Riposizionamenti

tweet su Minetti-1tweet su Minetti - 2 Se ho capito bene – confesso che non sto seguendo la vicenda – la procedura di grazia a Nicole Minetti è stata gestita correttamente, e la prima ipotesi che feci la scorsa settimana è quella corretta. Che fanno dunque i leoni da tastiera Twitter? Si riposizionano (come ho visto qui e qui): il problema non è più che il Quirinale abbia firmato una grazia senza guardare cosa c’era scritto, ma che il Quirinale ha fatto tutto questo casino invece di verificare di nascosto che andasse tutto bene.
Mi pare chiaro che a tutta quella gente di Minetti non importasse in realtà nulla; diciamo che la mia sensazione è che a destra c’è un po’ di persone che ce l’ha col presidente della Repubblica, dimenticandosi però che Mattarella è un vecchio democristiano che dà la bagna a tutti noi…

Ultimo aggiornamento: 2026-05-06 13:05

9 pensieri su “Riposizionamenti

  1. Fabio

    Io ho l’impressione che la manovra fosse più complessa: anche se in apparenza Mattarella era sulla linea del fuoco, mi sembra (posso sbagliare) che il vero bersaglio fosse stato Nordio, che gli aveva passato la proposta di grazia, con l’aggiunta di far ritornare alla mente degli italiani i tempi del berlusconismo. In ogni caso sarebbe ora che si tornasse ad avere una dialettica politica seria ed una stampa degna di essere chiamata stampa.

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    1. .mau. Autore articolo

      è quello che pensavo anch’io all’inizio, ma se la bolla si sgonfia Nordio ne esce più forte.

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  2. un cattolico

    Non sto seguendo neppure io, ma leggendo articoli sul tema di poche ore fa si continua a dire che Interpol ha dato dati parziali e che si attende un riscontro dal Procuratore Generale per la settimana prossima: su che basi dicono che è tutto crollato?

    “Dare la bagna” si usa nel Piemonte, immagino: mai sentito.
    Sta per «superare qualcuno in modo schiacciante», «surclassarlo»? E l’origine?

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    1. Bubbo Bubboni

      Concordo. E’ già noto che due documenti presentati erano diversamente autentici (se la procedura prevede o meno di verificare che i documenti siano autentici, come se si trattasse di una dolenza presentata da un generico suddito, è da capire) e pare anche accertato che i segaossi nostrani potevano tranquillamente mettere in lista d’attesa un ipotetico malato di quel tipo (ma anche questo non era stato verificato prima da nessun ente coinvolto). Sembra anche accertato che non era necessario andare a pescare proprio delle persone che conoscevano personalmente Epstein per curare adeguatamente un minorenne.
      Mi pare presto per dire che tutti hanno fatto esattamente quello che dovevano, fermo restando che trattandosi di cittadini “speciali” il risultato di tanta cura può tranquillamente creare una momentanea “agitazione sociale”.

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      1. un cattolico

        I segaossi possono mettere in lista d’attesa chiunque: la grazia è pur sempre un dono, che rende ancora più odiosa la sua elargizione a chi apparentemente non se la meriterebbe proprio (pensa se Angelo Izzo la chiedesse), anche se la categoria del merito immagino non sia contemplata nel valutare se elargirla o meno. Resta da capire perché i due tizi di X sono così convinti che tutto sia stato smontato: chissà in quali letture indulgono…

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        1. Bubbo Bubboni

          No, mettono in “lista d’attesa” solo ritengono che la tale patologia esiste AND ci sono delle cure autorizzate che la tale struttura può applicare. Diversamente partono i viaggi della speranza in qualche altro luogo (nel caso specifico, negli USA) eventualmente autorizzati dalla regione, ecc. ecc.
          La grazia serve “a temperare il rigorismo dell’applicazione pura e semplice della legge penale favorendo l’emenda del reo e il suo reinserimento nel tessuto sociale”, quindi certo che il reo deve meritarla e tutta la società deve essere felice di riaccogliere il o la tale.
          (ma poi per tre anni e 11 mesi di condanna, anche senza considerare per cosa…, davvero la società tutta si era privata di cotanto contributo al progresso e alla gloria nazionale? questo aspetto mi resta oscuro, sembra che nessuno lo consideri, ma mi sa che è meglio non farsi troppe domande in merito)

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          1. un cattolico

            Leggiamo l’intero paragrafo della sentenza della Consulta che citi:

            “D’altra parte, giova ricordare che l’apposizione di condizioni alla grazia corrisponde ad una fondamentale esigenza di natura equitativa che consente la individualizzazione del provvedimento di clemenza in un senso logicamente parallelo alla individualizzazione della pena, consacrata in linea di principio dall’art. 133 c.p., e tende a temperare il rigorismo della applicazione pura e semplice della legge penale mediante un atto che non sia di mera clemenza, ma che, in armonia col vigente ordinamento costituzionale, e particolarmente con l’art. 27 Cost., favorisca in qualche modo l’emenda del reo ed il suo reinserimento nel tessuto sociale. Tale obiettivo, appunto, tendenzialmente perseguono le condizioni eventualmente apposte, come quella che il condannato risarcisca il danno, o che, come nella specie, versi una somma alla Cassa delle ammende, i cui proventi sono anche destinati, in virtù della recente legge 26 luglio 1975, n. 354, al conseguimento dei fini dei Consigli di aiuto sociale (art. 74, cpv. quinto, n. 1)”.
            https://www.cortecostituzionale.it/scheda-pronuncia/1976/134

            Sono le condizioni alla grazia il soggetto (o meglio l’apposizione di tali condizioni), non la grazia stessa il soggetto. Per cui salta l’interpretazione che ne è stata data in questi giorni da alcuni. Si sta dicendo appunto che, perché sia congrua rispetto alla precedente applicazione della pena devono sussistere delle condizioni, tra cui – come esplicitato al termine del paragrafo – il risarcimento del danno. O almeno io interpreto così questo paragrafo.

  3. .mau. Autore articolo

    mi sa che “dare la bagna” me lo sono inventato io. Comunque sì, il concetto è “è molto più bravo di noi”

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  4. un cattolico

    Chissà se la tua è una fusione tra i modi di dire con dare: “dare una/le pista/e”, “dare dei punti” e l’altro modo di dire analogo “bagnare il naso a”, anch’esso piemontese (punizione scolastica del passato remoto per cui al meno bravo o al più indisciplinato sarebbe stata imposta l’umiliazione di farsi infilare un dito inumidito di saliva dal più bravo della classe o dall’insegnante stesso… Sarà davvero così?)

    Anche se in piemontese e lombardo bagna sta per salsa, intingolo, come dimostra la bagna càuda.

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