Il titolo di questo libro (Ennio Peres con Susanna Serafini, L’elmo della mente – manuale di magia matematica, Salani 2006, pag. 270, € 13, ISBN 88-8451-460-6) dovrebbe essere un gioco di parole che però confesso di non essere riuscito a riconoscere: fortunatamente non serve a comprendere il resto del libro, che contiene una serie di giochi di prestigio che hanno la particolarità di basarsi non tanto su destrezza o abilità di mano, quanto su specifiche proprietà matematiche. Molto opportunamente il testo propone prima i vari giochi e poi in una sezione successiva la spiegazione matematica del loro meccanismo, spiegazione tra l’altro molto ben curata e senza troppi paroloni. Ciò detto, probabilmente io non sono il lettore ideale per questo tipo di libro, che risulta troppo semplice; ma ritengo però che possa essere molto interessante per chi è sempre stato incuriosito dalla matematica ma quando si trovava di fronte ad essa scappava a gambe levate.
LeggiLaLegge
Lo so, le elezioni sono finite da un pezzo. Ma il poster elettorale, ormai già un po’ stracciato, l’ho visto solo ieri. A guardarlo così ci si può chiedere se è un mezza autogol per la destra – lo stile non sembra effettivamente ricollegabile al centrosinistra, anche se al giorno d’oggi non si sa mai. Sono così andato a vedere il sito indicato, da cui ho preso tra l’altro la foto in cima, e ho scoperto che è un redirect a… ScegliGesù.com, del quale non posso non apprezzare la grafica iniziale.
Un altro dei mille misteri svelati dalla Rete!
Causalità
Su Metro di oggi c’è una microintervista al segratario generale Assobar di Roma e provincia, in una rubrica (“Mi consenta…”) che così ad occhio mi sembra un modo per sbertucciare il tipo che accetta di rispondere alle domande. Certo però che a volte l’intervistato se le cerca anche: basta vedere cosa ha detto oggi.
All’affermazione «L’analisi parla di un rincaro del 109% dal 2001, col prezzo medio di un pasto arivato a 8,85 euro» la risposta è stata «È falso, anche perché basta vedere i ticket distribuiti dai ministeri e sono ancora di circa 5 euro». Tralasciando l’analisi logica relativa alla frase, visto che non ci è dato di sapere chi ha trasformato una subordinata relativa in una coordinata, resta il dubbio se il signor Monti sia davvero convinto che ci sia il rapporto causale “il valore dei ticket non cresce” –> “il costo di un pranzo non cresce”. Ma forse lo è davvero. Mai stupirsi nella vita.
spam giapponese + babelfish
Ho provato a passare via babelfish uno degli ultimi messaggi di spam che ho ricevuto. Ecco il risultato:
* Current him and it is not satisfied with the master…
* busily excessively not be able to date him, the ?? it is lonesome…
* it is not satisfied with usual etching…
In whisper of the adult, the man who wraps the heart and the body of such a woman kindly is collected!
Credo che sia un servizio che fornisce gentili fanciulle: i curiosoni nippofili possono andare a vedere a vjfn.com/index2.php?ikeru e confermare o smentire la mia supposizione. Però bisogna ammettere che il passaggio dal babelfish ingentilisce il tutto :-)
pseudo-Bartezzaghi
Tornando sul nome di Lidia Menapace, questa volta preso semplicemente come combinazione di lettere, potremmo quasi avere una puntata tutta per lei su Lessico e Nuvole dell’ottimo Stefano Bartezzaghi. Pensateci un po’ su…
Un nome come quello di Menapace alla Commissione Difesa è interessante: mena-pace, più che un ossimoro (picchiare per ottenere la pace? si vis pacem, para bellum?) lo vedo come onomanzia: la signora Lidia infatti “guida la pace”.
Se poi prendiamo nome e cognome, non dobbiamo nemmeno spostare troppe lettere per avere il suo programma politico: Lidia Menapace --> la pace, diamine!. Infine, con un cambio di vocale a frase, troviamo Lidia Menapace --> lidi ameni? pace! , che potrebbe prefigurare la fine dell’impegno politico dopo la bocciatura di ieri in Commissione Difesa.
(d’altra parte Bartezzaghi mi ha fatto notare che lui pubblicò ancora ai tempi della Posta in Gioco la frase doppia Lidia Menapace --> lidi, amena pace…)
L’Italiano dei Valori
Ero convinto di avere scritto un pippone sul fatto che l’Unione avrebbe dovuto essere generosa e concedere motu proprio alcune presidenze di commissioni – a parte quelle usuali della Vigilanza RAI e dei Servizi segreti – all’opposizione, invece che mettersi a fare i conti col bilancino e contare in caso di parità sull’età più avanzata del loro candidato. Però a quanto pare non l’ho scritto, oppure l’ho iniziato e mi sono dimenticato di salvarlo – scrivo sempre a spizzichi e bocconi. Peccato, perché avrei potuto dire “visto?”
Che è successo? Alla Commissione Difesa era predestinata la rifondarola e pacifista Lidia Menapace, che con i suoi 82 anni sarebbe entrata a pieno titolo nel club di giovincelli che sta governando l’Italia. E invece no. Tal Sergio De Gregorio, attualmente senatore dell’Italia dei Valori ma con un passato che parte da Forza Italia per trovarsi anche con la neo-DC-bonsai di Rotondi, quatto quatto si mette d’accordo con quelli della CdR che gli danno dodici voti, più il suo 13, contro gli 11 del resto della maggioranza. Di Pietro, che in questo momento è il suo capo, gli intima di dimettersi e lui risponde “dev’essere”: l’ho sentito dire in un’intervista che IdV aveva espresso il suo interesse alla presidenza di quella commissione. Mi sembrava di vedere i sottotitoli: “non me l’avete voluta dare? e mo’ vi frego”.
Naturalmente, da buon italiano, il De Gregorio spergiura che lui sarà un Fedele Sostenitore della Maggioranza di Governo, ma tanto nessuno gli crede. D’altra parte, forse non tutti sanno che l’unico senatore eletto nel 2001 nella lista Di Pietro se n’è subito andato via per approdare a Forza Italia. Recidivi, insomma: se ne vedranno ancora delle belle.
google spreadsheets
L’ultima beta di Google non è null’altro che Excel messo in rete. Con grande fantasia il prodotto si chiama Google Spreadsheets, ed è disponibile in “beta limitata”, il che vuol dire che ti dicono che non puoi accederci ma ti daranno loro l’invito quando avranno la possibilità. Posso però dire che ho fatto la richiesta ieri sera, e stanotte mi è arrivato l’invito, il che mi sa tanto significhi che è praticamente aperto a tutti.
Tenendo presente che io non ho mai capito esattamente come funzioni uno spreadsheet già dai tempi di VisiCalc, posso dare delle impressioni molto frammentarie. È lento, e in questo caso AJAX non aiuta molto; non ho capito come si possano dimensionare manualmente le caselle; non permette macro (il che è naturalmente un vantaggio), e soprattutto i fogli elettronici possono essere editati contemporaneamente da più persone, con una finestrella di talk dove ci si possono scambiare informazioni. Ecco, forse la vera novità è questo sistema di collaborazione, che permette di vedere davvero in pratica i sistemi di cui si parla tanto in questi ultimi anni. Mi chiedo se Google abbia già pensato di licenziare le tecnologie utilizzate in modo che un gruppo di lavoro possa avere il suo serverino locale per la gestione collaborativa dei documenti: la mia casella di email ringrazierebbe molto :-)
arbiter elegantiarum
Chi mi conosce sa che (molto eufemisticamente) non metto molta cura nella scelta dei vestiti. Il mio algoritmo usuale per scegliere cosa indossare è “prendo il vestito in cima”, facendo attenzione a riporre la roba stirata in fondo alla pila in modo da avere un sistema FIFO. Da alcuni anni c’è però Anna che al mattino fa il “controllo qualità” e mi costringe spesso a cambiare maglietta o scarpe, affermando che l’accostamento da me scelto è un pugno nell’occhio.
Il guaio è che la cosa ha preso piede: così in questi giorni in cui Anna non c’è sono le mie colleghe a verificare il mio abbigliamento del giorno ed esprimere il loro giudizio critico. Ieri avevo un paio di pantaloni rossi slavati e una polo rosa, e mi è stato detto che non andava bene, e avrei dovuto indossare una maglietta verde per fare pendant con le scarpe; oggi ho doverosamente ottemperato agli ordini ricevuti. Quanta fatica.