I radicali non cambieranno mai

Io ritengo sacrosanta la visita che Rita Bernardini e Sergio d’Elia hano fatto ai detenuti per lo stupro di Guidonia, per verificare se sono stati effettivamente maltrattati; fortunatamente in Italia la giustizia faidate non è ancora assurta a norma di legge.
Non mi stupisco che ci siano centinaia di persone imbecilli che siano andate a scrivere al sito dei radicali augurando ogni peggior male alla Bernardini, come non mi stupisco che non l’abbiano fatto con d’Elia: si sa, un ex terrorista potrebbe sempre essere pericoloso, soprattutto per uno che appunto ritenga la giustizia faidate un’ottima cosa.
Che i radicali abbiano deciso di metterle in linea tutte queste email fa parte della loro storia. Ma fa anche parte della stessa loro storia (ricordate il primo spam politico, quello della Bonino?) la modalità con cui mettono in linea le mail. Iniziano dicendo che non pubblicano gli indirizzi email per il rispetto della normativa sulla privacy, ma poi dicono «pubblichiamo con nome e cognome del mittente le email che sono giunte firmate, in ossequio al diritto di cronaca». Se qualcuno mi volesse spiegare cosa sarebbe in questo caso il diritto di cronaca, e soprattutto come fanno a sapere che il signor “Giambattista Selvaggi” o la signora “Anna Rivarola – Genova” abbiano scritto davvero loro quei messaggi, o non ci sia stato qualcuno che abbia ben pensato di usare un nome a caso – o quello del proprio vicino di scrivania – perché “non si sa mai”.
Chicca finale: «per le email che sono giunte da indirizzi email falsi al fine di evitare la identificazione, le pubblichiamo, riservandoci, nel caso in cui decidessimo di adire le vie legali, di rintracciare, tramite la polizia postale, l’indirizzo IP di provenienza» . Vuoi sporgere denuncia contro ignoti per minacce? liberissimo, per quanto idiota la cosa mi sembri. Ma a questo punto non dovresti pubblicare il testo. Vabbè, non si può pretendere chissà che cosa da Pannella e C.

cassa integrazione

Di per sé non so nulla del Grande Fratello 9, come non sapevo nulla di quelli da 1 a 8. Non sto nemmeno a dire che sarebbe da abolire: so bene come la curiosità morbosa, possibilmente unita a un po’ di sesso anche solo intuito, sia una forza della natura.
Però mi è capitato per sbaglio di leggere questo piagnisteo della settimana scorsa di Daniela Martani, hostess ex Alitalia e ora CAI nota per essere stata filmata con un cappio in mano e il cartello “ecco la cordata Alitalia” quando piloti e assistenti di volo protestavano per essere “svenduti” a Colaninno e soci. Da quanto ho capito, CAI la vorrebbe licenziare per assenza dal lavoro, e lei spiega così quello che ha fatto: «Prima di entrare al GF sono stata assunta a tempo indeterminato. Non ho avuto tempo di chiedere l’aspettativa, così ho chiesto tramite il mio avvocato la cassa integrazione.»
Che la signora o signorina Martani abbia un avvocato è una sua opportunità, sulla quale non metto becco. Mi chiedo solo quali attivazioni neuronali siano avvenute nella sua testolina per immaginare (a) che la cassa integrazione venga chiesta dal singolo dipendente e (b) che serva per permettere l’occasione di una vita. Sì, lo so che per Alitalia/CAI non cambia nulla sulla produttività globale, ma per una volta mi viene da dar loro ragione.

_Il libro che la tua chiesa non ti farebbe mai leggere_ (libro)

[copertina] Non so se la mia chiesa non mi farebbe mai leggere questo libro (Tim C. Leedom e Maria Murdy (ed.), Il libro che la tua chiesa non ti farebbe mai leggere [The Book Your Church (or Synagogue, Temple, Mosque…) Doesn’t Want You to Read], Newton Compton – Controcorrente 32, luglio 20082 [2007], pag. 585, € 12.90, ISBN 978-88-541-1124-0, trad. Lucio Carbonelli e Susanna Scrivo). Io comunque l’ho letto, perché sono sempre stato allergico ai libri proibiti; però mi chiedo se davvero un approccio di questo tipo può far spostare il credo di alcune persone. Innanzitutto, nonostante questa seconda edizione sia stata ampliata “includendo tutte le religioni più importanti” in realtà si parla per almeno i tre quarti del libro di cattolicesimo e fondamentalismo cristiano USA; il libro è chiaramente pensato per l’americano medio. Ci sono alcune notizie interessanti e almeno a me ignote, tipo quella sulle missioni-lager francescane nella California del XVII secolo – la parte peggio tradotta del libro, tra l’altro; e altre notizie ben note ma che magari i più non conoscono, come le similitudini tra i detti di tante religioni che si possono vedere nel quiz in appendice. Ma buona parte dei vari saggi presenti nel libro contengono una serie di errori storici, affermazioni senza alcun fondamento e contraddizioni tra loro che si direbbe costoro vogliano creare un fondamentalismo areligioso, perché essi pensano che i seguaci del fondamentalismo cristiano siano così stupidi da potere accettare anche questo… e forse magari non hanno tutti i torti. L'”umanesimo” che dovrebbe essere il punto a cui i curatori tendono è insomma una religione ancor più confusa, mi sa. Consiglio comunque di leggere Stephan Hoeller sull’ermetismo americano, nel senso di Ermete Trismegisto, a pagina 475; e soprattutto il cristianesimo come codice segreto per indicare le conoscenze sumere delle piante magiche presentato da John Allegro a pagina 283. Almeno vi divertirete un po’. Per quanto riguarda la traduzione, faccio solo notare che “l’immacolata concezione” non c’entra nulla con la nascita di Gesù, e mi sa che non sia un errore nel testo inglese.

Candelora

“Per la santa Candelora
de l’inverno semo fora;
ma se piove o tira vento
ne l’inverno semo dentro”.
Visto che qui stia nevicando, mi sto chiedendo come divinare il tempo a partire dal proverbio. Il logico che c’è in me dice NOT (pioggia VEL vento) → fine inverno; ma una lettura “spirituale”, nel senso che segue lo spirito del proverbio, mi farebbe suggerire il contrario. D’altra parte, il proverbio nelle regioni centromeridionali è diverso: il terzo verso è infatti “ma se Sole o solicello”, e quindi con questa lezione – che poi riprende il proverbio originario (tardo) latino: «Si Purificatio nivibus / Pasqua floribus / Si Purificatio floribus / Pasqua nivibus». Tutto questo e molto altro lo potete leggere da meteogiornale.
ps: come mfisk, non vedo perché preoccuparmi delle marmotte quando abbiamo le tradizioni locali.

giubileo

Sicuramente la data corretta non è il primo febbraio. Allora non avrei mai pensato che tutto questo sarebbe stato così importante da dovermi ricordare il giorno esatto. Però è una data come un’altra, il periodo è più o meno quello, e quindi ho deciso di considerarla come il giorno anniversario.
Il primo febbraio 1984, al centro di calcolo della Scuola Normale Superiore, scoprii che avevo la possibilità di usare i terminali (uno a linea di comando, 300 baud; l’altro a 4800 bit al secondo, schermata 24*80) e connettermi a E105DIDA@ICNUCEVM, un account sul mainframe del CNUCE che faceva parte della rete di calcolatori EARNET (la parte europea di BITNET, che ai tempi veniva sponsorizzata dall’IBM: in effetti ICNUCEVM era un IBM 370).
Probabilmente la maggior parte di questi nomi non vi dice proprio nulla. Non è così strano: venticinque anni nell’informatica sono più di una vita. Quello che vorrei dire è che non so quanto l’informatica abbia cambiato la mia vita (ma se è per quello, la prima calcolatrice programmabile, la TI-57, l’ho avuta nell’estate 1978 e quindi sono già passati più di trent’anni), ma sicuramente l’internette sì (anche se non mi sono sposato grazie ad essa :-) ). Dunque mi sembra giusto ricordarla, no?

Google

Hanno parlato tutti, dai giornali on line ai blog, del blocco odierno di Google: una qualsiasi ricerca (vedi ad esempio qui) ritornava per ogni risultato l’avviso “questo sito potrebbe danneggiare il tuo computer”, e in effetti, provando a entrare in uno di essi (esempio) arrivava questa minacciosa schermata. (roba vecchia, ne parlavo due anni fa, ma capitava appunto per pochissimi siti)
Ora, è vero che Wikipedia nuoce gravemente alla salute; ma in generale uno poteva immaginare che qualcosa non andasse. Però mi ha stupito leggere di tutti quelli che si sono preoccupati dicendo “non si può fare nulla!” A parte che Google non è l’unico motore di ricerca esistente, in quei minuti mi sono limitato a editare a mano l’indirizzo, togliendo la parte "http://www.google.com/interstitial?url=" e lavorando tranquillamente. Occhei, qualcuno mi può dire che ho fatto l’equivalente di quello che stacca il salvavita perché continua a saltare la corrente, ma a parte che ho altri controlli antivirus mi sembrava chiaro ci fosse qualcosa che non andava e che quindi il messaggio era farlocco. O forse ormai siamo troppo abituati a che tutto funzioni?