Mi hanno hackerato il cuore

Da domenica sono in ospedale. Lunedì mi hanno fatto un’ablazione cardiaca: si brucia un pezzetto di cuore per evitare che arrivino delle fibrillazioni atriali (il cuore batte in modo casuale: se ne sono accorti per caso a luglio, ma questo lo racconterò un’altra volta.)

Passi che martedì sera mi è venuto un’enorme ematoma all’inguine, dove avevano infilato una delle sonde per l’operazione: sono sotto anticoagulanti, ci sta. Ma ieri sera mi è venuta un’altra aritmia, di cui mi sono accorto da solo perché non ero più monitorato: una volta che sai cosa cercare è facile. In teoria nei primi giorni dopo l’intervento può ancora capitare, ma la faccia della dottoressa non mi pareva così ottimista. Tutto un lavoro per nulla, che palle.

24 comments

  1. Anche mia moglie si è messa in lista per una ablazione, anche se secondo me non era un caso così grave da trattarlo in questo modo. In bocca al lupo, ma in che ospedale hai fatto l’operazione?

  2. Uè, non fare scherzi…
    Il blog ha bisogno di te (e anch’io con gli altri 24 lettori)
    :-)
    In bocca al lupo

  3. Un intervento cardiaco, un ematoma inguinale e un’altra aritmia non mi sembrano delle giustificazioni valide per aprire parentesi tonde e poi non chiuderle! (Get well soon love)

  4. Ti auguro di risolvere al più presto il bug. E se per caso devi fare operare di nuovo l’hacker, magari questa volta… disattiva il firewall,… ;-) Un abbraccio.

  5. gli esiti della ablazione dipendono da molti fattori. Non parlo delle complicazioni come ematomi, ma specialmente della efficacia nel medio lungo periodo. E’ fondamentale la selezione accurata dei casi: non tutte le fibrillazioni sono “ablabili”. Poi dipende anche dalla skilness dei vari centri: e qui c’è un problema. Per poter funzionare un centro di cardiologia interventistica/emodinamica deve avere certi volumi di lavoro. Di fronte ad un “mercato” redditizio, c’è una forte competizione, che porta, come conseguenza, il pericolo di essere meno rigorosi nella selezione, per mantenere un numero decente di casistica. Non posso dire che nel nostro/tuo caso ci siano problemi di questo tipo, ma di sicuro, tra le differenze di impostazione (anche politica) della sanità, c’è anche il problema del controllo e dell’accreditamento dei centri erogatori di servizi

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