Archivi autore: .mau.

Informazioni su .mau.

matematto non praticante

furbizia occidentale

Avete presente quelle situazioni in cui tutto sembra andare bene, si è a un passo dalla meta e poi si butta via tutto per un errore marchiano dovuto alla troppa sicurezza? Bene, oggi ci è riuscita Ilda Boccassini, che nella requisitoria per il processo Ruby ha parlato della furbizia proprio orientale delle sue origini della giovane.
Tralasciamo che il Marocco è a occidente dell’Italia, tanto la geografia non la si studia più. Tralasciamo anche l’articolo del Giornale, che è stato aggiunto giusto per completezza visto che il lettore tipico di quel quotidiano probabilmente non trova nulla di strano nella frase. Il punto è che lo stereotipo “levantino = furbo di tre cotte” è così trito che resta semplicemente un boomerang. Boccassini poteva semplicemente dire che la ragazza è indubbiamente molto furba, e su questo non ci piove, senza provare a dare giustificazioni razziali. Il testo della requisitoria immagino sia preparato in anticipo: non c’è insomma nemmeno la (flebile) giustificazione di essere in mezzo a un comizio (anche se da come l’ha pronunciato direi che non è stato letto). E allora, perché?

Quizzino della domenica: Il capitano e la sua nave

Siete capaci a ricavare l’età del capitano di questa nave, quanti figli maschi e femmine ha e quanto è lunga la sua nave? Il prodotto dei quattro valori (con l’età espressa in anni, e la lunghezza della nave in metri) è 32118; solo l’ultimo figlio del capitano è maschio; inoltre il capitano non ha ancora cent’anni e la nave è lunga meno di 200 metri.
(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p101.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì)

Creperie d’Auriane (ristorante)

L’altra settimana, dopo avere accuratamente lasciato i gemelli dai nonni, Anna e io siamo andati a provare la Creperie d’Auriane, visto che prima che riusciamo ad andare in Francia a mangiarle ce ne vorrà.
Niente da dire sul locale, piccolo ma molto ben tenuto. Le galettes, dice mia moglie che è l’esperta di famiglia, sono troppo sottili, soprattutto se uno prende qualcosa appena oltre la base; le crepes dolci sono invece corrette. Detto questo, iniziano le note dolenti. Secondo il menu, tutti gli ingredienti sono scelti con cura: questo non era il caso della panna, che non era fresca ma industriale. In compenso la bottiglia di sidro francese costa 13 euro, e non c’è la possibilità di ordinarlo al bicchiere (“ma se vuole può portarsi a casa la bottiglia non terminata: il vuoto non è a rendere”. Scusa, ma portarsi a casa il doggy bag è il minimo sindacale, e con il ricarico che fai voglio vedere se mi avessi ancora fatto pagare il vuoto). La birra è solo in bottigliette francesi da 33 centilitri per sei euro, e il titolare nel versarla – manco fosse un vino d’annata – è anche riuscito a farla uscire fuori dal bicchiere.
In definitiva, uno dei tanti posti per cui Milano è famosa (famigerata). Non credo ci torneremo.

fondi neri Mediaset

C’è una cosa che non mi torna molto nella condanna di Silvio Berlusconi per i fondi neri Mediaset. Ammetto di non aver letto le motivazioni dela sentenza (quella di primo grado: per l’appello lo so che non sono ancora state pubblicate, ma il fatto che lo saranno a brevissimo mi fa immaginare che ci sarà scritto qualcosa tipo “non sono apparse nuove prove difensive rilevanti” o giù di lì), e quindi non posso giudicare; ma magari qualcuno dei miei ventun lettori può farlo.
Partiamo dal presupposto che sia stato dimostrato oltre ogni dubbio che questi fondi neri ci siano stati: su questo punto non ho sentito insorgere contro le toghe dal drappo rosso né Berlusconi né i suoi difensori (o mi sono perso anche questo?). Riuscire ad associare questi fondi a Silvio implica però perlomeno dimostrare che sono stati usati da lui, e questo non mi pare affatto banale; altrimenti la responsabilità ricade su presidente e amministratore delegato. D’altra parte, se questa associazione è stata dimostrata, in effetti si può pensare che la legge del 1957 sull’ineleggibilità si possa effettivamente applicare a Berlusconi, il che significa che i possibili cinque anni di interdizione dai pubblici uffici sono il minore dei suoi problemi. Ribadisco: qualcuno è riuscito a capirci di più?

una storiella

Ora vi racconto una storiella.
C’era una volta un certo Gino Cerutti, tipicamente noto solo ai suoi amici del bar sotto casa (a Milano, in zona Giambellino), che inopinatamente entrò in consiglio regionale lombardo, causa dimissioni di chi era davanti a lui in lista ed era stato eletto. Il consiglier Cerutti si affrettò a presentare un’interpellanza consiliare, chiedendo se il Pirellone intendesse prendere una qualche azione per verificare l’eventuale presenza di rettiliani intrufolatisi nel territorio regionale con non meglio identificati fini. L’interpellanza fu rapidamente archiviata, ma qualcuno ne parlò su Twitter e sbertucciò il consiglier Cerutti, che rispose ben più che per le rime, forse pensando di essere tra gli amici del bar. La nota testata Becero e il superblog Rovistando ripigliarono la diatriba in rete, nel loro solito modo. Qualcuno aggiornò poi la voce a lui dedicata su Wikipedia: essendo quella polemica la cosa per cui era maggiormente noto, e poiché probabilmente il tipo non era un suo sfegatato fan, ci andò giù un po’ pesante.
Il consiglier Cerutti non fu affatto felice della cosa, e dopo qualche tentativo di cancellare le frasi – prontamente rimesse in linea da altri wikipediani – iniziò a far scrivere dal suo avvocato a tutto ciò che poteva avere una sia pur tenue affinità con Wikipedia, a partire dalla Wikimedia Foundation in giù. I risultati formali di questa offensiva furono nulli; intanto però gli anticorpi wikipediani erano entrati in funzione e il testo della voce risultava più neutro. Malauguratamente per il consiglier Cerutti i collegamenti agli articoli di Becero e Rovistando continuavano a essere presenti insieme alle fonti. Non è dato di sapere se il consiglier Cerutti abbia querelato gli autori dei due articoli (nel qual caso probabilmente i collegamenti verrebbero oscurati, spiegandone il motivo, fino a che la vicenda giudiziaria non giungesse a termine). Quello che è dato sapere è che mi ha scritto che intende procedere contro di me in quanto rappresentante italiano di Wikipedia.
Inutile aggiungere che – tranne per la parte che riguarda me – fatti e personaggi di questa storiella sono completamente inventati. Un po’ più utile forse segnalare che la voce su Gino Cerutti è liberamente modificabile da chiunque, e che io non ho mai apportato alcuna modifica ad essa. Ricordatevi di portarmi le arance a tempo debito, e abbiate pazienza se questo post non è commentabile.

articolo 21 bis

Che ne direste se qualcuno volesse aggiungere alla nostra Costituzione il diritto di accesso ai libri? Vi sembrerebe una cosa naturale? Beh, qualcuno ha presentato un progetto di legge costituzionale «in materia di riconoscimento del diritto di accesso alla rete internet». E ha anche avuto il coraggio di chiamarlo “articolo 21 bis”, creando un precedente che sarà sicuramente seguito da tutti (per la cronaca, si è sempre scelto di modificare gli articoli, mica di aggiungerne).
E no, non è un pentastellato.
(hat tip: Daniele Minotti)

rispetto

Ieri ha suscitato una certa eco la decisione di Umberto Ambrosoli di uscire dall’aula consiliare lombarda durante la commemorazione di Giulio Andreotti, e il commento di Lara Comi che ha voluto rimarcare (televisivamente, perché sennò chi se la filava?) di non condividere per nulla il gesto.
Sarà, ma io non riesco affatto a capire perché alzarsi e uscire dall’aula sia “mancare di rispetto”. È un gesto di dissociazione esplicita, certo. Un gesto perfettamente comprensibile, tra l’altro, conoscendo un minimo la storia italiana degli ultimi 40 anni. Ma un gesto assolutamente rispettoso: non ha mica sbraitato contro la decisione presa dalla maggioranza, l’ha accettata ma ha scelto di non adeguarsi. Al limite, l’unica cosa che mi scoccia è che mi tocca essere d’accordo con l’ex-Eterno Vicesindaco Riccardo De Corato, che ha definito Ambrosoli “un signore”.
Poi vabbè, c’è chi ai tolc-sciò non ci può andare e allora si sfoga su Facebook. Non potevi berti la bottiglia da sola? Troppo triste?

others and Eni

domenica, tra i tanti auguri di compleanno che arrivano automaticamente dai vari servizi a cui ti sei voluto o dovuto iscrivere, c’era quello di You&Eni che spiegava come avrei potuto avere doppi punti se avessi fatto un rifornimento di almeno trenta euro in settimana. Visto che la macchina era in riserva, oggi ho pensato bene di andare a fare benzina… e ho scoperto che negli iperself You&Eni – cioè nei due punti vendita vicino a casa mia – non si fa più benzina prima e pagamento poi alla cassa, ma si paga prima e si fa benzina poi; ma soprattutto non si prendono i punti.
Io non so quando sia cambiata la cosa: sono certo che il mio ultimo rifornimento è stato in un punto Eni e i punti me li hanno messi. Sono solo certo che il mio ultimo rifornimento era stato il 21 marzo (e il penultimo il 3 gennaio: non è che qui l’auto venga usata più di tanto). Ad ogni modo, Eni ha tutti i diritti di scegliere come fare le sue promozioni; se però decide di abbassare il prezzo della benzina negli iperself invece che favorire le carte fedeltà non può sperare che la fedeltà rimanga :-)