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Eterogenesi dei fini (editoriali)

L’AIE ha pubblicato una nota nella quale segnala come nel primo trimestre 2021 ci sia stata una crescita di oltre il 26% sia del numero di copie vendute che dei ricavi per i libri stampati (quindi non si sta parlando di ebook). Grande soddisfazione, ovviamente, anche senza considerare il fatto che l’anno scorso nella seconda metà di marzo i libri si potevano solo comprare online. Però…

Come David Allegranti segnala su Twitter, tra i numeri si legge come la percentuale di vendite online (che rappresentava il 27% nel 2019 e il 43% nel 2020) sia ancora cresciuta al 45% in questo primo trimestre 2021. Intervistato per il Sole-24Ore da Andrea Biondi, il presidente AIE Ricardo Franco Levi parla di “eterogenesi dei fini” a proposito degli effetti della riduzione dello sconto massimo dal 15% al 5% con la legge dello scorso febbraio. Per Levi, «il taglio dello sconto era stato pensato per togliere un vantaggio ai grandi operatori del commercio online […]. I dati indicano che così non è stato. I grandi operatori dell’online hanno venduto ancora più di prima beneficiando interamente della riduzione dello sconto, cosa che non è stata possibile agli altri punti di vendita che già applicavano alla propria clientela sconti molto più bassi».

Per amor di verità, l’anno scorso Levi era contrario alla legge: ma d’altra parte l’AIE raggruppa gli editori, mica i librai, come si può anche capire dall’ultima frase riportata che è un contorsionismo niente male: è ovvio che a parità di copie vendute il guadagno è maggiore se lo sconto praticabile è minore, ma non è che questo porti a un vantaggio competitivo per l’online rispetto alle librerie fisiche. Resta comunque il punto fondamentale: lo sconto praticato non c’entra con la scelta del luogo di vendita, come del resto noi pochi lettori forti ci dicevamo già allora.

Quello che può importare è invece la distribuzione relativa tra gli editori: i piccoli e medi editori sono passati da una percentuale del 47,5% di vendite nel 2019 al 50,9% del 2020 arrivando al 54,1% nel primo trimestre 2021. E quello sì che probabilmente è favorito almeno in parte dall’online, per la semplicità di trovare la copia di un libro che ci interessa senza essere bloccati dai bancali pieni di copie dell’ultima “fatica” dei soliti noti. Vabbè, il mondo è sempre interessante!

I terroristi di ilmeteo.it


Spero che nessuno dei miei ventun lettori usi ilmeteo.it per alcunché. Questa azienda (nel footer c’è scritto “Iscrizione registro delle imprese di Padova”) non è mai stata interessata a fare previsioni del tempo, ma solo a produrre titoloni perché la gente vada a leggere i suoi articoli e quindi dargli soldi con la pubblicità. Solo che dopo un po’ la fantasia comincia a difettare, e dopo una sfilza di “sciabolata vichinga”, “invasione scandinava”, “aggressione temporalesca sull’Italia” correvano il rischio di ripetersi. Per fortuna loro è arrivato il Covid, e una nuova serie di titoloni su temi molto più tristi.

Solo che, come mi ha segnalato il mio amico Stefano Scardovi, hanno passato il segno. Ecco qua il titolo: VACCINI: SEGNALAZIONI GRAVI da oltre il 7 per cento delle DOSI, gran parte da ASTRAZENECA. I DATI dell’AIFA (Il maiuscolo è loro, e chi sono io per toglierglielo?) Il 7% delle dosi significano una persona ogni 14: è una catastrofe. E in effetti leggendo l’articolo (mi è toccato farlo…) scopriamo che di queste segnalazioni “il 92,7% si riferiscono a situazioni non gravi, che si risolvono completamente” mentre “[quel]le gravi corrispondono al 7,1% del totale”. Peccato che queste percentuali si riferiscano alle segnalazioni, che sono state “46.237 su un totale di 9.068.349 dosi somministrate” (grassetto loro). Pertanto i casi gravi sono stati “36 eventi ogni 100 mila dosi somministrate” (stavolta il grassetto è mio). Peggio ancora: l’articolo continua con “indipendentemente dal tipo di vaccino, dalla dose (se prima o seconda) e dal possibile ruolo causale della vaccinazione”. Ma allora perché la gran parte delle segnalazioni arriverebbe da AstraZeneca? hanno fatto più vaccini? Macché. Sempre dall’articolo si legge che la maggior parte dei casi gravi è collegata a Pfizer, per l’ottima ragione che sono loro la maggior parte delle dosi inoculate.

Detto in altre parole, siamo ben oltre il clickbait, che sarebbe stato qualcosa come “migliaia di segnalazioni gravi dopo il vaccino!!!11!” Qui abbiamo un titolo scientemente fuorviante, sfruttando il fatto che saranno in pochi a leggere l’articolo. A me piacerebbe che qualche avvocato li denunciasse per procurato allarme…

Grandi risultati informatici della sanità lombarda

Martedì Jacopo ha dovuto fare un tampone (negativo) perché la pediatra voleva essere certa che un suo sfogo cutaneo non fosse legato alle nuove versioni di Covid. Il laboratorio a cui ci ha mandato (Synlab) è privato, come nella miglior tradizione lombarda. Fatto il tampone (con notevole difficoltà legata al divincolarsi del giovane) danno ad Anna un foglio con le istruzioni per scaricare il giorno dopo il risultato. Fin qui tutto perfetto: non c’è alcuna ragione per dover tornare a ritirare un foglio. Ieri mattina provo a collegarmi al sito: ci ho perso venti minuti. In pratica ogni pagina a cui cercavo di accedere si caricava in un minuto o due, sempre che non andasse in timeout e dovessi rilanciarla.
Mi chiedo come sia possibile avere una connessione a scoiattoli per un sito. Gliel’avrei anche detto compilando il modulo di feedback che mi proponevano, ma è finito in timeout anche lui…

registro elettronico hackerato

Se avete figli o nipoti a scuola, probabilmente sapete che in questi giorni molte scuole non hanno a disposizione il registro elettronico, perché Axios è stata oggetto di un attacco (ransomware, per quanto mi pare di aver capito: quindi con i contenuti crittografati e pertanto illeggibili, e con la richiesta di soldi (in bitcoin, tipicamente) per ottenere la password e poterli recuperare. Non che io sia così certo che la password venga davvero consegnata :-) Axios è la piattaforma usata dall’istituto comprensivo dove i gemelli frequentavano la scuola elementare, quindi la conosco almeno come utente.

A parte la scarsa sicurezza di queste piattaforme, che potrebbe avere come effetto il moltiplicarsi degli sforzi da parte degli studenti per riuscire a penetrare nel registro e cambiarsi i voti, e sperando che il gestore facesse molti backup resta un problema di base. Perché abbiamo dovuto copiare gli americani e privatizzare il gestore di questi strumenti didattici? Non si poteva fare una gara e scegliere lo stesso sistema almeno su base regionale?

Ultimo aggiornamento: 2021-04-07 13:28

No, non proprio 11,9 miliardi

Il Corsera tiene a farci sapere che a causa della pandemia il bilancio INPS sarà “più leggero di 11,9 miliardi”. Tutto molto interessante: ma come scrivevo alla mia amica Silvia, leggendo l’articolo si scopre che quei risparmi si avranno in dieci anni, e in realtà ci si è semplicemente messi a considerare il mancato esborso 2020 che era di 1,11 miliardi. Considerando che la spesa per pensioni (poi c’è tutta la parte assistenziale…) nel 2019 è stata di 233 miliardi, siamo sullo 0,5%…

Come sapete, io sono un gran peccatore e penso male, ma vedere che l’articolo legato a questa “notizia” racconta di come si può fare andare prima in pensione la gente ho come l’idea che la “notizia” in questione non sia stata pubblicata così per caso…

(ah, anche la parte dell’articolo di QuiFinanza che spiega come il disavanzo INPS è dovuto all’inglobamento dell’INPDAP, chisando «In poche parole, lo Stato non ha versato i contributi per i suoi dipendenti che poi sono stati scaricati sull’Inps, quando ne ha inglobato gli enti previdenziali.» non ha un grande senso. Dal punto di vista dello Stato i contributi ai dipendenti statali sono una partita di giro. Semplicemente, non li ha messi prima e li mette ora. Altra cosa sono le casse private che sono state assorbite a fine millennio.)

menefreghismo o ignoranza?


Ieri, dopo la tac dentale, sono passato al Delicatessen di corso Buenos Aires a prendere pane e bretzel, pagando come sempre una schioppettata (quasi venti euro di roba). Stamattina guardo lo scontrino, e trovo scritto “Pagamento in contanti”. Inutile dire che avevo pagato con il bancomat: non per la lotteria degli scontrini – non perdo nemmeno tempo a chiedere se il negozio la fa – e nemmeno per il cashback, che tanto lo ottengo uguale, ma perché sono abituato a farlo.

Considerando che in questo caso non ci può essere nemmeno il piagnisteo per l’aggiornamento dei registratori di cassa, che evidentemente era stato fatto visto il testo scritto, come è possibile che non si sia nemmeno in grado di pigiare il tasto corretto?

Ultimo aggiornamento: 2021-03-06 12:11

Campane moleste

Qualche giorno fa l’ex parroco delle chiese del Carmine e di Santo Stefano a Lavagna (pieno centro del comune) è stato condannato a pagare 65000 euro più spese legali a una professoressa milanese a cui il «perdurare delle emissioni rumorose» delle campane delle due chiese «hanno cagionato fortissimi e cronici malesseri».

Conosco fin troppo bene il suono delle campane del Levante ligure. La casa dei miei suoceri a Chiavari è a cinquanta metri in linea d’aria – e alla stessa altezza… – del campanile della chiesa di Rupinaro, e quindi dalle 7 alle 22 ci cucchiamo le ore e le mezz’ore, oltre a un certo qual numero di concerti per campane in occasioni più o meno particolari. (Poi la casa è in una posizione sfortunata, ci becchiamo anche i concerti sul patio dell’albergo vicino o giù in piazza, e quelli finiscono anche ben dopo). Capisco insomma il disagio, anche se ho dei dubbi sui fortissimi e cronici malesseri causati da un suono di tre decibel sopra il rumore di fondo.

Ma quello che mi chiedo è un’altra cosa. Come è possibile che tra causa penale e civile siano passati trent’anni prima di una sentenza definitiva?

giustizia?

Leggo che Beppe Signori è stato assolto (con formula piena) dall’accusa di avere truccato il risultato della partita Piacenza-Padova. Secondo quanto hanno stabilito i giudici, aveva sì ricevuto 30.000 euro ma non per truccare la partita bensì per diventare un testimonial (cosa che ovviamente non ha potuto fare).

Peccato che quella partita sia stata giocata nel 2010, cioè undici anni fa. In effetti Signori ha rinunciato alla prescrizione perché voleva un’assoluzione piena. Non trovate che ci sia qualcosa che non funziona?

Ultimo aggiornamento: 2021-02-24 16:25