<em>Boldini</em>

Il nome di Giovanni Boldini non dice magari molto, o almeno non lo diceva a me. Per dare un’idea di chi fosse, è quello che ha fatto il ritratto di Giuseppe Verdi. Insomma, non esattamente l’ultimo arrivato…
Bisogna dire che la mostra a lui dedicata, che si tiene a palazzo Zabarella a Padova (è stata prolungata fino al 12 giugno, avete ancora qualche giorno per andare a vederla) fa vedere molte opere del longevo – morto a 89 anni, e si è sposato che ne aveva 87… artista, ferrarese di nascita, ma parigino di adozione. A giudicare dalle spiegazioni dell’ottima guida in cui ci siamo imbattuti per caso e che è stato molto bravo nel mischiare informazioni e pettegolezzi, Boldini doveva essere una lenza mica male. Piccolo e brutto, ma instancabile amante; prime esperienze pittoriche coi macchiaioli, ma pronto poi a rinnegare tutte le proprie idee stilistiche pur di compiacere l’acquirente dei suoi dipinti, spesso un ricco americano che veniva convinto che il ritratto da lui commissionato era un pezzo unico. Ci credo, non esponeva praticamente mai se non nelle più importanti occasioni, come l’Esposizione Universale parigina del 1889.
Detto questo, bisogna riconoscere che era davvero bravo. Sarà anche stato un manierista, ma certi particolari dei suoi dipinti e il modo in cui uscivano gli sguardi delle persone ritratte sono davvero favolosi.

Padova

Sabato e domenica siamo stati a Padova per un giro turistico-cultural-gastronomico. Per la parte culturale, rimando anche alle recensioni della mostra su Boldini e della cappella degli Scrovegni che posterò a parte.
Comincio subito con le note dolenti, tipo il ristorante Castagnara a Mira dove siamo andati a cenare sabato sera. Non che il pesce non fosse buono, anche se Anna ha espresso in parte dubbi anche su di esso; però indubbiamente la carta dei vini è lasciata al suo triste destino, tanto che abbiamo dovuto cambiare vino dopo che la prima bottiglia era davvero schifosa – e se lo dico io che di vino non capisce nulla… Inoltre non è che la padrona possa arrivare dicendo “iniziate con degli antipasti?” e poi scoprire che gli antipasti erano sufficienti a terminare la cena, impedendoci in pratica di scegliere i piatti.
A Padova faceva caldo. Tanto caldo, soprattutto domenica. Inoltre la domenica è tutto chiuso, non è nemmeno banale trovare un bar dove prendere qualcosa a pranzo; chiedere anche a Claudio, con cui – visto che a Torino non ci riesce mai a vedere – abbiamo finito con l’incontrarci. Dal Santo c’era la solita quantità incongrua di gente, mentre santa Giustina era relativamente vuota. Da curiosone quale sono ho chiesto lumi all’organista sullo strumento: buona parte delle canne sono settecentesche, anche se l’ultimo restauro è stato del 1972 (lasciando i vecchi somieri e la trasmissione elettropneumatica “che ritarda”, come detto da lui con un po’ di disappunto)
La chiesa degli Eremitani ricorda un po’ quelle tedesche, sia per le foto delle distruzioni dopo i bombardamenti del ’44 che per la struttura ampia a un’unica navata. In un certo senso è tutto un riciclo: il tetto è stato fatto con il materiale avanzato dal Palazzo della Ragione, e gli affreschi del Mantegna sono stati ricostruiti a partire dai pezzetti salvati dopo il bombardamento (anastilosi, per chi vuole parlare difficile).
Il resto, come ho detto, dopo.

Geografia aerea

Oggi in aereo mi hanno dato un posto in fondo e sul finestrino destro, e vista la giornata favolosa ho avuto la possibilità di farmi una cultura geografica dal vivo della costa tirrenica – gli Appennini mi sono ancora un po’ ostici da decodificare, purtroppo. Partendo dalla Spezia, è incredibile vedere come la zona di Massa sia tutta divisa ordinatamente con strade ad angolo retto fino a quando iniziano di colpo le montagne. La pineta di Viareggio e il parco di San Rossore con le automobili sull’autostrada spuntano bene, Pisa non si vede perché la rotta segue la costa, ma Camp Darby sì, come pure Livorno e l’Ardenza. Mi ha stupito il colore dell’acqua a Rosignano Solvay, che continua ad essere quello di quando andavo da quelle parti più di vent’anni fa: la soda è sempre la soda. Piombino, l’Elba, Follonica, Orbetello: tutti come ci si aspetta, ma i colli col bosco che spuntano in mezzo ai campi coltivati sono favolosi. Poi vabbè, si vira e si attera con il solito ritardo.

Repubblica e grammatica

Ma non è giusto prendere in giro solo i quotidiani gratuiti, quando c’è chi si fa anche pagare per scrivere cose tipo “La donna era legata in maniera piuttosto strana, […] e soprattutto non hai polsi o alle mani” oppure che mette in prima pagina dell’edizione milanese un titolo come “Forster: la casa ideale è di 130 metri quadrati”, tenendo poi conto che i più piccoli appartamenti progettati dall’architetto a Santa Giulia sono monolocali di 65 mq che costano solo 450.000 euro (quattrocentocinquantamila, sì).
Di fronte a queste sublimi vette, anche scoprire che chi ha i soldi può scamparsi il taglio dei punti della patente perde d’importanza.

Quante cose sono successe ieri!

Per risollevare un po’ la vita ai tifosi del Milan dopo la beffa di ieri notte, cosa può esserci di meglio che spulciare da Leggo – unmilionecinquantamilacopie, mica bruscolini! – cos’altro è capitato?
Economia: e una notizia che renderà felici i frequentatori delle discoteche. I buttafuori diventano doc, dice il titolo: per la precisione, l’utilissima professione che permette un contatto diretto con persone amanti della discussione sarà d’ora in poi riservato ai vigilantes regolarmente iscritti all’albo.
Musica: veniamo a sapere che Timur Zanghiev, un bambino prodigio di 11 anni dirigerà l’orchestra dei “Virtuosi” di Mosca”… non con la bacchetta ma con un violino. Però il violino in questione è italiano, ed è “made in Cremona” – scritto proprio così, garantisco.
Religione: Gerry Scotti chiosa sul suo ultimo saluto televisivo, “che Dio vi benedica”, spiegandoci che “questa benedizione dà forze alla gente per stare vicino agli anziani, agli ammalati, ai bisognosi”: tutta gente che dimentichiamo perché presi dal tram tram della quotidianità. (“tram tram” probabilmente perché un tram milanese ieri si è spaccato in due)
Religione 2: I frati cappuccini hanno scritturato quattordici attori “non per la loro fede, ma per l’entusiasmo che nutrono verso san Francesco” per fare un DVD a monologhi sulla vita del Santo. Lino Banfi e Claudia Koll sono le star designate. Eh sì, l’entusiasmo è il sale della vita!
Antiterrorismo: il sorteggio per gli arbitri dell’ultima giornata del campionato di calcio di serie A sarà blindato dalla polizia per ordine della prefettura di Firenze. In campo i giocatori saranno diffidati dall’allontanarsi dalla zona loro concessa secondo le norme della convenzione di Ginevra: l’unica cosa che potranno dire è nome e numero di maglia.
E voi vi preoccupate del Milan?

"il periodico di Milano"

Oggi – ma non so se c’era già lunedì scorso – ho trovato sulle scale della metropolitana news primo piano, settimanale a diffusione gratuita che dovrebbe secondo il suo editoriale avere un occhio su Milano dal punto di vista delle circoscrizioni, oltre a cercare di essere un collante tra gli abitanti e le istituzioni.
Chi vuole può dare un’occhiata al PDF e farsi un’idea da solo. I miei commenti? Innanzitutto può sembrare una quisquilia, ma il font usato per i testi è molto leggibile e non troppo compresso. Ci sta qualche parola in meno, ma la gradevolezza della lettura aumenta davvero. D’altro canto, il testo degli articoli mi ricorda troppo le iniziative “scrivete il giornale in classe”: un taglio poco giornalistico e più da compitino. Inoltre dare spazio alle notizie di circoscrizione è interessante e permette di evitare l’appiattimento verso i soliti poli d’attrazione, ma non credo che una presentazione di questo tipo favorisca lo scambio tra i vari quartieri: così uno butta via a priori due terzi di quanto scritto. Mah: vedremo nei prossimi numeri.

_Everything and more_ (libro)

[copertina]David Forster Wallace non è un matematico, ma un romanziere. Però ha indubbiamente conoscenze matematiche non solo di base, come si può leggere in questo saggio il cui titolo è già di per sé affascinante (David Forster Wallace, Everything and more – a compact history of infinity, W. W. Norton & Company – Great Discoveries 2004, p. 336, $ 14.95, ISBN 0393326292) Sicuramente però è un affabulatore, e lo si vede perfettamente dal testo, che sembra più la trascrizione di una serie di lezioni orali che un manuale vero e proprio. Con la scusa di non risultare ripetitivo, inserisce abbreviazioni a iosa; si lamenta di quelo che scrivono gli altri autori di libri divulgativi sui matematici; ogni tanto spunta un GLOSSARIO DI EMERGENZA per i termini che potrebbero essere più astrusi per i non matematici; continua a inserire digressioni (magari tra parentesi, e magari innestando un’altra parentesi (proprio come sto facendo ora!)) per tornare regolarmente al punto di partenza; si arroga il diritto di definire molti paragrafi IYI (“if you’re interested”, cioè “se ti interessa”) ma poi li trasforma magari in “non proprio IYI, perché questa cosa ti servirà tra trenta pagine”. Bisogna dire che però la lettura risulta avvincente, tranne forse nelle ultime pagine che sembrano quasi un anticlimax, come se Wallace si fosse stufato di raccontare: peccato.

Rozzano sempre sugli altari

Ho già scritto la settimana scorsa a proposito di Il Sabato News, anzi delle sue locandine. Ma non posso privarvi della gioia di sapere anche voi il titolo di questa settimana: Girato a Rozzano lo spot televisivo di Vieri in favore della ricerca sulla leucemia.