure troppo poco)? Tanto anche senza la buonanima del Bernardo Caprotti mi sa che la segretezza in questi casi sarà totale, quindi potremo solo fare supposizioni.

Quizzino della domenica: i libri più venduti

Nelle classifiche di vendita dei libri che si trovano nei quotidiani, tipicamente si assegnano 100 punti al libro più venduto, e gli altri hanno punteggi relativi a scalare: per esempio un libro che ha venduto la metà delle copie del primo in classifica avrà 50 punti. I punteggi sono sempre arrotondati all’unità: non è però dato sapere se gli arrotondamenti siano per eccesso (quindi un punteggio relativo di 69,01 è arrotondato a 70) oppure all’intero più vicino (69,49 è arrotondato a 69, 69,51 a 70, e diciamo 69,5 anche a 70).
Una settimana i primi cinque libri in classifica avevano questi punteggi: 100, 99, 98, 96, 96. Qual è il minore numero di copie che può aver venduto il primo in classifica per rendere possibile questa classifica? No, la risposta non è “100”.

(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p248.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema originale)

_Famous Puzzles of Great Mathematicians_ (libro)

Non ci crederete, ma i matematici amano giocare con la matematica e creare e risolvere problemi. Ecco la logica alla base di questo libro (Miodrag S. Petković, Famous Puzzles of Great Mathematicians, American Mathematical Society 2009, pag. 325, $38, ISBN 9780821848142): partire dai matematici più o meno noti, ciascuno dei quali ha una microbiografia al termine del testo, e dedicarsi poi ai problemi più o meno classici che si trovano per la prima volta nelle loro opere. Un vantaggio collaterale di questo approccio è sapere finalmente da dove nascono certi problemi, cosa che in matematica non è mai così scontata. I problemi sono divisi in due parti: quelli spiegati direttamente nel testo e quelli per cui bisogna andare alla fine del capitolo per trovare la soluzione (oltre a un’appendice con problemi simili a quelli trattati ma senza soluzione indicata…). In definitiva, un libro che forse non dà nulla di nuovo ma è utile come opera di riferimento.