Il nostro contratto di lavoro è scaduto a fine dicembre (o era fine ottobre? non ricordo esattamente). Nulla di così tragico, intendiamoci. Quello che mi preoccupa di più è il lessico usato dal rappresentante sindacale per dire che nell’assemblea che si è tenuta a Santa Palomba – noi siamo esclusi, qui nelle colonie penali rozzanesi – si è votato sulla bozza. Testo testuale:
I lavoratori a seguito di democratica votazione si sono espressi nel seguente modo :
(sì, lo so, lo spazio prima dei due punti lo si mette in francese ma non in italiano. Ma visto che il delegato RSU fa appunto Francese di cognome, quella gliela posso lasciare andare)
Quando leggo un testo del genere, la prima cosa che mi viene in mente è il Mondo Piccolo, con Peppone che quando deve preparare un discorso seppur minimo inizia con una serie di paroloni e frasi fatte affastellate alla bell’e meglio. Qui lo posso fare perché mi ci diverto e se non vi piace come scrivo basta che non mi leggiate, ma in un caso come quello che ci voleva a scrivere ad esempio “La bozza di piattaforma è stata messa ai voti, col seguente risultato:”? È ancora un testo bello formale, ma almeno non siamo “a seguito di democratica votazione”…
Che intelligenza hai?
Tra i tanti quizzini che si trovano in rete, direi che il più gettonato tra Natale e Capodanno è stato questo What kind of intelligence do you have?.
Purtroppo non so dirvi quali siano i risultati possibili, e nemmeno se esista il responso “mi dispiace, ma tu di intelligenza non ne hai”. Posso comunicare però che io non risulto avere un’intelligenza logico-matematica, né musicale, ma bensì linguistica. Potrebbe anche essere vero, fate voi. Però l’idea di poter fare l’avvocato o il politico mi preoccupa, e sullo “spiegarmi bene” avrei dei dubbi…
spinta evolutiva dei calzini
Anna ancora a suo tempo definì che io avrei dovuto indossare solamente calzini blu e lunghi. Esistono vincoli peggiori nella mia vita, quindi ho acconsentito… e poi qualche volta riesco a contrabbandare nero e antracite come colori validi.
A questo punto sta però sorgendo un problema. Non tutti i calzini sono uguali, anche se blu e lunghi: quindi devo stare attento quando li rimetto nell’armadio ad accoppiarli correttamente. Sono convintissimo di farlo: peccato che in questo momento, dopo l’ultima lavatrice, scopro di avere ben sei calzini spaiati. La spiegazione più immediata, che i dispersi siano rimasti nella cesta della biancheria, non è valida; le differenze tra i calzini sono poi piuttosto visibili, e quindi è anche improbabile che abbia messo assieme tutti quei calzini diversi. Insomma, abbiamo una prova empirica del darwinismo?
catene SMS
che palle. Una volta c’erano le catene di sant’antonio via email, e già la cosa mi rompeva – sono notoriamente un intollerante. Adesso sono arrivate quelle via sms.
D’accordo, il mio datore di lavoro è sicuramente felice di tutto questo traffico, e quindi lo sono anche io di risulta: però qualcuno mi deve spiegare se il pensiero di essersi comprati la Christmas Card o quel che l’è e quindi avere a disposizione una serie di SMS obnubila completamente la mente della gente.
Stasera mi è arrivato un messaggino che mi invita dopodomani ad accendere una candela per i morti del terremoto in Estremo Oriente. Ora, il problema non è che il terremoto sia stato là e non qua: la mia reazione sarebbe stata lo stesso per un terremoto a Usseglio.
Potrei capire l’accendere una candela per i condannati a morte, oppure inviare un euro per i superstiti. Non sarebbe nelle mie idee, ma riesco a riconoscere il senso della cosa. Ma qua? dobbiamo far vedere a Dio che siamo arrabbiati con lui perché ha voluto un maremoto? verrà fatto uno sconto ai peccati dei morti, e potranno arrivare alle settantadue vergini o venire reincarnati in una forma superiore a quella che avrebbero meritato? No, mi spiace, ma non vedo affatto il senso di tutto questo digitare e spedire.
_La matematica di Oz_ (libro)
L’idea non era male: un libro di problemi sotto forma di raccontini, anche se Frank Baum non è così noto in Italia. I problemi non sono poi tutti matematici in senso stretto; ce ne sono alcuni che richiedono un po’ di senso fisico per aggiungere qualche ipotesi verosimile; altri che non hanno una risposta canonica, e quindi sono spunto ideale per discussioni magari a scuola; altri ancora in stile Settimana Enigmistica.
Peccato. Il libro (Clifford A. Pickover, La matematica di Oz, Franco Muzzio Editore “Il piacere della scienza” 2004 [2002], p. 349, € 18, ISBN 88-7413-104-6, traduzione Emanuela Luisari) ha delle pecche gravissime. Non parlo della classificazione della difficoltà dei problemi che a me sembra definita a caso: quello è un guaio classico, ognuno ha il suo criterio di complessità. La prima credo che sia già presente in origine: nella sezione “Approfondimenti”, che contiene le risposte ai problemi, ci sono spesso dei nuovi problemi dei quali non si vede la soluzione da nessuna parte, il che è sicuramente frustrante. Ma tutto italiano è il problema con la traduzione: se la signora Luisari si sente in dovere di ringraziare per la consulenza sulle varie unità di misura angloamericane, c’è forse qualcosa che non va – e lo si vede quando ci sono problemi per cui si poteva tranquillamente trasformare miglia in chilometri. Man mano che si va avanti nel libro, anche il testo non matematico comincia a diventare meno leggibile, e mi è stato a volte necessaria la famigerata “doppia traduzione”, riportando la frase in inglese. È chiaro che non c’è nemmeno stata una vera correzione di bozze; se trovo scritto “le prime cento cifre di e” e mi trovo più di venti righe di cifre, non viene in mente che qualcosa non va? Insomma, se la divulgazione matematica in Italia è inesistente, è anche demerito di certe scelte editoriali.
righello flessibile
(sì, è l’ottava notiziola di oggi. Ve l’avevo detto che prima di andarmene via ne avevo di cose da dire)
Ci è arrivato l’ultimo numero della rivista aziendale, l’ineffabile TimTamTam. Sì, il creativo che è uscito fuori con quel nome ha visto da piccolo troppo spesso Rin Tin Tin. Ad ogni modo, oltre al solito libro in omaggio – Fuga dal Natale di Grisham) c’era anche un gadget natalizio: un righello in plastica morbida con dentro un liquido con tanti luccichini. Mi chiedo se il “righello flessibile” ha un qualche significato subconscio.
dal Corsera di oggi
Essendo periodo natalizio, i giornali gratuiti non escono. Ma basta il Corsera – pagine milanesi – per trovare materiale tristemente commentabile.
Iniziamo con un titolo: “Auto «impazzita»”. Peccato che la Porsche Cayenne non avesse avuto alcun problema: una ragazza diciassettenne di Melegnano è morta all’uscita della messa di mezzanotte perché uno stronzo ubriaco se ne andava a tutta velocità in pieno centro. Gli è ancora andata bene che i carabinieri sono arrivati subito, perché Natale o non Natale lo stavano linciando. E in tutto questo il titolista pensa bene a dare la colpa all’auto, come se avesse dovuto evitare di mettersi in moto sentendo l’alito del tipo.
Passando agli amministratori comunali, trova ampio spazio la replica stizzita dell’assessore allInfanzia Bruno Simini, che ha regalato ai giovani virgulti che frequentano le elementari un CD live di Max Pezzali e ha visto alcune maestre rifiutarsi di consegnarlo. L’ira funesta dell’assessore si è scagliata contro di loro, che protestavano perché i soldi venivano spesi per queste promozioni invece che per gli interventi sugli istituti: «Sono allibito, è stata negata una scelta ai genitori» (il famoso liberismo. La scelta a dire il vero sarebbe dovuta essere “o il CD o l’equivalente in soldi”…) E poi, aggiunge, «Questa operazione ci è costata tanto quanto offrire un caffè a ciascun alunno» (venerdì aveva affermato “una biro”, a quanto pare sta ricominciando a fare i conti…) Però Simini si consola, perché «Per fortuna sono episodi isolati. In compenso, le richieste per avere il cd sono tantissime». Che l’assessore abbia dei problemi sulla contabilità lo si vede anche dalla sua uscita per risolvere il problema delle rette degli asili nido, con le famiglie che non hanno ancora pagato e si trovano a dover versare quattro rate il 5 gennaio: «beh, troveremo una soluzione, magari faremo pagare solo le prime tre rate insieme…»
Termino con una nota finalmente un po’ più leggera. Un ladro di orologi al processo afferma di voler restituire l’ultimo Rolex fregato, valore 20000 euro: ma il pacchetto contiene una imitazione. Il suo commento, che non gli è servito a molto: «Giuro che non ho provato a fregarvi, è che hanno fregato anche me». Chissà se almeno questa volta aveva detto il vero.
tre ciodi de fero vecio
A casa mia la “mecanica de precisiòn” va mica bene. Stamattina mentre esco mi trovo al portoncino il vicino di casa che mi dice che si è di nuovo rotta la chiave. In realtà non è proprio così: c’è un idiota che mette la sua chiave male, riesce lo stesso ad aprire, ma la estrae senza completare il mezzo giro. In questo modo, la toppa rimane rovesciata e nessun altro può aprire. Ho già dovuto rimettere a posto il tutto due volte, l’ultima non più tardi di sabato scorso: se riesco a farlo io non è certo complicatissimo. Il trucco sta nell’entrare dal retro e aprire la porta dall’interno: a questo punto girando completamente la chiave da dentro e lavorandoci un po’ da fuori si riesce a metterla a posto. Ero già in ritardo, e non ho toccato nulla; spero di non doverlo fare stasera.
Arrivato in ufficio, sento Anna che mi dice che la saracinesca del box si è bloccata. A un controllo più approfondito mi spiega che si è storta una delle guide: secondo lei è un atto vandalico – ci è capitato di dimenticarci aperto il box… ma per me è più banalmente qualcosa che si è man mano rovinato.
Giusto per completare i danni, il mio PC si sta di nuovo bloccando senza ragione, e questo non è bello. Non ho voglia di comprarmene uno nuovo.