Campane moleste

Qualche giorno fa l’ex parroco delle chiese del Carmine e di Santo Stefano a Lavagna (pieno centro del comune) è stato condannato a pagare 65000 euro più spese legali a una professoressa milanese a cui il «perdurare delle emissioni rumorose» delle campane delle due chiese «hanno cagionato fortissimi e cronici malesseri».

Conosco fin troppo bene il suono delle campane del Levante ligure. La casa dei miei suoceri a Chiavari è a cinquanta metri in linea d’aria – e alla stessa altezza… – del campanile della chiesa di Rupinaro, e quindi dalle 7 alle 22 ci cucchiamo le ore e le mezz’ore, oltre a un certo qual numero di concerti per campane in occasioni più o meno particolari. (Poi la casa è in una posizione sfortunata, ci becchiamo anche i concerti sul patio dell’albergo vicino o giù in piazza, e quelli finiscono anche ben dopo). Capisco insomma il disagio, anche se ho dei dubbi sui fortissimi e cronici malesseri causati da un suono di tre decibel sopra il rumore di fondo.

Ma quello che mi chiedo è un’altra cosa. Come è possibile che tra causa penale e civile siano passati trent’anni prima di una sentenza definitiva?

7 comments

  1. Il tempo medio di una causa civile in Italia è 10 anni circa.

    Primo grado, secondo grado, eventuale ricorso alla cassazione e siamo in linea con i tempi. Poi che sia una buffonata, siamo d’accordo.

  2. L’articolo dice che le cause iniziano alla fine degli anni ’90 (quindi fan vent’anni); e che la signora ha iniziato ad abitar lì dal 1980 (e fan quarant’anni). I trant’anni escono solo come media. Sospetterei anche che i 3 decibel siano in realtà 3 bel

    • i bel non li ho mai sentiti usare, e 3 bel (cioè 30dB) sono una roba enorme. Mi immagino più 10 dB..

      • un “Ambiente domestico di giorno, strada tranquilla” sta sui 40 dB; “Sveglia, asciugacapelli, autostrada” sta sugli 80 dB. Il suono di campane a poche decine di metri mi pare paragonabile al rumore di una sveglia o di un asciugacapelli, quindi direi che la differenza di 30 dB sia plausibile.

  3. La sentenza (http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20210223/snciv@s20@a2021@n04836@tS.clean.pdf) ha confermato la precedente sentenza della corte di appello, emessa nel 2015, che aveva ridotto l’importo del risarcimento a circa 18.000 euro.
    La sentenza del tribunale di Chiavari, emessa nel 2008 e riformata dalla corte di appello, aveva in effetti condannato a un risarcimento di circa 60.000 euro (poi ridotto in appello).
    Non ci sono dati per sapere in che anno fosse iniziato il giudizio.
    Non ci sono dati sui decibel.

    • Quindi i giornali non hanno capito nulla? Che strano.
      (Mi sarei stupito di leggere di decibel in una sentenza di Cassazione, che dovrebbe solo entrare nel metodo. L’unico caso possibile sarebbe stato un errore materiale)

    • L’atto di citazione è del 2003. Su Persona e Danno si può leggere la sentenza di primo grado dove viene anche chiarito che 3 decibel oltre il rumore di fondo è il limite che la giurisprudenza pone alla tollerabilità dell’emissione sonora.

      Non è dato sapere quale fosse il livello sonoro prodotto dalla sorgente ma dalla nota 4 della sentenza parrebbe esserci stato un superamento da “27 a 33 decibel”.