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matematto non praticante

insegua quel twit!

[followers, cioè inseguitori]
Quello qui sopra è il ritaglio di un articolo del Corsera odierno (pagina 6 taglio basso, per la cronaca), in un articolo dove si parlava degli strani messaggi spediti ieri su Twitter dall’account della CGIL. Per quanto mi riguarda i messaggi non erano nemmeno così strani, ma non importa: quello che mi ha lasciato basito è la nota della redazione che ha “spiegato” come i follower dell’account Twitter siano gli inseguitori. Mi chiedo perché un qualsivoglia componente di una redazione decida che una parola inglese non sia comprensibile ai lettori del quotidiano, decida di inserire una traduzione esplicativa, e sbagli completamente questa traduzione: tra l’altro “inseguitore” non è nemmeno una traduzione di “follower”, se non nell’ambito della meccanica.
Capisco che “seguace” possa sembrare un po’ esagerato, “ammiratore, discepolo” non siano necessariamente veri, “aderente” sia troppo formale: ma allora che si usi una perifrasi, “coloro che seguono gli aggiornamenti”… oppure si scriva “lettori abituali” o qualcosa del genere!
(per i grammar nazi: usare il plurale per follower è invece corretto, visto che la parola è stata scritta in corsivo e quindi segue le regole della lingua di partenza non essendo un prestito ma una citazione)

Trenitalia: sito nuovo, trucchi usuali

Tra qualche settimana devo andare a Torino con il cappellino Wikimedia Italia. Ho pensato “prenotiamo ora il biglietto, magari spendo meno”. In effetti il nuovo sito Trenitalia mi mostrava un bellissimo Frecciarossa con tariffa mini a 9 euro, meno che il regionale. Bene, dico, faccio la transazione via carta di credito: peccato che mi si pianti il sito per le “transazioni business”. Riapro il sito, e come nelle migliori tradizioni il biglietto a nove euro non c’è più. Amen, lo compro a 19 euro, e casualmente la transazione questa volta funziona.
Però ci sono due cose che non ho capito: perché il sito è tutto in inglese, e perché l’inglese del sito è stato scritto da uno che evidentemente l’inglese non lo sa. Lo so, dovrei ritenermi fortunato di averlo avuto, il biglietto.
(ah, vabbè: se proprio la devo dire tutta non mi è stato possibile acquistare un biglietto volgare per il ritorno, visto che i regionali ancorché veloci non sono considerati: ma quello è praticamente ovvio)

Osservatorio sulla comunicazione della scienza online

Io parlo spesso di matematica. Lo sapete fin troppo bene. Però, come potete immaginare, non sono certo l’unico a farlo, e non sono nemmeno l’unico italiano: basta vedere quanta gente partecipa ai vari Carnevali della matematica, della fisica, della chimica, dei libri di scienza…
Bene: Emiliano Peña, dopo avere conseguito un master in Comunicazione della Scienza all’università di Padova, ha pensato di prendere il materiale usato per il master e creare un sito dove raccogliere l’elenco di tutti coloro che si occupano di comunicazione online della scienza in lingua italiana. Il sito si chiama per l’appunto Osservatorio sulla Comunicazione della Scienza Online (OCSO) e direi che è già molto ampio, almeno dalla scorsa che sono riuscito a dargli. Potete trovare due schede su di me: questo sito, xmau.com, e il blog di matematica sul Post. Ma naturalmente voi li conoscete già, il massimo che potete ottenere in più è vedere la mia brutta faccia in una foto di una decina di giorni fa: perché non fate un giro e scoprite qualcuno di nuovo?

Morso papà

In questi giorni Cecilia ha un’irritazione dovuta al pannolino. L’altra sera, mentre la cambiavo, mi diceva che le faceva male; mentre prendevo la crema, mi dice “qui morso papà”. Naturalmente questo di per sé non è un problema: anche se fossero passati quelli del Telefono Azzurro avrebbero notato che di morsi non c’era traccia e che il motivo di quegli arrossamenti è tutt’altro. Però mi chiedo cosa succederebbe se avesse un livido perché correndo ha sbattuto da qualche parte e a domanda rispondesse in quel modo. Come farei a dimostrare che non sono stato io, che notoriamente i bambini li mangio e quindi potrei benissimo picchiarli?

semicompleanno

Oggi i gemelli compiono cinque anni in due. (Con Jacopo malato, oggi lo devo portare dalla pediatra). Fate loro gli auguri!
(Eccezionalmente ecco anche una loro foto…)

Problema della domenica: Insonnia

Quest’estate, mentre ero in vacanza in un paesino sulle montagne svizzere, mi sono svegliato di colpo, e ho sentito un rintocco del campanile della vicina chiesa. Quell’orologio è sincronizzato via radio con Francoforte e perciò esattissimo; batte le ore, con un rintocco ogni due secondi, e le mezz’ore. Era buio e non sapevo che ore fossero, ma non avevo voglia di accendere la luce, o di dormire se per questo: ho aspettato con calma. Dopo un po’ – molto, molto più di due secondi! – ho sentito un singolo rintocco. Dopo ancora un altro po’ di tempo ho sentito un singolo rintocco, il terzo. Dopo un ulteriore altra lunghissima pausa – no, non mi sono mai addormentato nel frattempo – ho udito un singolo rintocco, il quarto: al che mi sono detto che l’orologio del campanile si era rotto. A che ora mi sono svegliato?
(un aiutino lo trovate sulla pagina http://xmau.com/mate/problemi/p012.html; la risposta verrà postata mercoledì, a partire da quel link)

_L’oro dell’inferno_ (libro)

[copertina] Come esiste la tradizione del romanzo storico, questo libro (Eric Frattini, L’oro dell’inferno [El oro de Mefisto], Nord 2011 [2010], pag. 444, € 18.60, ISBN 978-88-429-1837-0, trad. Claudia Marinelli) potrebbe definirsi una “spy story storica”. Le vicende trattate sono infatti quelle dell’operazione Odessa, che portò al sicuro all’estero molti gerarchi nazisti, intrecciate con la posizione del Vaticano che avrebbe favorito tale fuga. Oltre ai tristemente noti nomi di nazisti come Bormann, Goebbels, Eichmann troviamo così quelli di Allen Dulles, futuro direttore della CIA che in guerra fu il capo della sezione europea dell’OSS, e dei pro-segretari di Stato vaticani Domenico Tardini e Giovanni Battista Montini. Naturalmente nell’impianto storico si innestano i temi fittizi, come la fuga di Hitler ed Eva Braun verso la Danimarca prima e il Brasile poi, e soprattutto il ruolo del magnate francese Edmund Lienart, amico del Führer che fu scelto come capo di Odessa proprio perché non tedesco, e perché il proprio figlio August, allora seminarista, poteva giocare un ruolo molto importante.
Frattini (che è spagnolo, non sbagliate!) si è sicuramente divertito a raccontare dell’Entità, il servizio segreto vaticano: a dire il vero ci ha persino scritto un libro non-fantasy al riguardo. Quella, insieme con la ricostruzione dei movimenti delle varie spie, è sicuramente la parte più riuscita del libro. Ci sono però delle cose che non mi sono proprio piaciute: passino le scene di tortura piuttosto pesanti – ve le segnalo se siete deboli di stomaco come me – però dal mio punto di vista tutte le schermaglie a base di citazioni di massime da parte di un protagonista, seguite dalle relative controcitazioni del suo interlocutore sono davvero pesanti, e mi hanno tolto il piacere della lettura. Per dire, un personaggio dice “la gioventù non accompagnata dall’umiltà può portare a un insensato orgoglio” e l’altro risponde “certo, ma l’umiltà ostentata è una forma di orgoglio ancora più pericolosa”. Non so se rendo l’idea: se spy story deve essere, che sia asciutta! Positiva la traduzione di Claudia Marinelli, scorrevole quanto possibile: un minimo appunto all’editor che ha lasciato sul titoletto di un sottocapitolo Lüneburg che nel testo è diventato Luneburgo.