Alla Feltrinelli di corso Buenos Aires, vicino alla sezione “Matematica” e a quella “Fisica” c’è anche la sezione “Odifreddi”.
Pure così, i suoi libri tracimano ed esondano verso le altre sezioni.
non esiste l’apologia di reato!
Leggendo i commenti a questo post di vb, ho scoperto che una delle mie certezze di una vita crolla. Il nostro codice penale non prevede infatti il reato di apologia di reato.
Un passo indietro. Il termine apologia in origine significava “discorso di autodifesa”, come un matematico probabilmente sa se conosce l’Apologia di un matematico di Hardy. In pratica, però, il termine è passato a significare un “discorso o scritto che difende o esalta qualcuno o qualcosa”, e nel diritto ha assunto il significato tecnico di “difendere o esaltare azioni o comportamenti contrari alla legge”, appunto nella locuzione “apologia di reato”.
Solo che se uno va a spulciare il codice penale, si accorge che l’articolo 414 parla di istigazione a compiere un reato (comma 1) e di apologia di delitto (comma 4). Ah, non è che il delitto significhi necessariamente ammazzare uno; si veda l’articolo 39 del codice penale. Se il codice parla di reclusione e multa, si ha un delitto; se invece parla di arresto e ammenda, allora si ha una contravvenzione. Per esempio, la radunata sediziosa è una contravvenzione; quindi se scrivo “secondo me bisognerebbe andare tutti a fare casino su Facebook” allora, almeno fino a che il senatore D’Alia non si risveglia, non posso essere accusato per apologia di delitto.
(Per completezza: c’è poi anche l’apologia del fascismo, introdotta dalla legge Scelba come attuazione della XII disposizione transitoria della Costituzione)
Aggiungo solo una cosa: il prossimo che mi viene a dire che la matematica è troppo complicata, lo prendo, gli faccio leggere questo e gli dico di andare a fare giurisprudenza.
non leggere ad alta voce!
Scopro dal Wall Street Journal via Quintarelli che c’è qualche piccolo problema che riguarda la nuova versione di Kindle, il lettore di e-book di Amazon.
Il problema non sono i 359$ di costo del coso (beh, per me quello è un problema, anche se capisco che la cosa è legata al fatto che sono un feticista e mi piace occupare troppo spazio in casa coi libri), quanto la sua nuova caratteristica: un convertitore text-to-speech. Che c’è di male, direte voi? C’è tanto male, dice il direttore esecutivo della Authors Guild americana Paul Aiken. Perché leggere un libro è un’opera derivata, e quindi non basta pagare per avere il libro ma occorre anche pagare per avere i diritti aggiuntivi per ascoltarlo.
Non ridete. I “diritti derivati” sono un caposaldo della legge sul diritto d’autore. Credo che in questi utlimi anni tanti musicisti si sono fatti una discreta sommetta dopo che le loro canzoni sono state trasformate in suonerie telefoniche vendute a carissimo prezzo. E so che gli audiolibri, non tanto qui in Italia ma nei paesi anglosassoni, sono un mercato molto fiorente. Però a me sembrerebbe chiaro che c’è una bella differenza tra uno speaker professionista che legge un libro e un sistema automatico, per quanto buono esso sia (uno dei miei lettori può tessere le lodi di uno di tali sistemi…): alla legge, evidentemente, no. D’altra parte, stanno facendo una class action contro Google perché con la possibilità di cercare all’interno dei libri gli autori perdono soldi… e spero che vi ricordiate che Non pago di leggere sta ancora lottando per il principio di prendere a prestito un libro gratuitamente.
Per il momento, l’unico consiglio che posso dare è quello di stare molto attenti quando leggete la favola della buona notte ai vostri bambini: non sia mai che sotto il letto ci sia un solerte funzionario SIAE!
sciopero?
Il Corsera mi comunica (implicitamente, nel senso che ho letto l’articolo) che il 13 marzo è stato indetto uno sciopero in Telecom.
Io ricevo regolarmente i comunicati sindacali lato SLC-CGIL e FISTel-CISL, ed ero fermo a quello di martedì, dove era stato detto “si farà una giornata di sciopero per i primi giorni di marzo”. E poi dicono che i giornali non sanno trovare le notizie :-P
non so cosa sia peggio
pesavano più di 455 chili
La Stampa ci fa sapere che c’è stato un incidente spaziale, con un satellite russo e uno americano che si sono scontrati. Niente constatazione amichevole, mi sa.
Già è divertente che nel 2009 uno scriva “un satellite commerciale statunitense, di tipo Iridium” e non gli venga in mente che i satelliti Iridium sono quelli che servono a far funzionare i navigatori satellitari telefoni. Ma è molto più divertente leggere che i satelliti “pesavano più di 455 chilogrammi”. Mi stupisco anzi che non abbiano scritto “pesavano più di 453,59237 chilogrammi”, visto che è chiaro che il lancio d’agenzia tradotto coi piedi avrà avuto “1000 libbre”. Il tutto senza considerare che ho fatto una velocissima guglata "Kelly Humphries" iridium hubble e ho trovato qui il peso corretto in chili; ma i numeri fanno paura.
e ti pareva?
Avevo scoperto che il governo aveva deciso di detassare i premi di risultato, ed ero tutto felice. Ieri ho letto il comunicato aziendale a riguardo, e ho visto che era tutto vero: i premi fino a 6000 euro anni (cose mai viste da queste parti) avranno una tassazione secca del 10% e non entreranno a far parte dell’imponibile.
Ero tutto ringalluzzito: poi ho continuato a leggere e ho scoperto che il tutto vale solo se si ha un reddito inferiore ai 35000 euro lordi annui. È già un limite relativamente alto, ma ad esempio io lo supero di brutto, e credo che lo stesso valga per praticamente tutti i miei colleghi. Questo significa che se ci sono due colleghi che guadagnano rispettivamente 34999 euro e 35001 euro l’anno e hanno ricevuto un premio di risultato di 3000 euro, il secondo pagherà 840 euro di tasse più del primo. Infatti lo scaglione di riferimento è tassato al 38% e quindi la differenza di aliquota è del 28%.
Direi che non vale molto la pena di migliorare i risultati aziendali.
spam telefonico: il Parlamento “si muove”
Leggo da Guido Scorza racconta di cosa è successo nella Commissione Affari Costituzionali del Senato, che sta discutendo sulla conversione in legge del “decreto milleproroghe” (quello che classicamente tutti i governi emanano per san Silvestro, per festeggiare l’anno nuovo prorogando un po’ di termini). Con un emendamento sicuramente in linea con il nome del decreto, si proroga fino al 31 dicembre la possibilità di usare le vecchie banche dati telefoniche, quelle create prima dell’agosto 2005, per spammare tranquillamente la gente a casa. Lo so, lo so: tanto ci telefonano lo stesso: ma è commovente vedere come il nostro Parlamento ci voglia evitare la fatica di dover chiedere al povero callcentrista come fa ad avere il nostro numero telefonico.
Quello che Scorza non dice è l’appartenenza politico-regionale dei tre firmatari dell’emendamento. Fleres e Alicata sono del PdL ed entrambi siciliani, il che non mi stupisce affatto conoscendo la quantità di call center presenti nell’isola. Invece Legnini è PD e abruzzese. Chissà, magari il marziano a Pescara può raccontarci qualcosa in più…