archivi di .mau.

quello che non oso mettere nel mio blog ufficiale

RELAX: Testamento tricologico

Ho deciso. Vado dal notaio, e deposito il mio testamento tricologico. Rispetto a molti altri maschi, sono fortunato: potrei rasarmi i capelli a zero con l’unico motivo che mi piacciono, e non per coprire (si fa per dire) una calvizie incipiente; e i miei capelli bianchi crescono sempre più, ma sono ancora relativamente pochi. Però sono trent’anni che quando passo le mani tra i capelli me ne rimane sempre qualcuno attaccato, e la cosa non mi piace per nulla. Avrò anche circa 100000 capelli, ma devo iniziare a pensare anche a loro.

D’altronde quei capelli sono stati una parte di me, fors’anche la parte migliore. Hanno diritto a una collocazione meno ria dello scarico del lavandino – che poi mi tocca anche usare l’idraulico liquido. Sono conscio della difficoltà di trovare una soluzione ai problemi etici che un testamento tricologico pone: primo di tutti, andare dal barbiere può definirsi eutanasia? è lecito usare una macchinetta nella quiete di casa propria, oppure è sempre necessario che un terzo vigili sulla corretta applicazione dei protocolli? esiste una lunghezza minima garantita per definire lo status di capello? i peli della barba possono essere oggetto di una regolamentazione civile che li parifichi, oppure una simile norma verrebbe bocciata come anticostituzionale perché contro l’articolo 3? Ma confido nelle capacità del nostro Parlamento di trovare un accordo bipartisan per riuscire finalmente a dare una risposta che potrà presa ad esempio da governi e popoli di tutto il mondo.

In fin dei conti ho sicuramente un supporter d’eccezione: il nostro Presidente del Consiglio.

August 4, 2008 Archivi

Orwell Y2K #1 – Dalla Scozia con furore

Ormai bisogna pubblicare tutto e subito, e non si può perdere tempo a
fare anche solo un minimo controllo sulla correttezza dei dati. Così i
siti dei quotidiani online contengono spesso erroracci. Non parlo dei
refusi all’interno del testo, quelli capitano a tutti – anche e
soprattutto a me – ma delle topiche davvero incredibili. Il bello
dell’Internette è che basta correggere il testo e puff… è svanito. O
no? L’idea di questi post è appunto prendere una schermata comprovante
il misfatto e postarla, insieme alla versione emendata.
Inizio con questo esempio, gentilmente fornitomi da Lopo. L’isola di Jersey, nel cui
orfanotrofio è stata fatta la macabra scoperta, non ha nulla a che
fare con la Scozia: però l’anonimo titolista doveva avere studiato su
un manuale un po’ taroccato, mi sa!

Jersey-1Jersey-2

August 1, 2008 Archivi

chi conta davvero

caro diario… ehm: caro Posterous,
sono davvero felice che tu esista. Non tanto per l’interfaccia
blogga-per-email che in fin dei conti uso adesso per la prima volta,
quanto perché mi dai la possibilità di scrivere le tamarrate che
voglio senza rovinare il mio bel blog, e soprattutto senza che mi si
dica che faccio tutto questo per salire in classifica. Questi "archivi
di .mau." non sono indicizzati da nessuna parte, e li conosce giusto
chi ci ha cliccato su dal link al mio blog. Ma ciancio alle bande.

Ieri mattina ho scritto una cazzatina, di quelle che metto in
"minimalia" perché il commento è lasciato al lettore; era una battuta
sul cognome del PM che ha in carico le indagini su Tavaroli e co, PM
che si chiama Napoleone e che mi ha fatto venire in mente Luca Luciani
e il suo "Napoletone a Waterloo". La battuta è stata ripresa credo
intorno a mezzogiorno da http://netmonitor.blogautore.repubblica.it/;
in questo momento lloogg mi dà 40 hit sugli 88 totali del post.
Numeri assolutamente fuori da ogni logica: non tanto gli 88 accessi al
singolo post, in genere in una giornata è facile superare i 100,
quanto i 40 link da una singola sorgente.

Mi spiace solo per i 40 cliccanti, che probabilmente pensavano di
trovare chissà quali altre battute fulminanti e invece si sono visti
roba tipo le mie giaculatorie sull’assistenza interna telecom e il mio
pippone matematico. D’altra parte i miei ventun lettori sanno che da
me si può trovare scritto di tutto e sono abituati a saltare quello
che a loro non interessa. Resta il punto che è proprio vero che con
tutto il polverone che si solleva per i "contenuti creati dagli
utenti" e la "coda lunga" va a finire che quando arriva un media
tradizionale (Netmonitor ha un link nella home page di repubblica.it)
le cose vengono subito rimesse nella reale proporzione. Secondo me
qualcuno tra i VIB (Very Important Bloggher) dovrebbe fare un reality
check 🙂

(ah, mentre scrivevo i referrer da Netmonitor sono passati a 43 su 91.
Cosa stavo dicendo sull’importanza del referrer giusto?)

July 24, 2008 Archivi

L’Inno alla Gioia in versione Muppets

Chissà che avrebbe pensato Ludovico Van! (via Giavasan). Pregasi notare la parte finale coi due vecchietti.

July 21, 2008 Archivi ,

RELAX: il diciotto luglio…

18 luglio 2006: Ludo comunica di avere preparato una classifica dei primi cento blog italiani, e invita chi vuole a iscriversi, per ottenere dati più acculturati.

18 luglio 2007: la classifica di BlogBabel viene compulsata da qualche migliaio di blogger, e sfruttata dai media online per scoprire chi sono “i più importanti blogger italiani”. Ludo elimina man mano gli indicatori d’uso diversi dai link ad altri blog.

18 luglio 2008: dopo alcuni mesi di sosta, BlogBabel riparte più nuova che pria. Da mezzanotte alle 9.42 si verifica un blocco delle connessioni internet in Italia, inizialmente creduto essere un attacco DDoS ma in seguito valutato più correttamente come tentativo di connessione al server BlogBabel. Ludo comunica che da oggi occorre fare richiesta esplicita per entrare in classifica.

18 luglio 2009: si scopre che Silvio Berlusconi consulta tutte le mattine la classifica di BlogBabel per verificare la posizione del blog di Mara Carfagna. L’Espresso e Panorama pubblicano settimanalmente la classifica Top20 e le nuove entry. Ludo mette a disposizione dei blogger un bookmarklet da inserire nel proprio sito per migliorare l’attendibilità della classifica, che ormai raccoglie 20000 blog.

18 luglio 2010: si viene a scoprire che Ludovico Magnocavallo ha silenziosamente acquistato alcuni dei siti di classifiche blog, e fornisce loro i dati secondo diverse viste, “per migliorare la visibilità globale della classifica BlogBabel e raggiungere anche alcune nicchie in precedenza trascurate. Il governo ventila la possibilità di una tassa sui blog, basata sulla classifica di BlogBabel.

18 luglio 2011: la proposta di nazionalizzazione dei blog ha portato a una serie di sollevazioni di piazza e ad elezioni anticipate, vinte con larga maggioranza dal nuovo partito Comunicazione Blog. Il suo leader, dottor Ludovico Magnocavallo, ha varato un programma di unità nazionale per aumentare la capacità del Paese di superare il digital divide. BlogBabel raccoglie 150000 blog, e il trend di crescita è costante.

18 luglio 2012: convertito in legge il Decreto Garzilli sull’alfabetizzazione informatica: ogni cittadino al di sopra dei 15 anni è tenuto ad avere un blog e a postare almeno una volta la settimana. Una Commissione Permanente, presieduta ad honorem dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Cavaliere Ludovico Magnocavallo, verificherà lo Stato dei Blog Nazionali e inviterà i più meritevoli a iscriversi a BlogBabel.

18 luglio 2013: con un post a blog unificati, S.E. il Cavaliere Ludovico Magnocavallo comunica che a partire da oggi per accedere a una qualsivoglia carica pubblica occorre essere iscritti a BlogBabel. “Abbiamo ormai raggiunto i due milioni di iscritti, e chiunque non intenda misurarsi con la parte più sana della nazione non ha alcun diritto di pretendere di servire la cosa pubblica”. Appaiono i primi commenti antiBlogBabel, firmati dalle sedicenti “Brigate PTWG”.

18 luglio 2014: il Parlamento è stato sciolto, e sostituito dall’Assemblea dei Blog. Tolta l’iscrizione a BlogBabel a beppegrillo® e Antonio Di Pietro, in seguito a una serie di post ritenuti antiblog. S.E. l’Illuminato Cavaliere Ludovico Magnocavallo assicura che le ronde di polizia che controllano il posting quotidiano obbligatorio hanno ricevuto istruzioni di non usare la forza contro i renitenti, “se non in casi estremi”.

18 luglio 2015: truppe svizzere sono entrate nelle principali città italiane, “per evitare che la crisi che ha colpito l’Italia continui a mietere vittime”. Pacchi di cibo sono consegnati ai superstiti, che si mettono mestamente in coda. L’unica forma di comunicazione rimasta, dopo la distruzione delle fibre ottiche e dei ponti radio, sono rimasti i fogli di carta. Non si hanno più notizie di Magnocavallo, dopo il suo ultimo videopost in cui invitava la popolazione a resistere contro i mestatori.

July 17, 2008 Archivi ,

L’intercettazione fasulla di La Privata Repubblica

Per chi si fosse perso il post che ha fatto arrabbiare Berlusconi, Confalonieri e persino Ghedini, eccovelo qua.

Non che sia chissà che, ma la censura non è mai una cosa bella.

July 7, 2008 Archivi ,
(i miei cookie)