io, io-2018

Sindacalità

Come forse avete letto, lunedì scorso è stato siglato l’ennesimo accordo di solidarietà per Telecom, che per dodici mesi ci farà stare a casa il 10% dei giorni (con un taglio di stipendio più o meno simile, perché la parte pagata dallo stato è tarata sugli operai non specializzati). Si stanno facendo assemblee in tutta fretta, perché Telecom vuole assolutamente farci i primi due giorni di solidarietà a giugno per migliorare i conti semestrali: diciamo che – se vogliamo vedere il bicchiere non dico mezzo pieno ma almeno con qualche goccia d’acqua – si è ripreso un confronto azienda-sindacato e soprattutto si è ritrovata seppure a fatica quell’unità sindacale che mancava da anni e che faceva solo il gioco aziendale.

C’è solo una cosa che non mi torna. Stamattina ero per l’appunto in assemblea, arrivato al volo tra il primo giorno di centro estivo dei gemelli e una visita specialistica. I documenti li avevo letti al volo tra ieri pomeriggio e stamattina. Ora io sono notoriamente un rompipalle di prima categoria, ma mi ha fatto un po’ specie che su tutta una serie di cose al contorno – contorno si fa per dire, perché riguardano i soldi che mi arrivano a fine mese – ne sapessi più io che il rappresentante RSU…

io, io-2018

Aiutanti che non ti aspetti

Stasera prima di cena ho cominciato a montare i nuovi Billy al posto di quelli che ho fatto fuori perché ormai pericolanti (uno l’avevo fermato con i chiodi, tanto per dire…). Inutile dire che il duo era bello pronto a “partecipare” alla mia opera: tra l’altro non so se perché ormai ho montato non so quante librerie o perché avevo qualche occhio attento che controllava non ho avuto problemi, a parte l’arrabbiatura nello scoprire che hanno modificato i Billy e adesso i buchini ai lati sono più sottili e quindi non ho la possibilità pratica di usare i vecchi ripiani (ma secondo me trovo i gancetti di quelle dimensioni)

La cosa che mi ha stupito è che mentre Jacopo dopo i primi due minuti se ne è bellamente strafregato e ha cominciato a ritagliare per conto suo pezzi di cartone per le sue creazioni, Cecilia è rimasta interessatissima e mi ha aiutato per tutto il tempo. Evidentemente ho dei pregiudizi di genere :-(

pipponi, pipponi-2018

ParteciPA! (si fa per dire)

Sto seguendo un corso di formazione online, che a un certo punto si è messo a parlare del portale delle consultazioni pubbliche ParteciPA! (anzi “PartecipaPA!”, come scritto nelle slide), dove dovrebbero esserci “consultazioni aperte”. In questo momento ci sono due consultazioni aperte: una fino al 26 aprile 2017 e l’altra fino al 27 maggio 2017 (sì, 2017, non 2018). Essendo poi indicate “consultazioni chiuse”, immagino che in effetti sia un po’ più di un anno che nessuno controlli quel sito. Bene ma non benissimo.

rec-2018, recensioni

_Ragazze con i numeri_ (libro)

I quindici racconti di questo libro (Vichi De Marchi e Roberta Fulci, Ragazze con i numeri, Editoriale Scienza 2018, pag. 205, € 18,90, ISBN 9788873079255, link Amazon) non sono vere e proprie biografie, anche se sono tutti narrati in prima persona: le autrici hanno spesso scelto di focalizzarsi su una parte specifica della vita delle protagoniste, con l’intento di mostrare come anche una donna può diventare una scienziata. Scopo dichiarato del libro è infatti l’avvicinare le ragazze dai dieci anni in su al mondo STEM (Scienza, Tecnologia, Engineering, Matematica). Occhei, io l’ho preso per mia figlia Cecilia che di anni non ne ha ancora nove, ma comunque la prosa è molto chiara. L’unico appunto che mi sento di fare al libro è nella pagina riassuntiva, che dopo una succinta biografia minima lascia tre o quattro punti sul perché la protagonista è importante ma lo fa in modo da sembrare più una scheda da libro scolastico. A Cecilia ho detto di saltare quei pezzi, le farò un debriefing io…

io, io-2018

Vendite 2017 dei miei libri #altramatematica

Ricordate, vero, che tra i libri che ho scritto ci sono anche tre ebook per ? La collana è ferma, principalmente perché non ce la faccio a trovare altri scrittori, però ogni tanto qualcuno compra ancora i libri.
Per completezza, ecco qua il numero di copie vendute nel 2017. Matematica e infinito ha venduto 104 copie, giungendo a un totale di 1047; Fantamatematica ne ha vendute 80, per un totale di 578; Alfabeto matematico infine ne ha vendute 85, per un totale di 134 (sì, non è stato proprio un successone…)

IA e informatica, old

ah, le interfacce utente!

Ieri mia zia mi ha chiesto se potevo aiutarla con la prenotazione via internet di un esame clinico urgente, perché al centralino non rispondeva mai nessuno. Passo da lei col mio furbofono e mi accingo a fare la registrazione al sito della Multimedica – San Giuseppe. Primo ostacolo: ci vogliono sia un numero di cellulare che una email. Per la seconda ne creo una al volo (basta aggiungere un +qualcosa a un nome gmail e sperare che chi ha scritto il programma conosca RFC 2821 e RFC 2822), per la prima chiedo a mia zia il suo numero di cellulare. Peccato che sbagli a scriverlo; e ancora più peccato che non viene mandata una mail per confermare la registrazione, ma un codice PIN via SMS. Vabbè, ricomincio da capo: mi arriva errore sul codice fiscale. Vedo che il copincolla aveva aggiunto uno spazio finale: lo tolgo, ma continua a darmi errore, al che penso che il programma abbia controllato sulla base dati l’esistenza di quel codice fiscale e sia fatto così male da non dare un errore specifico “Codice fiscale già usato” ma uno generico.
Che fare? Da buon informatico, penso che un programma fatto così male può anche essersi dimenticato di fare altri controlli: cambio da minuscola a maiuscola una lettera del codice fiscale, e come d’incanto funziona tutto. Riceviamo il codice, lo inserisco, entro nella schermata di prenotazione… e scopro che quell’esame non è prenotabile via web :-(
Spero che i loro esami clinici siano meglio delle interfacce utente.

politica

Salvini il reaganiano

Oggi Matteo Salvini non ha detto «È giusto che chi guadagna di più paghi meno tasse». Ha detto «Se uno fattura di più e paga di più, è chiaro che risparmia di più, reinveste di più, assume un operaio in più, acquista una macchina in più, e crea lavoro in più».

A dirla tutta, la frase effettivamente pronunciata fa un po’ acqua: abbassare le tasse ai ricchi li fa indubbiamente risparmiare di più ma non è detto che li faccia pagare di più se fatturano di più. Esempio pratico: se prima fatturavo 60.000 euro e pagavo il 30% di imposta, il totale era 18.000 euro; se ora fatturo 80.000 euro e pago il 20% di imposta il totale è 16.000 euro. Facciamo insomma finta che Salvini non abbia detto “e paga di più”, perché Salvini non direbbe mai volontariamente bugie. La frase ora diventa più logicamente coerente. Il problema è che è vecchia: l’avevano già usata Reagan e Thatcher, e i risultati si sono visti. Forse c’è più lavoro in più, ma se c’è è mal pagato e precario, perché l’operaio non viene assunto a tempo indeterminato e i macchinari arrivano sempre più spesso da fuori Italia (o forse parlava dell’ennesimo suv? Mannaggia al linguaggio poco preciso). Ma a parte questo c’è un errore di base: tutto questo potrebbe valere per abbassare le tasse alle imprese nel caso facciano investimenti e assunzioni. Altrimenti quei soldi forse muovono l’economia – se non si fa nulla in nero – ma sicuramente non creano lavoro.

Salvini non è stupido e queste cose le sa. I suoi elettori?

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