Quizzino della domenica: ricorsione mancata

Fantastico! Un mio articolo sull’ipertraduzione nella tradizione iperuranica di Urania è stato pubblicato su una Prestigiosa Rivista Ismiziana! Come potete immaginare, io non spiccico una parola di ismiziano, ma mi fido incondizionatamente del professor Tnak che ha gentilmente tradotto il testo. Volendo ringraziarlo, ho aggiunto in fondo all’articolo una nota:

[1] Sono grato al professor Tnak per la traduzione in ismiziano del mio articolo.

Poi ho aggiunto un’altra nota:

[2] Sono grato al professor Tnak per la traduzione in ismiziano della nota qui sopra.

Essendo io molto educato, ho aggiunto una terza nota:

[3] Sono grato al professor Tnak per la traduzione in ismiziano della nota qui sopra.

A questo punto mi sono fermato, senza proseguire ricorsivamente all’infinito. Come mai?

(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p282.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema di Martin Gardner)

_Scienza e media ai tempi della globalizzazione_ (ebook)

La scienza è complicata. Spiegare la scienza è doppiamente complicato, anche perché è solo da poco tempo che si è capito che la divulgazione della scienza non può essere lasciata alla buona volontà dei giornalisti e degli scienziati, e occorrono competenze specifiche. (Nota personale: sto predicando bene e razzolando male, visto che faccio divulgazione matematica senza essere né giornalista né scienziato). Questo libro (Pietro Greco e Nico Pitrelli, Scienza e media ai tempi della globalizzazione, Codice 2009, pag. 196, € 4,99 (16), ISBN 9788875782092, link Amazon) nella prima parte racconta per l’appunto di questi problemi, mentre nella seconda guarda in modo più generale la situazione e l’evoluzione dei media. Ho trovato questa seconda parte meno interessante della prima; più precisamente, mi è sembrato che gli autori girassero intorno ai problemi senza raggiungere una posizione specifica. Il problema segnalato da Greco e Pitrelli è però reale, e prenderne coscienza è già un primo passo.

Una confessione

Io non ho affatto idea di chi sia Kevin Spacey. Non guardando la tv (o Netflix) né andando al cinema, per me è un essere alieno. Quindi tutta questa damnatio memoriae mi lascia perplesso.

Sciopero? quale sciopero?

Ricordate cosa avevo scritto due settimane fa? Bene. Oggi c’è di nuovo “sciopero dei trasporti”, ci sono stati di nuovo gli alti lai su tutti i media, e la metropolitana gira regolarmente almeno qui a Milano, il che non è così strano considerando che in realtà questo è uno sciopero generale USB e che storicamente i macchinisti della metropolitana qui sono confederali. Non dite che non ve l’avevo detto.

del perché il DRM è il Male, parte N

MediaLibraryOnLine è molto comodo per prendere libri in prestito, e l’offerta non è male, anche per chi come me preferisce la saggistica. Si possono prendere tre libri al mese in prestito, e se un libro è occupato lo si può prenotare. L’unica fregatura della prenotazione è che quando è il tuo turno hai tempo fino alla mezzanotte, altrimenti peggio per te.

La scorsa settimana ero in vacanza senza PC, e mi è arrivato l’avviso di disponibilità di Parole e potere. Vabbè, mi dico, tanto lo leggo in meno di 14 giorni; lo segno come scaricato sul lettore MLOL e poi lo riscarico a casa. Non è la prima volta che faccio così, tipicamente lo faccio prendendo il link in ufficio e poi aprendolo a casa. Peccato che stavolta io non sia riuscito ad aprire il link in questione, perché “l’avrei scaricato con un altro nome utente”. Vabbè, dico, me lo leggerò sul lettore MLOL. Niente da fare, come vedete dalla schermata in alto. Vabbè, mi dico, scrivo all’assistenza per sapere con quale nome utente io avrei scaricato il libro. La risposta, nella miglior tradizione di un help desk, è stata la seguente:

Una volta effettuato il download di un titolo con un ID sarà necessario usare sempre lo stesso su tutti i dispositivi sui quali si intende leggerlo.
Si assicuri, quindi, di aver autorizzato il programma con l’ID Adobe corretto. Qui [il link ad Adobe, nd.mau.] può recuperare eventualmente la password dimenticata.

Peccato che il problema non sia sapere la password ma lo username (o se preferite l’Adobe ID), e quindi della risposta non me ne faccio nulla. Risultato? il libro me lo richiederò in prestito una volta scaduto questo periodo. Sicuramente un vantaggio dal punto di vista dell’editore (che si piglierà un altro po’ di soldi dall’ulteriore download) e uno svantaggio per MLOL (che quei soldi li deve sborsare). Bello, vero?

_Capitan Mutanda_ (film)

Come tenere buoni per un pomeriggio due ottenni? Portandoli a vedere il film tratto dai libri di Dav Pilkey, mi pare ovvio. Capitan Mutanda (vedi scheda) è l’idea di un supereroe creato da due pestiferi bambini delle elementari, che ovviamente sono più che altro interessati a un discorso coprofilo (non è un grande spoiler dirvi che la battuta chiave del film è “Urano”, che in italiano è così così ma in inglese si pronuncia come “your anus”).
Forse il film avrebbe beneficiato di una decina di minuti in meno nella seconda parte, ma è stato sorprendentemente piacevole anche per Anna ed io, pur senza avere uno specifico sottotesto per adulti come altri film (mi ricordo solo una battuta sull’incapacità di ridere “proprio come una supermodella”). Forse il merito è nel fatto che spesso si passava a un metapiano, con la scena che si fermava e i due protagonisti che spiegavano cosa sarebbe successo a quel punto.
Ah, i pinguini delfini vanno sempre bene!

il mondo reale vince ancora

Stasera, mentre sono passato dal supermercatino sotto casa, ho notato che avevano appena cambiato le insegne, e ora si chiama myAuchan (non che la cosa mi abbia stupito). Però lo scontrino riportava ancora Simply :-)