mascherine e lobby

Mercoledì scadeva l’obbligo di uso della mascherina FFP2 nei pochi posti dove erano ancora obbligatorie: ospedali, RSA, mezzi di trasporto pubblici, cinema, teatri e palazzetti dello sport. L’obbligo è stato prorogato fino al 30 settembre, ma solo in ospedali, RSA e mezzi di trasporto pubblici. Nei primi due casi si può capire la logica; sugli autobus no. Certo, stare una ventina di minuti un un bus affollato non è esattamente il massimo della vita; ma due ore fermi in un palasport o al cinema non mi sembra così meglio. Qual è insomma la differenza tra i due casi? Provate a indovinarlo :-)

12 comments

  1. Scusa… non ti seguo… stai dicendo che il volume di aria diviso per il numero medio di persone che si trova in un bus è simile al rapporto di un cinema o un palazzetto dello sport?
    E vogliamo parlare degli impianti di riciclo dell’aria che si trovano sui bus?
    Sbaglierò, ma a me sembra sensato…

    • mah, a giudicare dalla puzza di popcorn non garantisco che i cinema abbiano un ricircolo d’aria così grande (e i palasport ancora meno). Ma dimentichi il secondo punto: in un bus urbano ci stai un po’ di minuti, non delle ore con le stesse persone.

  2. Giusto.
    Dunque volume diviso per numero medio persone e tempo medio trascorso.
    Ma forse il volume e il tempo impattano linearmente, invece le persone esponenzialmente?
    Chissà!

  3. aggiungerei che stare in un bus affollato è la norma, stare in un cinema affollato l’eccezione. Mi stupisco del tuo stupore

    • evidentemente io non vado al cinema (e prendo relativamente poco i bus: quest’anno avevo la metropolitana abbastanza piena per portare a scuola i ragazzi, ma erano otto-nove minuti di percorso. Sui tram sono sempre stato tranquillo; al limite era la 90-91 piena)

      • https://www.ilpost.it/2022/04/01/cinema-2021-2022
        in sintesi: mentre nella maggior parte dell’Europa c’è una ripresa dopo la fase acuta della pandemia, in Italia, toccato il fondo, si scava. l’ultimo film che ho visto è stato in una sala da 250 posti, ed eravamo in 5 (io, due familiari e una coppia di estranei); spero per i gestori che nei weekend vada meglio, ma almeno negli infrasettimanali l’obbligo di mascherina è insensato, da tempo

  4. il ricircolo dell’aria, siamo sicuri che sia una manovra che riduce? o piuttosto sposta di più le particelle virali? Sugli aerei (misteriosamente esenti) è stato dimostrato il contagio a 7-8 fila di distanza, causato dal flusso dei sistemi di aspirazione/ricircolo

  5. 15 minuti in un ambiente contaminato (tanto per sempificare con CO2 > 1600 ppm) dovrebbero bastare nella maggior parte dei casi e, per quanto ho visto, nessuno stato si sogna di normare la qualità dell’aria negli spazi chiusi in ottica di riduzione dei contagi. Ci sono ottimi progetti con UVC, ma non vedo azioni per diffondere questi prodotti o insegnare come installarli in sicurezza. Del resto ci sono ancora enti che dicono di lavarsi bene le mani…

    Quello che non mi è chiaro è il piano attuale. Ho letto il doc (pubblico) McKinsey che regola questa fase, so tutto sul rapporto tra felicità e consumo, ma non ho capito il piano.
    Archiviate le cretinate sull”immunità di gregge, sul vaccino che rende invulnerabili e sui contagiati sopravvissuti che diventano immuni & sanissimi, il piano è vedere se poi a morire davvero sono solo i vecchi? Cancellare il long-covid è stata la migliore pensata dai tempi di Trump (meno test=meno contagi), ma gli obiettivi mi sembrano comuque ancora oscuri.

    • non vorrei dire, ma mi sa che il piano sia davvero quello. Se vuoi declinarlo in modo diverso, “se ti sei vaccinato e non sei vecchio ti fai solo una specie di influenza” (Gismondo reloaded)

      • Mah, può davvero essere.
        A favore c’è il fatto che McKinsey ha una “clausola di salvaguardia” potente (…con le varianti *attuali* si deve fare così…, per cui cadono sempre in piedi), gli scudi legali stanno funzionando per cui nessun politicante o amico sarà mai condannato per omicidio o strage e gli stati evitano sia un barbosissimo lavoro tecnico che di essere infastiditi dalle lagnanze provenienti dai settori “ingiustamente penalizzati”.
        I fattori morali sono ininfluenti, ma contro c’è il fatto che piano non produce in nessun modo l’allegria necessaria e la certezza di giocondo futuro che serve per risollevare il PIL.
        Mi piacerebbe sbirciare la seconda parte del piano… se c’è…

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