Figli di papà

Stranamente la polemica su Marco Travaglio che ha dato del “figlio di papà” a Mario Draghi non si è ancora spenta sui social. Evidentemente non c’è molto altro di interessante su cui parlare.

Ora, il dizionario registra che figlio di papà è “giovane favorito dalla ricchezza e dalla posizione sociale della famiglia”. Vabbè, Draghi non è giovane ma diciamo che lo è stato. Sappiamo anche che suo padre è morto quando aveva 15 anni, ma questo non è necessariamente rilevante nell’essere o no figlio di papà.

Ma la vera domanda è “Supponiamo pure che Draghi sia / sia stato un figlio di papà. E allora?” Quello che fa ora non funziona perché ha avuto una partenza avvantaggiata?

10 comments

  1. Mi pare che la definizione sia incompleta. Oltre a essere favorito nella scalata sociale (es. il primo lavoro di un figlio di papà sarà quello di dirigente nell’azienda di famiglia), il figlio di papà è insensibile alle sorti di chi non ha goduto degli stessi vantaggi che però non percepisce come tali (es. accusa tutti di essere pigri perché hanno lavori precari e non amano il rischio, senza capire che gli altri partono davvero dall’invio del CV. Oppure, se “lavora” nel settore “””artistico”””, accusa gli altri di non seguire le proprie passioni attratti come sono dal mettere insieme il pranzo con la cena).

    Poi io il tale non lo criticherei certo per come ha iniziato…

  2. Quello che dice non è “Quello che fa ora non funziona perché ha avuto una partenza avvantaggiata” ma “Quello che fa ora non funziona perché è lì ‘per nascita’ e non per merito”. Con il sottinteso che Conte avesse più meriti di lui, e senza nemmeno ridere.

  3. immagino che intendano far giungere alla conclusione che è arrivato in quella posizione non per meriti suoi ma perché è partito avvantaggiato da una spinta.

    • Buon per lui e mi dispiace per chi sarebbe stato bravo uguale ma non ha avuto la spinta iniziale: però la cosa continua a sembrarmi irrilevante. Ma è anche vero che Travaglio e io abbiamo fatto lo stesso liceo :) (io lo scientifico e lui il classico, a dire il vero) e dunque probabilmente siamo entrambi figli di papà.

  4. Io ero rimasto al direttore del Foglio che aveva apostrofato Draghi con un “non capisce un cazzo”, questa mi mancava :). Probabilmente dipende dal fatto che Travaglio non lo vedo neppure citato, mentre ogni tanto il direttore del Foglio sì.

    In generale possiamo dire che Draghi è detestato dalle classi medio-basse perché (non senza ragioni…) fa gli interessi di chi i soldi ne ha veramente tanti in tasca ed ha tutte le entrature giuste per farli girare (e non è un caso che ci sia Lui e non un altro per guidare il governo che userà il Recovery Plan). Per gestire il Recovery è l’uomo giusto, non ho dubbi, per altre questioni qualche dubbio ne ho, ma meglio di Salvini & C.

    Sul figlio di papà, per me è un attributo relativo e non assoluto: è senza dubbio più figlio di papà di me, visto che la sua famiglia di origine è ben più ricca della mia. Ma in sé non è un attributo deteriore: dipende come lo si usa.

    • Mah, io sono d’accordo con quello che ha detto “Mario Draghi hired McKinsey to ‘organise’ Italy’s distribution of the Recovery Fund monies. What next? Get the Mafia to re-organise the Ministry of Justice?”

      Ma chi lo “detesta” per come faceva l’intrattenitore di bordo nel 1992, per come faceva il capo del Financial Stability Forum Bank nel 2008, per come condiva l’insalata greca nel 2015… esattamente a che classe sociale appartiene?
      Chiedo per un amico.

      • Chi ha i soldi apprezza Draghi, anche chi li fa in nero (per ora almeno). Sulla battuta di Mc Kinsey, beh, sei sicuro sicuro che le commissioni parlamentari e certe anticamere siano meglio degli squali americani? Lo stile è indubbiamente diverso, ma i risultati? Mc Kinsey è nota per farti pagare 100 una cosa che ne vale 10, questo lo sanno anche i sassi. Oppure (come il caso specifico della consulenza) accettare un tozzo di pane per ricevere molto di più dopo. Loro si muovono solo se hanno margini almeno 10x l’investimento. Anche qui vale il discorso entrature: sì, ci sono i cretini che pagano McKinsey pensando che valga tutto quello che spendi, ma i coglioni di questo tipo, a queste cifre specialmente, sono pochi. Chi paga accetta di pagare così tanto di pizzo per sfruttare appunto le mitiche entrature. Mc Kinsey è ovunque dove conta e se vuoi fare qualcosa che conta, usi Mc Kinsey. Anche in UE apprezzano, garantito. Per noi poveracci, che cambia? Ladra uno in grisaglia piuttosto che in giacca e cravatta?

        • No, la critica a Mc Kinsey non è sul costo della consulenza (che se portasse l’economia anche solo a un centesimo del livello pubblicizzato dalle stime ufficiali, sarebbe totalmente irrilevante) ma sull’ideologia che orienta la loro azione quando lavorano con i governi poveri.
          Nel caso greco ci sono voluti anni solo per sapere che diavolo avevano combinato (più il tempo per trovare qualcuno che lo spiegasse anche a me). E’ lecito aspettarsi che non sarà facile neanche questa volta capire come mai, dopo il loro passaggio, sono diventati tutti ricchi e felici… o quello che sarà sul piano economico e sociale!

          • Nel caso greco sinceramente, a me era chiarissimo dove si andava a parare, anche se non sapevo fino a che punto si sarebbe arrivati sapevo benissimo che sarebbero state lacrime e sangue. E se lo sapevo io…ma ora il caso è completamente diverso da quello greco (che ricordiamo, il governo greco aveva taroccato alla grande i bilanci per fottere la UE e tutti noi altri, non dimentichiamolo). Non è minimamente replicabile.

          • “il governo greco aveva taroccato”… mah non mi pare sia andata proprio così, però quando riempi la sala riunioni con gente vestita come i modelli di Pitti Uomo sai già che non faranno tarocchi stile dito sulla bilancia del pizzicagnolo ma troveranno “soluzioni” più complesse e strutturate. Poi, dopo qualche anno, *loro* sono diventati il governo democratico e i problemi se li risolvono esattamente come vogliono…