Tradurre può fare male

Leggo da Language Log che nel “liberato” Afghanistan un tribunale ha condannato a vent’anni di reclusione Ahmad Ghaws Zalmai e Mushtaq Ahmad. La loro colpa? Il primo ha tradotto il Corano in lingua Dari, e l’altro ha approvato la traduzione. Lo stampatore del libro ha avuto una condanna a “soli” 15 mesi.
Secondo Bill Poser di Language Log, il problema non era che la traduzione introducesse delle eresie nel testo, ma era proprio nel manico: visto che il Corano è stato dettato da Allah a Maometto direttamente in arabo, tradurlo in un’altra lingua significa e chiamarlo “Corano” significa compiere un sacrilegio.
So che qualcuno mi dirà che fino a quarant’anni fa la chiesa cattolica continuava a dire la messa in latino; ma le traduzioni cattoliche della Bibbia c’erano eccome, come si può facilmente vedere. So anche che non tutti gli islamici sono così (quantunque il giudice abbia affermato che la pena di morte richiesta dall’accusa sarebbe stata fattibile…). Però la cosa mi preccupa lo stesso tanto.

cambio elettronico… sulla bici

Leggo sul Corsera che Shimano ha introdotto un cambio elettronico sulle biciclette, cambio che è stato utilizzato da tre squadre nello scorso Giro della California. L’articolo continua con una marchetta per la Campagnolo che aveva sviluppato un cambio simile già sette anni fa, e termina con un po’ di pettegolezzi sulla presunta violata purezza del ciclismo (non ridete).
Il mio giudizio a riguardo si può sintetizzare in una parola: bah. Non so se mi fiderei di dover sperare che la pila a bottone per il cambio elettronico non si scarichi improvvisamente, ma immagino che nel peggior dei casi mi ritroverei con una ruota fissa, il che non è la fine del mondo a meno che non si blocchi su un 28×30. Ma d’altra parte non facevo fatica a cambiare nemmeno quando avevo la levetta sul telaio: l’unico problema era riuscire a sentire la posizione corretta. E con i cambi attuali a pulsante o manopola non c’è nemmeno questo problema. Detto in altro modo: a che mi servirebbe una simile innovazione? A nulla :-)

Devolution

[.mau. abilis] No, non sto parlando di quella cosa che piace tanto alla Lega Nord – anche se in effetti qualcosa di simile c’è, a pensarci bene – ma del giochino di morphing creato da quelli della Open University in occasione del bicentenario della nascita di Darwin. Si carica una propria foto, e poi si sceglie verso quale antenato dell’uomo ci si vuole devolvere. Il risultato qui a fianco – che potete anche vedere a risoluzione maggiore – sarebbe un .mau. habilis: la mia espressione indubbiamente intelligente rimane, nonostante il milione e settecentomila anni di distanza: non trovate?
Il gioco è assolutamente sconsigliato ai creazionisti. Leggere attentamente avvertenze e modalità d’uso. Non utilizzare foto del proprio bambino.
(via lo scorfano)

Fumetti di .mau.

I più attenti se ne sono accorti, perché c’è il link dalla mia homepage e dalla pagina principale del blog. Alcuni sono stati contattati personalmente. Adesso ormai la notizia è di dominio pubblico, a giudicare dal numero di accessi di ieri… ma iniziamo da capo.
Due anni e mezzo fa avevo parlato di stripgenerator, un sito in flash che ti permette di creare una striscia di fumetti. Con i miei ben noti tempi, ho deciso di provare a vedere cosa riuscivo a fare; il risultato è questo, con backup delle strisce qua. La periodicità è variabile, visto che non c’è la possibilità di salvare in anticipo la striscia: quindi devo avere l’idea e avere la possibilità di inserirla. Lo so, non si vede una cippa; ma se si clicca sulla striscia la si riesce ad avere a una risoluzione decente.
Ci sono almeno due problemi con la mia capacità di fare delle strisce. Il primo è che non so disegnare; con un sistema come stripgenerator la cosa si può superare, ma il risultato grafico non è il massimo. Il secondo è che non so fare le battute. Anche se qualcuno dei betatester ha in parte apprezzato, un mio amico mi ha scritto “non sono all’altezza dei tuoi standard”, un anonimo commentatore ha scritto più direttamente “fanno proprio cagare”. Tanto se ne stanno da tutt’altra parte rispetto al blog, quindi non siete costretti a guardarle :-P
PS: se qualcuno volesse creare dei fumetti, ho scoperto da Totumweb di altri siti: MakeBeliefsComix, BitStrips (dalle immagini il migliore del lotto), e Comiqs, che però si direbbe più per fotoromanzi.

Milano luminosa

Sono appena tornato da una pedalata nella parte nordovest di Milano. Bisogna dire che l’associazione tra il cielo terso e il traffico relativamente scarso mi ha permesso di vedere che ci sono punti della città anche carini… come ad esempio Villa Simonetta, che poverina è mezzo tagliata dallo scalo Farini e quindi era stata pesantemente bombardata durante la guerra ma che è stata ben restaurata. Poi ci sono le chicche come l’insegna in bassorilievo “E. Porselli – Scarpine da ballo” che si può vedere in via Stelvio.
Peccato che le condizioni di cui in cima al post non ci siano quasi mai.

Non avrai altro Cuore all’infuori di me (libro)

[copertina] Questa antologia del settimanale verde degli anni ’90, quando si poteva dire “verde” senza rievocare le ronde padane (AA.VV., Non avrai altro Cuore all’infuori di me, BUR 24/7 giugno 2008, pag. 320, € 27.50, ISBN 978-88-17-02360-3) è fondamentalmente un amarcord, perché chi allora era gggiovane possa sfogliare le pagine e dire “c’ero anch’io”. Si possono così vedere splendori e miserie dell’Italia di Tangentopoli, e confrontarle con quanto avviene adesso. Il risultato però è un po’ deludente, forse perché gli occhiali del passato tendono ad abbellire le cose, fino a che non si va a sbattere contro la dura realtà dei documenti. È anche vero che la satira è un prodotto che va consumato fresco: una battuta sul momento può essere perfetta, ma solo pochissime battute possono resistere agli anni tanto da diventare dei classici. Poi è forse anche vero quanto raccontato da molti: quando Cuore uscì, non c’era nulla del genere in circolazione in Italia, ma poi tutti gli altri quotidiani copiarono lo stile, e adesso queste cose per noi sono scontate.
Il libro termina con una serie di brevi interviste a chi ha fatto parte della redazione; sembra di leggere i vangeli, nel senso che le storie raccontate collimano a grandi linee ma ognuno poi ricorda i particolari a modo suo. Forse il successo dipende anche da quello.

Strimko

Quasi tutti oramai sanno che il sudoku è basato sugli euleriani quadrati latini: quelli dove ogni riga e ogni colonna contengono tutti i numeri da 1 a n. Il vincolo ulteriore sul sudoku, oltre a definire n pari a 9, è che i nove sottoquadrati 3×3 abbiano anch’essi le cifre da 1 a 9.
Cosa succede se invece che i sottoquadrati prendiamo delle stringhe di lunghezza n? Otteniamo Strimko. Abbiamo sempre un quadrato latino, di dimensione variabile da 4 a 6, ma questa volta i vincoli ulteriori sono per l’appunto sulle stringhe. La metalogica è più o meno la stessa del Sudoku: cercare man mano di trovare gli unici valori possibili per le caselle. La logica vera e propria è però piuttosto diversa, come potete accorgervene da soli provando qualche schema.
Buon divertimento!

più crisi di quanto pensassi

Stamattina sono andato a farmi tagliare i capelli (no, non è quella la crisi). Il barbiere aveva la radio accesa su RTL 102.5, che per quello che sapevo io è un’emittente assolutamente commerciale e apolitica. Sul primo punto nulla di strano: c’è stato un break pubblicitario che non finiva più, con almeno tre pubblicità di automobili che tanto ormai non le compra nessuno. Per il resto, ho sentito due telefonate e tre sms degli ascoltatori. A parte la prima telefonata con uno che diceva che era impossibile andare in auto verso la Francia e ci voleva un passante di Milano come quello di Mestre appena terminato (ma ogni torinese sa che per attraversare da ovest a est la pianura padana è molto meglio fare la Torino-Piacenza-Brescia che è il vero passante di Milano, alla giusta distanza dalla città) tutti gli altri ce l’avevano contro l’attuale governo, anche di brutto.
Può essere stato solo una casualità statistica, e in fin dei conti è più facile sentire qualcuno che si lamenta piuttosto che qualcuno che sia a favore; però non mi aspettavo una cosa del genere. Chissà che ne pensa il PresConsMin.