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matematto non praticante

_La prova di Gödel_ (libro)

[copertina] Il teorema di incompletezza di Gödel è uno dei temi più ricorrenti nella divulgazione matematica, solo che non è mai facile riuscire a trovare una spiegazione semplice. Questo breve saggio (Ernst Nagel e James R. Newman, La prova di Gödel [Gödel’s Proof], Bollati Boringhieri 1992 [1959, 1974], pag. 144, € 15, ISBN 978-88-3390-309-5, trad. Luigi Bianchi e Serenella Cerrito) probabilmente è stato il primo a portare la dimostrazione al grande pubblico – grande si fa per dire, visto che comunque occorre tutta una serie di conoscenze di base. La dimostrazione è preceduta da un excursus che spiega non solo la storia di come la matematica abbia seguito una corrente formalista nata alla fine dell’Ottocento, portata in auge da Hilbert e distrutta da Gödel, ma anche di come il logico austriaco abbia probabilmente avuto l’idea della sua costruzione, oltre che una conclusione che spiega come il risultato è sì negativo, ma solo per quanto riguarda la dimostrabilità della completezza della matematica all’interno della matematica stessa.
Il libro contiene anche un saggio di Jean-Yves Girard, pubblicato per la prima volta nell’edizione francese del 1989 dell’opera, che fa a pezzi il riduzionismo e il formalismo di Nagel e Newman (che erano nel frattempo deceduti entrambi, quindi non potevano rispondere) Girard comunque ce l’ha anche con Gödel e i gödelisti, soprattutto Hofstadter di cui stronca il famose “Gödel, Escher, Bach” senza citare neppure il titolo. La cosa divertente è che l’edizione corrente in inglese è stata rivista e annotata… da Hofstadter stesso, che a dire il vero non è riduzionista neppure lui. Sarebbe bello che Bollati Boringhieri pensasse a una nuova edizione italiana con il testo attuale e una nuova traduzione: in quella di Luigi Bianchi si sente il peso degli anni, a differenza di quella di Serenella Cerrito del saggio di Girard che è per l’appunto più moderna.

Benzina

Continuo a leggere che visto il caro benzina la gente si muove meno in auto, e le strade sono così sgombre che i tassisti milanesi piangono perché guadagnano di meno (se la stessa corsa è più veloce, il tassametro scatta di meno). Sarà. Però ieri dopo cena sono uscito in auto per andare alle Cenerentoliadi: l’auto era quasi in riserva e oggi Anna sarebbe andata nel bergamasco, così ho pensato di fare benzina a un distributore automatico sulla strada. Ho dovuto fare la coda, da quanta gente c’era. Non è che ci sia qualcosa che non torna?

consiglio occhiali da lettura

Ma secondo voi che si può rispondere a una persona che mi scrive (via il mio profilo google) scrivendo «ho visto il suo profilo estremamente interessante ed ho pensato di metterla a conoscenza di una buona opportunità di lavoro su bologna e provincia. Azienda italiana operante nel settore cosmetica ricerca responsabili marketing.»? Il mio profilo è qua, se non lo sapete: se qualcuno mi spiega come si può stabilire che io sappia fare marketing, sappia di cosmetica, e sia interessato a posti di lavoro su Bologna e provincia gli/le sarei graterrimo.

cx.com: 10 gb gratis sul cloud

Uno degli ultimi arrivati sulla scia di Dropbox e simili è cx.com. Anche loro offrono spazio gratis sul loro cloud, insieme a un’applicazione (non per linux, solo per Windows, Mac, iPhone, iPad, Android…) per gestire i file sui propri computer, tablet e telefoni. E anche loro danno un premio per chi invita un amico : se cliccate qui vincete altri 300 MB di spazio (e li fate vincere anche a me).
Come sempre, non vi fidate a lasciare documenti sensibili in rete: ma la foto fatta in pizzeria può tranquillamente starci!

Agenzia Pubblicitaria Twitter

Non so se avete seguito la querelle di ieri sul presidente della provincia di Milano Guido Podestà. Se la ricostruzione di Repubblica è corretta (e lo screenshot parrebbe almeno in parte confermarla), su Twitter qualcuno – tale “Il Sarcastico” – ha postato la frase Milano. All'asta i volantini delle BR. @giulianopisapia vende la collezione privata? e @guido_podesta l’ha subito ritwittata. (Per chi non è un esperto di twitter, ha postato la stessa frase aggiungendo da chi l’aveva presa). Qualcuno (in un tempo non quantificabile dallo screenshot di Repubblica, ma compreso tra un minuto e tre ore) si è accorto che forse non era una grande idea che un uomo politico desse l’imprimatur su quella frase, che è stata così cancellata e sostituita dal testo “Retweet precedente sbagliato”; Podestà si è poi scusato con Pisapia, dando la colpa al suo staff.
Si sa che dare la colpa agli altri è sempre comodo: ma quello che noto è che non c’è più alcuna remora a istituzionalizzare quello che tanto si è sempre saputo, e cioè che in massima parte i vip “che sono su Twitter” (ma anche Facebook) in realtà pagano qualcuno per mantenere l’illusione della loro presenza. A essere buoni, resta loro il contenuto originale (i post, le twittate… che le scrivano alla tastiera loro oppure le dettino a qualcuno è indifferente), ma per tutto il resto lasciano mano libera allo stagista di turno, che magari non sa nemmeno dove sia via Giandomenico Puppa nel quartiere di Sucate. Sì, il mondo probabilmente va così e non ci si può fare molto: ma allora perché non istituzionalizzare la cosa? Forse perché si ha paura che molti dei seguaci se ne andrebbero perché non possono più definirsi fan di Podestà (o Pisapia, o Ligabue, o Vasco, o chi per loro)?

Grandi guadagni

Oggi la mia banca mi ha scritto.
La informiamo che e' stata eseguita una disposizione di accredito di importo .02 Euro
sul Suo c/c XXXXXXXXX con data valuta 20/03/2012,
BONIFICO A VOSTRO FAVORE ORDINANTE: GRUPPO EDITORIALE L ESPRESSO S CAUSALE: CONGUAGLIO PREMIO AUTORE MAURIZIO CODOGN .

Il tutto penso capiti perché ho stampato il mio Matematica liofilizzata su ilmiolibro.it, e l’ho messo in vendita. Non che intendessi veramente venderlo, e addirittura nella scheda del libro c’è scritto dove prendere il pdf aggratis. Però tanto non mi costava nulla lasciarlo, e quindi c’è. Un mesetto fa mi è arrivata notizia che avevo guadagnato non so bene quanti centesimi: oggi devono avere rifatto i conti e scoperto che me ne dovevano ancora due.
Quello che mi chiedo è che senso ha fare tutte queste operazioni: bastava dire “sotto tot euro le royalties non vengono erogate ma tenute da parte, a meno che non si tolga il libro dalla vetrina”. Troppo difficile?

_Una via di fuga_ (libro)

[copertina] Dopo il volume dedicato alla geometria classica, Odifreddi si dedica in questo libro (Piergiorgio Odifreddi, Una via di fuga – Il grande racconto della geometria moderna , Mondadori 2011, pag. 254, € 20, ISBN 9788804613688) a quella moderna, dal medioevo con la geometria proiettiva alla fine dell’Ottocento con le geometrie non euclidee. Il mio giudizio su questo secondo volume è ancora migliore di quello sul precedente: Odifreddi ha ridotto la quantità di battutine (oltre ai cattolici tra l’altro sono entrati in gioco anche i beoti dei filosofi kantiani, bisogna dire che ne ha per tutti) e soprattutto ha fatto la trattazione più completa che io abbia mai visto sulle geometrie non euclidee, mostrando per esempio la differenza tra la geometria assoluta (euclidea e iperbolica) e le due geometrie ellittiche essenzialmente differenti tra loro. Il libro è pertanto caldamente consigliato non solo agli appassionati di matematica, ma anche alle persone curiose che vogliono saperne di più.

Problema della domenica: Pulizie di primavera

Ho riordinato le cartelline coi documenti di ufficio, e mi sono accorto che se le sistemo in pile da dodici cartelline me ne avanzano cinque, mentre se le raggruppo in pile da nove me ne restano sette. Qual è il minimo numero di cartelline che ho?
(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/mate/problemi/p016.html; la risposta verrà postata lì mercoledì)