recensioni

La congettura di Poincaré (libro)

[copertina] Quando Grigori Perelman rifiutò il milione di dollari che il Clay Institute gli aveva assegnato per la dimostrazione della Congettura di Poincaré, la notizia raggiunse le prime pagine di tutti i giornali. Non che la gente sapesse che diavolo fosse questa congettura, a dire il vero; ma l’idea di tutti quei soldi li stuzzicava. Fortunatamente ci sono stati alcuni matematici che hanno pensato non tanto di raccontare la dimostrazione quanto di riuscire a dare uno sguardo generale sui temi trattati, per dare almeno un’idea di quello di cui si stava parlando. Donal O’Shea ci è riuscito benissimo con questo suo libro (Donal O’Shea, La congettura di Poincaré [The Poincaré Conjecture], Rizzoli – BUR, 2008 [2007], pag. 360, € 10,80, ISBN 978-88-17-02357-3, trad. Daniele Didero): dopo l’incipit molto americano ero un po’ prevenuto, ma lo stile del resto dell’opera è molto chiaro, e conduce man mano il lettore a capire il contesto in cui il problema nacque e fiorì, comprese le implicazioni con la relatività generale; il tutto con un ampio apparato di note utili per chi volesse saperne di più. In fin dei conti la congettura di Poincaré parla anche del nostro universo: afferma infatti che se il nostro universo non è infinito e si comporta come pensiamo faccia allora è in un certo senso l’equivalente quadridimensionale di una sfera. Servirà a qualcosa? Probabilmente no, ma la matematica non si preoccupa certo della cosa. La traduzione è scorrevole, ma in qualche punto (non matematico, a dire il vero) mi ha dato l’idea di essere stata tirata un po’ via, come nelle “poesie in cinque versi” che probabilmente sono limerick. Troppa semplicità fa male…

pipponi

Se ne accorgono adesso?

In questi giorni a Radio Popolare viene trasmessa una pubblicità dove la CGIL avvisa i lavoratori non iscritti al sindacato che grazie al silenzio-assenso dovranno pagare trenta euro come contributo ai sindacati per le spese sostenute nella trattativa per uno dei contratti di settore, contratto che la CGIL non ha firmato. Viene quindi spiegato che devono avvisare il datore di lavoro per non farsi trattenere quei soldi.
Tutto santo e tutto bello. Potremmo forse discutere se effettivamente è giusto che i non iscritti paghino per un risultato portato avanti indirettamente degli iscritti; ma se per questo potremmo anche discutere se è giusto che chi non ha mai scioperato ottenga gli stessi soldi di chi ha pagato del suo per rinnovare il contratto. Quello che però mi preme far notare è che almeno per il mio contratto – quello delle comunicazioni – è già due volte che capita questa cosa, e in nessun caso la CGIL (o se per questo un altro sindacato) ha vociato contro la cosa. Diciamo insomma che fino a quando i soldi andavano anche a loro non c’erano troppi problemi…

italica_stampa

Titoli e traduzioni

In occasione della nuova edizione del capolavoro di Thomas Mann e del cambio di titolo, da La montagna incantata a La montagna magica (nota a latere: nel 1932 l’opera mozartiana Die Zauberflöte” era già nota come Il flauto magico: chissà perché questa scelta traduttoria…) Repubblica ha pensato bene di preparare un’infografica con una lista di libri e opere il cui titolo non è tradotto per nulla letteralmente.
Possiamo discutere sulle scelte: per quanto mi riguarda, “The Catcher in the Rye” non avrebbe avuto alcun senso tradotto letteralmente (e comunque il catcher è il ricevitore, non un semplice “giocatore di baseball”). Ma se fai una cosa del genere e metti le traduzioni letterali, magari potrebbe essere opportuno verificare che il mockingbird non è esattamente l’usignolo (che sarebbe stato il nightingale)… altrimenti qualche sorrisetto di compatimento spunterà immediatamente!

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annus brevis

Lo spam che mi è arrivato ieri sulla casella di posta aziendale aveva un testo che non sono riuscito affatto a comprendere:

Dare ai nostri consulenti amichevole una chiamata ora, sono più che disposto ad aiutare a fare la maggior parte del vostro gioco.
I nostri giochi fornire intrattenimento eccezionale sia ai principianti così come i giocatori veterani – venire a dare una chance ora.

Mi chiedo se siano giochi erotici, giochi da casinò oppure qualcosa di completamente diverso, chessò roba di lavoro.
Ma quello che mi ha lasciato più perplesso è il titolo:
RE: Deliziati da un servizio clienti esemplare da uno staff di consulenti pronti a rispondere a tutte le vostre domande 24/7/265.
E gli altri cento giorni?

io

ospedali e computer

Stamattina ero di nuovo al Niguarda per far togliere i punti a Jacopo. Vista l’esperienza di venerdì scorso ero piuttosto tranquillo; peccato che oggi le cose non siano andate esattamente come l’altra volta. Occhei, sono arrivato alle 8:41 (come da bigliettino di prenotazione) invece che alle 8:15; però non è possibile che sia riuscito a passare all’accettazione alle 9:35. Notate che io avevo una coda separata, DB che sta per “diversamente abili – gestanti – bambini”; mentre sono arrivato chiamavano il DB-015 (io avevo lo 027) e il numero successivo è stato chiamato alle 9 passate. Dopo una decina di minuti sono passato a prendere anche un numerino di accettazione “standard”; è vero che c’erano cento persone prima di me, ma stavo rischiando di dover utilizzare quell’altro numero. Considerando che non sono servizi realmente diversi (un qualunque sportello può fare accettazione di qualunque tipo, anche se in pratica non fanno così: chissà mai perché) significa che potrebbero anche evitare di far finta di favorire i “diversamente abili”.
Ottenuto il numero, c’è stata più di un’ora e mezzo di attesa per l’ambulatorio, fino a quando Anna (che a un certo punto è venuta a darmi il cambio portandosi dietro Cecilia) ha gentilmente fatto notare che i bimbi stavano finendo l’autonomia: a quel punto miracolosamente sono passati immediatamente, molto all’italiana. Ciliegina sulla torta: non è stato fatto il foglio di dimissioni, perché “non c’era la rete funzionante”. Senza parole.

pipponi

buon compleanno Ruby

Oggi Ruby compie diciott’anni, e subito Repubblica (dove evidentemente non sanno che si diventa maggiorenni a diciott’anni e un giorno) si affretta a pubblicare la foto non pixelata della fanciulla. Ma d’altra parte ieri sul giornale cartaceo hanno messo tutta la documentazione della questura pecettata per coprire i nomi della minore, salvo “dimenticarsi” di avere scritto chiaro e tondo nome, cognome e domicilio (non residenza, che paradossalmente sarebbe stata meno problematica).
Ogni tanto ho il sospetto che in realtà De Benedetti si adoperi con tutte le sue forze per tirare fuori dagli impicci Berlusconi.

giochi

giochi per i Santi: Halloween Pairs, Brain drop

Essendoché è la festa di Ognissanti, vi lascio questo semplice Halloween Pairs da Smart-Kit. Il gioco è un classico Memory, salvo che se si perde troppo tempo le caselle iniziano a muoversi e ci si perde.
Se preferite qualcosa di più logico, sempre Smart-Kit propone Brain Drop: muovete i blocchetti per far cascare la pallina gialla senza che le grigie caschino a loro volta.

giochi

gioco della domenica: Wallaces Workshop

Ricordate Wallace e Gromit? Ricordate le macchine costruite e (più o meno) funzionanti nelle animazioni? Bene, con questo Wallaces Workshop (da Smart-Kit) potrete divertirvi a farle anche voi! Provate la vostra abilità nel Meccano, e non fate come me che non riesco a passare il secondo livello di test!
(p.s.: se vi piace il duo, c’è anche questo gioco che però è parecchio sponsorizzato…)

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