In questi giorni mi sono trovato per due volte di fila questa battuta: «A priest, an imam, and a rabbit walk into a blood donation center.
The nurse asks the rabbit: “What’s your blood type?” “I’m probably a type O,” says the rabbit.» Ammetto di non averla capita. Cosa avvrei fatto una volta? Avrei aperto una casella di ricerca e scritto qualcosa tipo “priest imam rabbit joke”. Purtroppo sono anni che i motori di ricerca fanno sempre più schifo, e non mi basta nemmeno scegliere una stringa di ricerca particolare, come facevo in passato. Adesso ho aperto Gemini 3 e ho chiesto “could you explain this joke?” In pratica uso l’LLM come motore di ricerca (oltre che per le immagini dei post che scrivo su MaddMaths!, visto che non so disegnare).
Uno può chiedersi “ma non hai paura che si inventi la risposta?” Beh, no. In fin dei conti ho ancora la capacità di verificare la risposta, quindi se per me non ha senso posso buttarla via. E non è che la cosa cambierebbe con una ricerca standard: almeno con lo stato attuale dei risultati forniti devo comunque verificare anche lì che quanto trovo non sia farlocco. Questo non sarebbe davvero un problema: non sono legato a una tecnologia, e se Google ha deciso di passare all’immerdificazione del suo motore di ricerca per aumentare gli utili, come racconta Paolo Attivissimo e gli altri motori sono comunque meno ricchi di risultati posso tranquillamente passare a qualcosa di diverso. Il vero problema è un altro. Guardate qui:

Questo è il numero di domande fatte ogni mese su stackoverflow. L’ha postato sull’ex Twitter Sam Rose, insieme alla query che ha usato per ricavare il grafico. Qualche anno fa, il mio motto era “when everything else fails, ask Stackoverflow”. Evidementente è un pezzo che tutti facciano come me e usano un LLM per avere le risposte alle proprie domande. Solo che a questo punto Stackoverflow chiuderà a breve: e dove riusciranno gli LLM a trovare le informazioni necessarie per rispondere alle domande? In pratica, proprio perché sono diventati così bravi a rispondere alle domande attuali rischiamo di non avere più la possibilità di far loro “imparare” le risposte alle domande future, perché nessuno aggiungerà più informazioni nei soliti luoghi di raccolta. Mi chiedo se sono l’unico ad avere questa preoccupazione.
Ah: se nemmeno voi avete capito la battuta iniziale, è perché in realtà è una metabattuta. In genere queste storielle cominciano con “a priest, an imam and a rabbi“. Il coniglio risponde letteralmente “penso di essere di tipo zero”, ma “type O” si pronuncia come “typo”, refuso. Quindi si riferisce a sé stesso, affermando che “rabbit” è probabilmente un refuso per “rabbi”…


Quest’ultimo libro di Andrea Monti recupera e completa i testi più tecnici che ha pubblicato negli anni passati. Monti è un avvocato, e lo si nota dalla dovizia di particolari legali che si trovano nel testo: ma soprattutto da quando lo conosco (eravamo ancora nello scorso millennio…) è sempre stato interessato a leggere lo sviluppo tecnologico da un punto di vista olisitico, guardando non solo l’aspetto mediatico ma anche quello legale. Questo testo è breve, ma densissimo: probabilmente se l’avesse scritto qualcun altro avremmo avuto una lunghezza doppia. Questo significa che la lettura deve essere meditata: mi sono segnato decine di annotazioni mentre procedevo. Ma significa anche che arrivando al fondo si ha una visione molto più completa del tema, anzi dei temi, in questione.

